Io li odio i Nazisti dell’Illinois: testimonianze.

Arriva la prima testimonianza dell’uomo qualunque antirazzista. Riceviamo e pubblichiamo, come promesso. Le successive, al momento, vengono postate nei commenti. Le presenteremo in modo più acconcio in seguito.

KZGNI

Ecco un breve raccontino di un episodio accaduto stamani 9 giugno a Bologna quartiere san vitale. ore 7,30 colaziono nel mio Bar solito- zona rimesse Bologna la signora che serve al bancone dà inizio ad un libero sfogo in seguito ad una mia constatazione su come sia impari sui media il trattamento di fatti e violenze perpetrati da stranieri e da italiani. Nello specifico mi riferivo allo stupro accaduto a Roma la settimana scorsa ad opera di un italiano messo in quinta pagina, accanto a fatti di estrema irrilevanza. Se fosse stato ad opera di uno straniero, Vespa avrebbe rotto le palle per almeno 4 puntate su come sia insito nel dna di questi barbari, stuprare e picchiare le proprie o altrui donne. Bene, la signora del bar, ha cominciato a dirmi che però gli stranieri sono più violenti, che bevono di più, che sono ” etnicamente” portati alla violenza, che ne ha sentito parlare di questo…etc.. etc… che se un pakistano apre un negozio a Bologna non paga le tasse per due anni e che suo figlio non può farlo perchè per lui non ci sono sconti di sorta, che sono troppi, che ci rubano il lavoro, che farebbero bene a costruirsi qualcosa li da loro, che le badanti si sono messe a chiedere 10 euro all’ora e che scappano appena hanno i documenti etc.. etc… etc.. A questo punto ho tentato di smorzare il suo fiume in piena… cercando di farla ragionare, onde evitare che mi collassasse lì davanti. E quando ho tentato di spiegarle che non c’è nulla di etnico nella violenza sessuale, lei mi ha guardato e mi ha chiesto: MA TU SEI ITALIANA? ed io: SONO DEL SUD, SINO A QUANDO NON FARETE DELLE BARRIERE CHE DIVIDANO IL NORD DAL SUD, si direi che sono italiana. e lei: beh capisco tante cose. Bene l’ondata di odio che quattro imbecilli, ignoranti, zoticoni della lega hanno portato in Italia ci sta soverchiando. L’odio ha origini profonde, vive. Non attecchirebbe se fossimo un popolo civile. ma non lo siamo, siamo solo degli arraffoni che hanno come mito un uomo che a 70 anni crede che le ragazzine di 18 anni che vanno a letto con lui lo facciano perchè hanno stima di lui o lo trovino interessante. Non abbiamo più nulla, né storia, né cultura, né valori. La spazzatura non è quella ammassata per le strade a Napoli, a Lecce, a Palermo, è quella che ogni giorno ci portiamo addosso, inconsapevoli del fatto che presto ne rimarremo seppelliti. Ho lasciato il bar in malo modo. ma questa è un’altra storia Serena, dal Sud a Bologna con gran disgusto.

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7 thoughts on “Io li odio i Nazisti dell’Illinois: testimonianze.

  1. Carissima, è una vita che combatto i pregiudizi; purtroppo non si tratta solo di un fatto culturale, si tratta di idiozia e, contro la stupidità umana, è una battaglia persa.

    Non dobbiamo però cadere nella trappola opposta del buonismo, perché dei fattori culturali comunque ci sono, delle situazioni di disperazione che possono portare più facilmente al degrado ci sono(e qui si apre un altro capitolo infinito, perché anche di degrado nostrano ne abbiamo ovviamente a iosa).

    Dovremmo avere la capacità e l’intelligenza di giudicare ogni caso a sé.

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  2. Abito in un parco. L’amministratore giorni fa manda una lettera a tutti i condomini per invitarli a non offrire alcun tipo di lavoro a certi extracomunitari che da giorni sostano in una strada poco lontana e aspettano, ovviamente, che qualcuno gli offra una occupazione qualsiasi. La lettera dice che far trovare (a chi?? ) in casa propria un extracomunitario privo di permesso di soggiorno può avere come conseguenza una denuncia, il che sarebbe “preoccupante per i singoli e per la comunità” , testuale. I miei vicini di casa farebbero la spia? L’amministratore sarebbe pronto a denunciare? Che sta succedendo alle teste della gente?

    Un mese fa. Un tizio fa il muratore. Il datore di lavoro una mattina presenta a tutti gli operai un senegalese avvertendo che “deve essere trattato bene, chi tocca lui tocca me”. Il tizio muratore si incazza e dichiara che lui non ci lavora con un extracomunitario pagato e trattato come un italiano, e si licenzia. Questa me l’ha raccontata il datore di lavoro in questione.

    Faccio la fila in salumeria davanti al bancone dei formaggi. Arriva il turno di una bella e altera donna somala che viene subito sorpassata da altre due donne italiane. Il salumaio tace, la donna somala dice che c’era prima lei e mentre le offro il mio posto qualcuno le fa “Ma tornatene a casa tua”. La somala: “Sto qui in Italia da dieci anni per pulire vostri cessi e crescere vostri bambini, pago un affitto e le tasse, sono uguale a voi, anzi sono meglio di voi” ed esce dal negozio. Ho detto a quella gente che doveva vergognarsi e sono andata a far la spesa altrove. Mentre uscivo ridevano.

    Mirimo.

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  3. Narrazione.
    Era stanco, ammalato cronico, debole a causa di una leucemia infantile;doveva farsi aiutare dalle sue amiche per alzare pesi, salire e scendere sui/dai treni, altro ancora. Poi era sempre sub judice del caso(o destino, ma…?), non sapeva quanto sarebbe durata la sua vita. La sua allegria, però, non lasciava spazio a dubbi: scherzava su tutto, in specie sul Sé. Il problema è che lo humor in certi ambienti è quantomeno pericoloso, strano, indigesto. Ad una stazione, Karin e Lola l’avevano aiutato a scendere, gli avevano gonfiato il poggiaschiena, gli stavano portando le valige… Lui fingeva di canticchiare, intanto, oppure canticchiava”sul serio”.
    Arrivarono i bad-boys, nero-calzati/vestiti, decisamente cattivi, appunto. Iniziarono a gridare, a inveire contro di lui, chiamandolo”Topo di fogna”(al lettore lasciamo il giudizio sul curioso cambiamento di segno di quest'”espressione idiomatica”), a gridargli contro di tutto, in particolare che non aveva diritto di vivere. Le sue amiche cercarono di trarlo fuori dall’inghippo, ma Lola era inciampata nel frattempo. Grande trouble, lui era caduto, mentre gli “altri”erano arrivati, urlando, inveendo ancora una volta contro il suo stato fisico, non dimenticando di aggiungere:”Tapette, checca di merda!”. Fecerunt desertum, appellaverunt pacem( citazione tacitiana prevista). (EUgen Galasso, 9-6-2009, scritto di getto)

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