Là fuori

provenzaSono tornato da poco da una breve ma intensa vacanza in Provenza. Nonostante avessimo scelto il posto proprio per prenderci un break dalle quotidiane croci e delizie italiche, mi sono scoperto ancora una volta sorpreso e felice come un bambino per ogni banale accadimento. Ogni singola cosa che – se paragonata alla nostra realtà nazionale – mostra che un altro modo è possibile. Forse è l’età che avanza, o forse semplicemente il fatto che là fuori c’è un mondo che si evolve, che va avanti ogni giorno. Là fuori, appunto. Però, ci pensavo proprio mentre sudavo pedalando per le stradine sterrate di Porquerolles, con due figlie sedute sui rispettivi seggiolini, appiccicatemi (si dice così?) a fronte e a tergo: la scelta italiana di non far cambiare mai niente sul proprio suolo è strategica, eccome. Tutte queste novità e questi curiosi modi di fare… questa modernità… Perchè mai? Un domani, a situazione globale del tutto degenerata, noi saremo invece gli unici a salvarci, già pronti per una nuova era medievale. Pensateci bene: potere temporale della chiesa, organizzazione territoriale a città-stato (cioè zero senso nazionale e interesse solo per il proprio orticello), vassalli e valvassori, giullari e imperatori, servizi postali e bancari. Tutto è medievale da noi! Ma non incazzatevi, è una scelta studiata, programmata per il lungo termine. Serve solo menare rogna e aspettare. Strategia, non noccioline.

Ma torniamo agli accadimenti francesi che mi hanno fatto emozionare:

– ci sono posti di mare dove non esistono code perenni di veicoli e sciami di scooter selvaggi in ogni dove. Ci sono tratti autostradali in direzione mare senza rallentamenti, code in uscita, lavori in corso a scacchiera, ecc… E’ bello ogni tanto poter smentire le sacre verità romagnole o liguri, avere un pò meno quella sensazione di essere l’ennesimo coglione con l’ennesimo mezzo inquinante e la stessa pessima idea di infilarsi per strada a quell’ora. Per un poco di buono suburbano, imbevuto di stress e cattive maniere come me, non è roba da niente. Anzi, è già un buon inizio, metà dell’opera. Il mondo sembra subito un posto migliore. Persino i caselli dell’autostrada francese ogni 10 kilometri massimo diventano simpatici punti-ombra colorati, con quei grossi cestini dove buttare alla rinfusa la moneta per il pedaggio tanto carini…

– ci sono spiagge con parcheggio gratuito, poco affollato, a due passi dall’inizio della sabbia. Come dite? Ok, mi rendo conto, ripeto subito: parcheggio NON a pagamento. NON affollato. Comodissimo. Vi giuro, è così. A due metri dalla spiaggia. Nessun parcheggiatore. Niente strisce blu. Niente scugnizzi accanto a cartelli maldisegnati e chissà quanto poco legali. Nessuno approfitta di nulla, tutti hanno accesso alle cose comuni. Nessun privilegio. Insomma, la normalità. Un concetto che spesso si afferra solo uscendo dai nostri confini…

– spiaggia libera ovunque, con bagni pubblici e docce gratuite a ogni accesso principale. Non che te li devi andare a trovare zitto zitto, a ciabatta strisciante, fingendo di essere colui che ha appena acquistato un Solero o fatto una mezz’ora al ping pong. Sono lì. A disposizione di tutti, e senza pagare. Perchè dovrebbe essere altrimenti? Il mare è di tutti, e così la spiaggia. Anche a Porquerolles, isola magnifica dall’aura vagamente chic, la prima cosa a cui si va addosso uscendo dal porticciolo dove si è sbarcati è un grande e pulito bagno pubblico gratuito. E’ così anche a Portofino o Amalfi? Chiedo senza malizia.

– non c’entra niente, ma non posso evitare di scriverlo: il pain au chocolat caldo, la mattina. Oh la la… E qui possiamo comunque consolarci: ce l’abbiamo anche noi la brioche! Che poi, perchè Zuzzurro diceva sempre di averla nella tasca del suo impermeabile da esibizionista, e tutti ridevano? Mi è sempre sfuggito qualcosa? Ho cercato di capirlo per anni, poi ho mollato il colpo. Magari qualcuno di voi, edotti lettori di kaizenology…

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