Io li odio i nazisti dell’Illinois

nazi2Sull’onda dello schifo provocatoci dal recente provvedimento legislativo sulle ronde, già passato alla camera, e dalla connessa e allegra associazione di volontari parafascisti altrimenti nota come Guardia Nazionale Italiana, sorta guardacaso in contemporanea, Kai Zen G ha scritto un raccontino. Una piccola proiezione fantastica (?) da poco pubblicata su Carmilla e che riproponiamo qui a seguire.

In un paese normale ci sarebbe solo da ridere e far pernacchie, ma è fin troppo evidente che questo paese normale non è. Ci piacerebbe sollecitare un po’  di reazioni  
sull’argomento, che peraltro sembra finito nel dimenticatoio senza gran clamore. Una notizia come tante, fra nani, lolite e ballerine dell’universo politico-mediatico italiano. Vorremmo far casino, e alla svelta, prima che il provvedimento passi pure al senato. Ci stanno riproponendo le camicie nere, le SA, stanno legalizzando in chiave esplicita e parodistica Gladio e Stay Behind, eppure sentiamo poche levate di scudi e anche poche pernacchie. Dedichiamo dunque a partire da oggi, oltre a questo post e al racconto, uno spazio apposito su kaizenology, spernacchiante e  caciarone al nostro solito, dal titolo “Io li odio i nazisti dell’Illinois”. Tutti i navigatori sono invitati a postare nei commenti o mandarci all’indirizzo info[at]kaizenlab.it storie di ordinaria cretineria razzista cui hanno testimoniato, oppure semplici pezzi narrativi in argomento. Tanto per tastare un po’ il polso della situazione. Il tuo vicino maramaldeggia l’ambulante egiziano che si piazza sotto casa? La signora al bar incita alla violenza contro gli zingari? Il padrone di casa stipa dozzine di negracci sporchi in una cantina da venti metri quadrati? Raccontatecelo. Dateci la vostra versione. Cronaca o narrativa che sia. Facciamo sentire la voce dell’uomo qualunque antirazzista. Ce ne sarà qualcuno in giro, no?

head-naziIl naturale ordine delle cose di Guglielmo Pispisa (aka Kai Zen G)

Che poi c’ero io, Menzabira e Sborrasicca. Sborrasicca  si faceva il fenomeno col motorino che gli aveva montato i pezzi da settantacinque. Glieli aveva presi a un burgman e li aveva adattati sul suo, tutto da solo,  minchia compare un lavoro che non puoi capire, compare. Compare un cazzo e mezzo, dico io, che il burgman lo avevo fottuto io e se non ce lo portavo a suo padre che ricicla pezzi a bestia, ora col cazzo che si poteva montare il carburatore nuovo. Suo padre ce l’ha dato in premio per la grattata che avevo fatto io. Dico. A me il rischio e lui il carburatore gratis, vedi la vita com’è.

