Mostri culinari

Lo abbiamo già detto più volte: l’orgoglio nazionale italico più grande  (a parte le basette a punta e le sopracciglia ben curate dei calciatori azzurri) è la tradizione culinaria. E non serve agitarsi, amici francesi: non siete male nemmeno voi, ma troppe cremine, diamine, troppi intrugli… e quei formaggi divorati dagli acari! C’est horrible! L’idea è che un’ottima tradizione culinaria sia anche sana. E qui, la dieta mediterranea svetta: carboidrati, verdura e frutta fresche, legumi, semplicità nei condimenti, olio di oliva ecc… ecc…

Ma.

Non ci pavoneggiamo troppo, o compatrioti. Sì, allunghiamo pure le nostre teglie di lasagne fumanti sotto il naso dei nordeuropei di turno. Adoro farlo anch’io. Dimenticano in un attimo tutte le inefficienze, la chiassosità, il temperamento, la miccia corta, il gesticolare troppo, persino il nostro capo del governo, e dichiarano senza vergogna: amo l’Italia. Salvo poi tornare all’opinione originaria, non appena rischiano la vita attraversando sulle strisce pedonali con il verde in centro città. Anch’io sono orgoglioso della deliziosa e finissima pasta stesa a mattarello da sapienti massaie dal giro vita importante. Ma stranamente, in qualche modo, chissà come, alcuni bizzarri prodotti gastronomici sono entrati nella nostra quotidianità nonostante siano lontani anni luce dalla qualità culinaria appena sopra decantata. Perchè? Certo, nessuno è perfetto, ma comunque perchè questo accade? Voglio dire, perchè quei prodotti e non altri? Chi ha deciso?

Mi fa sorridere la cosa, mi porta indietro ai tempi del Carosello, gli anni in cui ‘l’hanno detto alla televisione, per cui è vero’. Le reclame decidevano tutto. Quiz e varietà spopolavano. Il conduttore televisivo e il testimonial pubblicitario erano come dei in terra. Cioè, praticamente come ai giorni nostri, ora che ci penso. Ma con una tonnellata di stile in più, e diverse palate di volgarità in meno. Che non è poco.

Ma tornando a noi, chi mi sa spiegare come e perchè questi orrori culinari sono entrati nel nostro quotidiano a tavola? Non che non li abbia mai mangiati o che li aborri letteralmente: io sono per la libertà e la tolleranza. E vietare è sinonimo di raddoppiare la voglia: chi è genitore lo sa bene. Ma mi chiedo comunque chi è stato, chi ha innescato la reazione a catena… E non me ne vogliano i manager delle multinazionali che li producono, niente di personale… Anzi, no. Me ne vogliano pure. Dopo il rigare le BMW o i SUV parcheggiati alla cazzo per le strade, infastidire il business è la cosa che amo di più. Che ci volete fare, sono fatto così. Un pò coglione, un pò black bloc.

-Wurstel. Nel paese del ‘me la tagli fine e senza grasso, che a mio figlio e mio marito ci piace così’, dell’alta qualità, del dettaglio maniacale, ci rimpinziamo da sempre dell’impasto di carne più equivoco e livellato al basso della storia degli onnivori. Non oso pensare a cosa ci mettano, dentro la macchina stile videoclip di ‘Another brick in the wall’ dei Pink Floyd che trita le frattaglie e produce il magico impasto color carne (però umana). Ehi, non ve la prendete: li mangio anch’io, nell’insalata di riso. E da piccolo me li ingollavo così, freschi di confezione con quel filo di gelatina di brodo (? oddio…) ai lati. Adesso magari evito questa seconda attività. E ci rido sopra. Non c’è dubbio comunque che ci hanno inculcato in testa in prodotto che fa piuttosto schifo. Così, a leggerne gli ingredienti.

-Spuntì, Spalmì e cremine varie. Una mia amica straniera giorni fa mi diceva: ‘ma, anche ‘sta storia della merenda, qui in Italia.. il pane e nutella, le cremine, le focaccine, le merendine… da noi mica c’è tutta questa roba. Da noi tua madre ti dà in mano un frutto e pedalare.’ Qui invece, a volte, si spalmano schifezze. Eppure basterebbe mandare in onda un bel clip su come viene preparato lo squisito intruglio per far cambiare qualche idea, forse. Dovremmo dirlo a Report. Così, per trattare altri argomenti ogni tanto e non parlare sempre di infrastrutture e politica. 

-4 salti in padella e simili. Ho capito che la vita è frenetica, il tempo è poco, c’è il vernissage, poi il cinema, poi l’ape (o prima), poi il sesso (forse), e che dopo viene fame, così, di botto. Ma si può anche mettere un filo d’olio in padella, sbucciare uno spicchio di aglio o due, aggiungere che ne so, dei gamberetti o anche solo un paio di acciughe, capperi e olive a volontà e intanto scolarsi la pasta. Più economico, più sano (dipende, ma probabile) e soprattutto un grammo di soddisfazione in più per il cuoco e/o commensale. E’ importante.

-Estathè. La gente si fa di ‘sta roba. Ho visto fans club di Estathè su Facebook, e non sto scherzando. Ma è tè veramente? Ben poco, stando agli ingredienti. Forse piace più l’idea di bucare la superficie con la cannuccia, in qualsiasi punto si voglia: noi italici siamo adoratori dei rituali, specialmente se semplificati. In ogni caso, non è meglio un bel bicchiere di acqua fresca, anche a livello di dissetamento? La nota vale anche per i concorrenti di altre marche, ovvio (non è che lavoro per la Beltè, in altre parole), e per tutte le bibite che ci svuotano il portafoglio e ci gonfiano il già sofferente pancino. 

A proposito, ma l’Idrolitina che fine ha fatto?

Annunci

11 thoughts on “Mostri culinari

  1. grazie per la dritta! suona però quasi come un canale sky… convergenze merceologiche :))) -siamo alla frutta (con conservanti)

    Mi piace

  2. Per chi fa la spesa una volta a settimana, dati i gravosi e soverchianti impegni lavorativi uniti al pendolarismo, i conservanti iniziano a sembrare user-friendly… e anche il SodaStream, che mi evita di portare a casa palteau su plateau di minerale gassata.

    Mi piace

  3. allora consiglio gambi di sedano e semenze varie, crude – ci rivediamo tra un mese e facciamo la prova vita col centimetro.. sono 400 euro 🙂

    Mi piace

  4. I just made (surprisingly ) tasty burgers from veg and hazelnuts, and a non meat loaf with chickpeas, but…………….including soaking chilling chopping and grinding the whole effort took 2 days to complete. Would never make me want to eat wurstel though; the only thing I can think of worse than that is ‘chicken’ nuggets. cool post 🙂

    Mi piace

  5. mmmm I bet the effort you took was really worth, sjb! 🙂 oh yes chicken nuggets are horrible.. I went once in KFC in germany and it was a traumatic experience! grazie per il commento

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...