Tv Italia

Una delle cose per me più difficili da spiegare ad amici e conoscenti stranieri, nel momento in cui calcano il suolo italico, è la nostra televisione. Com’è fatta, perchè è così, a cosa serve ecc… Come tutte le altre cose, anche la tv è lo specchio di una nazione, e già mi viene da ridere. Pensate agli spot della tim, della vodafone o di wind: questa è l’Italia! La cultura che trasuda da quegli irresistibili sketch, il buon gusto, la sottile intelligenza… che meraviglia. Non che gli spot siano per forza meglio altrove, intendiamoci. In Olanda una pubblicità su due è di un’assicurazione: la dice lunga sulla divertente imprevedibilità di quei simpatici stangoni biondi. Al confronto con la frizzante società olandese il Carnevale di Salvador de Bahia è una seriosa presentazione di un romanzo storico (tipo La strategia dell’Ariete  🙂 ). Le altre sono invece pubblicità su cibi pronti, con improbabili voci dall’accento esotico  – tipo italiano o spagnolo – che invitano a provare la nuova squisitezza pronta in due minuti.

Il problema da noi è che, lasciando perdere la pubblicità, c’è poca qualità nella programmazione in generale e ci sono tante stranezze difficilmente spiegabili a chi non ha dovuto avere a che fare con ‘sto paese dalla nascita di Drive In in avanti. Sulla qualità della programmazione lascio volentieri la parola alle migliaia di esperti televisivi che sembriamo poter vantare sul nostro suolo. Tanto che mi chiedo: ma com’è? Tutti ne sanno, e la tv fa così schifo? Forse allora ho ragione io nel proporre un cambiamento drastico. Budget ridotti a un decimo per ogni emittente. Basta nuovi programmi, format, ospitate, marchette, premi e cotillon vari e vai di GRAN revival: film vecchi, varietà vecchi, documentari vecchi. Scommettiamo che il pubblico gradirebbe, e non poco? Meglio Walter Chiari di Panariello, mi sembra non ci possano essere dubbi.

Vediamo invece le stranezze italiche. Sapete che le adoro.

-perchè nell’informare circa i disastri internazionali si dà sempre così tanto spazio agli eventuali italiani coinvolti? Capisco il concetto di nazione (peraltro presente solo in questi casi, ai mondiali di calcio e se mercenari in Iraq) e il preoccuparsi dei compatrioti, ma fatto come lo fanno i vari tg italici è semplicemente fastidioso. Del tipo: Haiti, più di 100.000 morti, città rase al suolo. Colleghiamoci con la Farnesina per i due italiani feriti al mignolo. Scusate lo humour macabro, ma mica è colpa mia. I grotteschi sono loro. Gli italiani sono come gli altri, sapete, cari organi di informazione? Muoiono, nascono, corrono, mangiano, corrompono, evadono le tasse, fanno i cazzi loro in macchina e vanno a puttane anche se poi la domenica vanno in chiesa. Non è una notizia.

-perchè non si sente mai il risultato o non si vedono almeno alcune immagini di uno straccio di partita di tennis, o basket o che ne so quale altro sport sui canali non a pagamento? Sempre e solo calcio? Dopo è troppo comodo, ogni quattro anni durante le Olimpiadi, fare i gradassi e bastonare a destra e a sinistra gli italiani in gara nelle varie discipline (dure quanto mai il calcio potrà essere) che non portano a casa medaglie. Ma che ne sapete voi, cosiddetti giornalisti sportivi italici, delle realtà internazionali del triathlon o del salto con gli sci? O meglio, dove sono andati i giornalisti specializzati in quegli sport? Tutti a lavorare nei call center, scommetto, per dar spazio ai cacciatori di gossip del pallone e notizie di calcio mercato.

-qual’è il ruolo esatto della soubrette nel panorama tv italico? Io non vedo soubrette nella televisione olandese, siamo sicuri che sia obbligatorio? Se sì, che almeno canti come si deve o faccia un balletto, o qualcosa. Personalmente i varietà di quel tipo mi fanno CACARE, ma magari all’italiano medio… Se invece non fanno altro che stare accanto all’abbronzato presentatore di turno sfoggiando un sorriso da ehm… testa tra le nuvole, scosciate e scollate, mimando sì o no con la testa a seconda che la frase detta dall’abbronzato sia positiva o negativa, per poi lanciare la pubblicità beccandosi in risposta migliaia di ‘cagna bonazza’ mormorato tra i denti dai telespettatori di sesso maschile in ascolto, allora non so. E anche programmi che si reputano più ‘culturali’ rispetto alla norma fanno così, mi sembra, tipo ‘che tempo che fa’. Il perchè non lo so. Ma che sia ora di scuotere un campanello di dimensioni gigantesche, ridestarsi tutti e finalmente cambiare rotta?

La mia proposta: un talk show con gente seduta attorno a un tavolo, vestita come capita (maglioni, tshirt), che parla una per volta, ascolta, ironizza, ride e un presentatore che agevola, lascia spazio, non seppellisce di complimenti, non osanna, nè accomoda, semmai fa domande spigolose, sempre con un taglio divertente, e cerca di scoprire il lato più interessante dell’ospite. Oppure, forse meglio ancora: niente talk show. Cinema muto d’avanguardia, a reti unificate, alle 20:45. Così, per prendere una boccata d’aria fresca.

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4 thoughts on “Tv Italia

  1. Solo film muti giapponesi degli anni ’30 per i prossimi lustri… ecco cosa dovrebbero trasmettere.
    Eppure una volta la rai sperimentava, visivamente e musicalmente… avete mai visto lo sceneggiato storico divulgatico La guerra al tavolo della pace con Montagnagni(!)?

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  2. Solo film muti giapponesi degli anni ’30 per i prossimi lustri… ecco cosa dovrebbero trasmettere.
    Eppure una volta la rai sperimentava, visivamente e musicalmente… avete mai visto lo sceneggiato storico divulgativo La guerra al tavolo della pace con Montagnagni(!)?

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