Villaggio vacanze

Un’altra cosa che da noi spopola e che in altri paesi a malapena esiste è il Tour Operator per le vacanze nei villaggi turistici. Anche questo è un fenomeno curioso, che sono sicuro vorrete analizzare insieme a me in questo nuovo post settimanale. E non temete, i bullet point arrivano, aspettate solo qualche riga ancora. Allora, funziona così: vuoi andare in vacanza ma non fare niente? Vuoi rilassarti in un posto lontano ed esotico ma sentirti a casa? Non sai parlare le lingue? Non te ne frega un cazzo delle abitudini autoctone? Tanto l’Autoctono con l’A maiuscola è l’ITALICO, che te lo dico a fare… Il resto è irrilevante.

Se hai risposto sì ad almeno tre delle domande sopra, la tua vacanza ideale è senza dubbio quella del villaggio turistico. Nulla da eccepire, ci mancherebbe. Come ben sapete, non giudico. Anzi, gli spocchiosi intellettualoidi che snobbano questo o quell’altro fenomeno non mi sono mai andati a genio. Soprattutto per la loro immancabile ipocrisia, che prima o poi viene smascherata e mi fa scoppiare in una grassa risata. Posso condividere un punto di vista, tipo che la vacanza in villaggio non è proprio quanto di più vero e caratteristico si possa trovare, ma da qui a condannarne un altro la differenza è notevole. E ho imparato – con qualche decennio di ritardo, ma si sa l’uomo matura dopo – che ‘relatività’ è la parola magica, come scrivevo qualche mesetto fa in un post d’ispirazione russa. Sembrano cazzate, ma sono certo che se ognuno ricordasse la parolina un pò più spesso, in contrasto con le perenni barricate che ci divertiamo a costruire per qualsiasi argomento in questo dolce e tragicomico paese, le cose andrebbero un pò meglio. Forse.

Dunque non giudico, ma penso, chiedo, e mi faccio quattro risate. Nello specifico, avrei giusto qualche domandina da sottoporre al cliente tipo della vacanza in villaggio. E spero in contributi da parte vostra, o internauti che per caso o con atteggiamento recidivo siete capitati anche oggi su Kaizenology. Magari proprio da clienti affezionati e soddisfatti. Sfatiamo anche questo luogo comune: andare in vacanza in villaggio è un pollice giù. Ne sarei felicissimo. E poi finalmente ci faccio scappare la settimana di vacanza a Marsa Alam, che diamine! Ci voglio andare da una vita a pucciarmi nell’acqua tiepida e arrostirmi le chiappe al sole, ma poi non oso mai perchè, sapete, la reputazione, i circoli culturali, i colleghi scrittori… Cosa direbbero? Oddio, non oso pensare…

Ecco le domande:

-perchè andate all’estero per vacanze simili, magari dall’altra parte del mondo, quando basterebbe andare in sud Italia? Cosa c’è di, che so, tipicamente tunisino o dominicano nel viaggio che state per intraprendere? A parte lo spettacolo un pò legnoso e artefatto di danza locale, prima dell’inno del villaggio da cantare tutti insieme… Non è meglio fare meno chilometri, spendere meno, inquinare meno e spaparanzarsi al sole pugliese o siciliano, a quel punto?

-qual’è l’aspetto più maledettamente irresistibile della formula All inclusive, il gran buffet dei pasti? Quello riempito all’inverosimile da pietanze più o meno gustose, più o meno fresche? (ragionate: secondo voi quanto non finito il giorno prima andrà in pattumiera, ai poverelli delle baraccopoli nate attorno al villaggio – e ben nascoste – oppure riproposto con nonchalance nel gran buffet del giorno dopo?) O le sdraio gratis sulla spiaggia? Il minigolf senza tariffa oraria?

-è davvero una vacanza conviente, quella in villaggio, anche aspettando i famosi Last minute? Perchè alla fine, seppur in offerta, stra-scontata, imperdibile e via dicendo, una tariffa di 600/700 euro a testa non è che sia pochissimo.. un appartamentino carino per quattro persone, in Provenza per esempio, con cucinino, giardinetto, veranda ecc.. nella medesima stagione ti costa intorno ai 400 euro a settimana, da dividere

-ma ci si diverte davvero nei villaggi? C’è movimento? Si becca o non si becca? No, perchè so che al Club Med ci vanno le tardone francesi a caccia. E fin qui ok, mica male come opzione se fossi un single. E nei villaggi italiani, Ventaglio, Franco Rosso e compagnia bella? Secondo me è più che altro la fiera del ‘Guarda come sto figa e abbronzata ma non ce pensà, non lo vedi il mio uomo – ultrà della Lazio – a distanza tattica?’, ma potrei anche sbagliarmi

-l’animazione è proprio necessaria? Perchè questa è un’altra delle anomalie  italiche: tutti dichiarano di odiarla, però poi il suo gradimento è alle stelle. Tipo il Governo del nostro paese. Chi l’ha votato? Tutti guardano in giro, fischiettando… Eppure all’elezione successiva siamo alle solite. Capisco che nella vita si debba a volte essere stimolati, che la sedentarietà è un problema e che il coinvolgimento è invece contagioso. Ma non siamo in grado di decidere da soli se fare una passeggiata, una nuotata o una partita a tennis? Dobbiamo per forza essere circondati da questi giovani vestiti uguali, con un sorriso spontaneo come quello di Gabrilla Carlucci, e più che altro dediti a testarsi l’uno con l’altro, sessualmente parlando, quando i polli sono a tutti a letto e nei loro bungalow succede l’impossibile?

Ecco a cosa è servito questo post. Voglio diventare animatore.

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