The Birthday Party – The Birthday Party (4AD 1983)

Tralasciando il 45 giri live “Drunks on te Pope’s blood” registrato nel novembre del 1981 e con un lato B di tutto rispetto che vede Lydia Lunch prodigarsi in un assolo di quasi venti minuti sulle note, se si possono chiamare così, di “THE AGONY IS THE ECSTASY”, lasciando stare questo dirompente mini ep live, dicevo, io avrei inserito nella lista dei cento migliori album del XX secolo il primo album dei BP, registrato tra il 1979 e l’80, dal titolo omonimo “THE BIRTHDAY PARTY”.

Perchè chi apprezza Nick Cave lo stima soprattutto per i suoi lavori iniziali con i Boys Next Door e i Birthday Party prima e come solista dopo, fino diciamo all’album Tender Prey (1988).
Il primo album dei B.P. è composto da soli cinque pezzi, pochi ma buoni.
Siamo alla fine degli anni settanta, la New Wave sta prendendo il sopravvento sul punk e i cinque ragazzoni australiani che formano la band si stanno trasferendo dalla loro terra natia a Londra, grazie ad un contratto con la 4AD, la mitica etichetta portabandiera della dark music.
Il singolo Mr. Clarinet diventa subito il brano più gettonato durante l’appuntamento radiofonico di John Peel e i giornali musicali inglesi tipo il Melody Maker, danno ampio spazio al quintetto nelle
loro recensioni definendoli “cinque anime folli che producono un suono simile a quello che darebbe vita una terza guerra mondiale combattuta dentro un bunker”.
Questo album segna decisamente un crocevia tra vari generi che di lì a poco sarebbero esplosi oppure scomparsi: è punk per quello che riguarda alcuni suoni di chitarra (The Friend Catcher) e lo stile di vita della band, è dark per le atmosfere cupe rese dai testi e dalla voce di Nick (Happy Birthday), è anche un po’ rock and roll per la costruzione melodica dei brani, penso al già citato Mr. Clarinet, e infine è sicuramente anticipatore di quel genere musicale che sarà conosciuto col nome, forse non troppo azzeccato, di electro-wave per i richiami ipnotici e la distorsione perenne della alte frequenze soprattutto a opera della tastiera e della chitarra elettrica (Release The Bats). Sicuramente un album e una Band non trascurabili.

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3 thoughts on “The Birthday Party – The Birthday Party (4AD 1983)

  1. “Perchè chi apprezza Nick Cave lo stima soprattutto per i suoi lavori iniziali con i Boys Next Door e i Birthday Party prima e come solista dopo, fino diciamo all’album Tender Prey (1988).”

    Mi dissocio completamente da quanto scritto da Bruno

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  2. Cioé per essere precisi, mi dissocio da quella frase.
    non nego l’importanza dei BP, ma a mio modesto parere la fase BP è per Cave una “fase anale”. Ho imparato con gli anni . sarà la vecchiaia – ad aprezzare di più il Re Inchiostro maturo, quello di No More Shall We Part, Nocturama e Abattoir Blues per intenderci..

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  3. Forse J ha ragione ma il problema è che quando ho scritto questa recensione gli album da lui citati come “preferiti” non erano ancora stati pubblicati…. Forse riascoltando il lavoro dei BP oggi e mettendolo in relazione con tutto quello che ha prodotto Cave dopo, arriverei anch’io a conclusioni diverse. Mistero e insieme fascino della musica.

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