Consigli per una vita migliore (io ve l’ho detto, poi fate come vi pare)

afwasCosì come mi occuperò la settimana prossima di dispensare consigli di pragmaticità alla figura dell’italico medio (ok, non me l’ha ordinato nessuno ma questo è quello che avete; mi spiace), adesso vorrei rasserenarvi – o compatrioti – con una serie di suggerimenti di cura del dettaglio rivolti alle popolazioni nord europee. Così, tanto per sorridere e pensare che, in fondo, non è poi tutto sempre e solo sbagliato. Sì, certo, a ‘sbagliato’ siamo messi alla grande, meglio che nel rugby per esempio, o nei lavori pubblici, ma ci sono anche cose belle che costellano le nostre esistenze sparse lungo lo stivale. E’ che bisogna trovarle… Piccoli gioielli dalla luce cristallina sepolti da strati di polvere.

Dunque, cari amici europei dalla carnagione pallida e dai troppi centimetri di altezza. Scandinavi, anglosassoni, mitteleuropei, francofoni, fiamminghi. Siete fantastici quanto a progettazione e senso civico. Siete equilibrati, pragmatici e fondamentalmente onesti. Curate la ‘cosa comune’ tanto quanto quella privata, filtrate l’emotività con l’oggettivo buon senso e sapete FARE le cose. Vi farei un applauso da solo, adesso, qui, in piedi, forte fino a farmi dolere i palmi delle mani. Però che ne dite di un pò più di stile? Di cura del dettaglio in apparenza significante? A volte invece può esserci tutto un mondo dietro, e la vita può diventare migliore, cambiando. Anche se non si tratta di un brevetto anglosassone o tedesco. O di una storia antica o favola sottratta dalla Disney a qualche tradizione popolare e registrata come propria (tipo, non so… Pinocchio?). Per esempio:

-in casa mettete le ciabatte. Non ci vuole molto, le tenete accanto all’ingresso, quando entrate togliete le scarpe (sì, come in India durante il viaggio dopo la laurea, esatto) e infilate qualcosa che stia tra la pianta del piede e il pavimento. Non è indispensabile ma nemmeno difficoltoso. D’inverno si sta più caldi, e in più non si consumano paia di calze come fossero fazzoletti di carta. Certo, forse non è il massimo per il vostro ideale di uomo nordico duro e puro, ma con un bel paio di infradito mininali o ciabatte sportive tipo nuoto ve la caverete senza che i vostri ex compagni di corso di laurea e di inenarrabili sbronze vi prendano in giro a vita. Smetteranno di farlo dopo qualche giorno, secondo una recente stima attendibile. E magari si prenderanno le ciabatte anche loro. (mi rendo conto adesso che sembra sia stato pagato dall’Arena o dall’Hawaianas per scrivere questo… ma non è così. In ogni caso contattatemi, signori Direttori Marketing: si trova sempre un accordo)

-abbinate qualche colore nel vestiario. Non dico di fare come Lele Mora, per carità, ma preferite sempre calzini neri e comunque, anche vagamente, cercate di richiamare il colore del pantalone – per esempio – con quello della giacca o del giubbotto. Non è difficile, basta fare l’esercizio contrario in verità: NON mettete insieme combinazioni cromatiche impossibili. Semplicemente non lo fate. Optate invece per il capo accanto a quello che avete afferrato. Sì lo so, a Oxford vi dicevano di sbattervene. E lo so, è più importante la costruzione di orbitali molecolari, ma la vita è una sola e la vostra compagna ne ha abbastanza di quella cozzaglia indegna di tessuto che vi buttate addosso ogni mattina. Datevi una riassettata. Basta passare davanti allo specchio qualche volta, e non solo per provare le smorfie durante il discorso di ringraziamento per il premio di biologia o elettronica.

-lasciate stare la cravatta, se non sapete sceglierla o fare il nodo. Altrimenti è controproducente. Io per esempio ho fatto così: saprei sceglierla in quanto stiloso figlio dell’hinterland milanese cresciuto a pane e glamour ma, oltre a odiarla, non so fare il nodo, per cui ci rinuncio. Nello stile personale – che attenzione: non è moda, ma l’esatto opposto – è sempre meglio meno che troppo. In verità per quasi ogni cosa della vita è così, ma non vorrei sembrare troppo Paulo Coelho con queste parole. O quei file di musica e immagini fatti in powerpoint con fiori che sbocciano e massime da latte alle ginocchia che girano sempre nelle email. Ma la semplicità è comunque una virtù che va ricordata, di tanto in tanto. Ed evitate per favore colori come il lilla o il verde chiaro, per le cravatte. Per favore. Dico, vi vedete come siete conciati quando andate al lavoro, ad Amburgo o all’Aia?

-create una grande lobby nelle vostre rispettive nazioni per rendere obbligatorio l’utilizzo del bidet. Ora, non voglio entrare in particolari nella spiegazione dei motivi, e ammetto di pensare forse più a me nelle permanenze all’estero che al vostro bene di nordeuropei. Ma mi chiedo e vi chiedo: se lo usano persino gli italiani, e obiettivamente è più comodo di una doccia completa dopo una sessione alla toilette, perchè non inserirlo di default nei sanitari di bagni privati e pubblici? Tanto più che ha un nome francese. Non ho capito, scusate: ça va sans dire sì, e bidet no? Se permettete, me la cavo per i fatti miei con le citazioni, ma datemi il maledetto vaso bianco di ceramica!

-mi sento un pò mia madre, ma dopo aver assaggiato a casa di amici in Olanda una deliziosa pietanza al retrogusto di Svelto (o meglio del corrispondente olandese) ho giurato di sposare anche questa causa: dopo aver insaponato le stoviglie con la simpatica spazzolina da cucina – per noi italici così inusuale e simile a qualcos’altro da far scattare pensieri terribili – per favore, sciacquatele. Cioè passate le medesime stoviglie sotto l’acqua corrente prima di scolarle. Non ci vuole molto tempo, volendo potete evitare di farlo con attrezzi da cucina secondari se proprio non vi sentite a vostro agio, ma perlomeno per piatti, bicchieri e posate credo sia ora, nel 2010, di ridurre le differenze tra nord e sud del nostro bel continente. Pigro, ma bello. Vecchio, ma bello. Tagliato fuori dai giochi della nuova economia mondiale, ma bello.

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One thought on “Consigli per una vita migliore (io ve l’ho detto, poi fate come vi pare)

  1. Fantastico, ora tutte le volte che penserò alla “spazzolina da cucina” scoppierò a ridere come un idiota! Cosa penserà la gente…

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