E insomma Sborrasicca andava sopra e sotto per il viale deserto delle tre del pomeriggio che a quell’ora mai una minchia da fare, sgasando come un esaurito, e io e Menzabira muti a fare finta che parlavamo dei cazzi nostri sul paracarro ammaccato che divide le corsie del viale e noi lo usiamo tipo panchina. Non parlavamo niente ma ci scassava se quello si credeva che lo stavamo guardando, come infatti lo guardavamo ma vabbe’. Manco potevamo andare sui colli a vedere le smart di quelli più grandi che si provano l’impianto da mille watt perché oggi era domenica ed erano tutti in trasferta con la squadra. Altri giorni eravamo sui colli e non succedeva niente. Ci guardavamo i grandi che facevano pompare gli impianti coi woofer a bestia e Mango che canta Bella d’estate vaaaa e quell’altro che gli risponde con Nello Amato e Jo Donatello, oppure con Laura Pausini che ora è vecchia ma prima secondo me era pezzo di nnicchio e certe canzoni sue pure mi fanno commuovere, però non lo dico che se no mi pigliano per il culo. Oggi però niente che erano tutti in trasferta. Noi no, perché avevamo l’ordinanza restrittiva figli di buttana solo perché tre mesi fa a quello lo avevamo accoltellato, ma solo nel culo, mica che. E poi i celerini ci avevano messo in mezzo e giù botte della madonna e poi in caserma e ancora botte e poi il processo per direttissima e meno male che a tredici anni ce l’hanno potuta solo sucare. Però niente partite per tre anni e firma in caserma all’ora della partita. Dunque stavamo a fare una beneamata minchia quando si avvicinano i buffoni della Guardia Nazzionale con la macchina bianca con le strisce verdi tipo polizia. Ma quelli non sono polizia, lo so io e lo sanno loro, sono solo poveri coglioni che fanno i razzisti volontari. E molti sono pure grassi, non ce li prendono in polizia, manco la polizia li vuole, quelli, che è tutto un programma. Si fermano davanti a noi, scendono lenti, tutti contenti che sono in divisa e ci fanno “Documenti.” A casa ce li abbiamo i documenti, ci faccio io, vuoi venire? E quello dice tipo che la sifilide non se la vuole prendere. E ride e si scambia un’occhiata col compare. Ma io lo so che cos’è la sifilide, non perché a scuola non me ne fotte niente, lo so che è la malattia delle buttane. Lo so che lo Zù Mimmo ci ha detto che questi non li dobbiamo proprio cacare, che sono solo rotture di palle, ma chi minchia si crede di essere? Mi alzo e ci dico “Gli stai dicendo buttana a mia madre?” E quello ancora ride ma si capisce che la scaltrezza gli è passata. Faccio un passo avanti: “Gli stai dicendo buttana a mia madre?” Così il suo compare dice stai calmo bambino che non te la tocchiamo tua madre e mi mette una mano sulla spalla. Io la mano gliela sbatto via e quello fa oh stronzetto e mi spinge e io spingo lui. Ma finiva tutto qua se quel minchia di Sborrasicca non arrivava da dietro sgasando e vedendo le spinte non gli si butta di sopra con tutto il motorino. I due ciccioni in divisa vanno a terra, e allora è normale che cominciamo a tirare calci. Ma pochi però. Uno, massimo due minuti di calci. Nella pancia e nelle gambe, mai in testa. Alla fine gli giriamo la macchina e gliela mettiamo a folle in discesa con loro sopra mezzi rincoglioniti sui sedili posteriori. Nudi. Le divise gliele bruciamo noi. Dà soddisfazione, visto che se le pagano loro e pure care, tipo trecento euro, i coglioni. Poi spingiamo la macchina giù per il viale e chi si è visto si è visto.

A me mi prendono quella sera stessa, la polizia, stavolta. Ma in caserma succede una cosa strana. Mi mettono davanti allo specchio finto per i riconoscimenti, in fila con due poliziotti e due che non c’entrano un cazzo. Però mi rimandano a casa. Il minchione manco mi ha riconosciuto, si vede che ancora stava ‘mbriaco di mazzate. Mentre torno a casa da solo però me la spiegano per bene. Uno mi spinge di lato e giù una botta in testa. Mi caricano su una macchina e via. Venti minuti dopo sono in una capanna legato mani e piedi nudo. Mi prendono a calci in quattro. I due ciccioni della Guardia Nazzionale no, questi sono più magri, ma sento le loro voci che dicono “Allora non è buttana, tua madre, stronzetto?” Se reagisco è peggio e allora azzuppo e sto muto ma questi non la finiscono. Mi piscio pure addosso e loro ridono, ma piscio sangue e forse per questo la smettono. Allora uno si avvicina, mi sbatte sulla schiena, ginocchia al petto e mi taglia la fronte col coltello. Poi mi caricano in macchina e dopo un po’ mi buttano in strada senza manco rallentare.

Che faccio vado alla polizia? Chiaro che no. Nel quartiere la voce però gira, la svastica sulla fronte mi hanno inciso, quelle merde. Mio padre va a parlare con lo Zù Mimmo che però dice che a questi li dobbiamo lasciare stare, che lui ce lo aveva detto. È vero ce lo aveva detto ma vaffanculo pure allo Zù Mimmo.

Due giorni dopo sono al biliardi sport e Pippo Stecca, quello del centro sociale mi fa: “Ma a quelli non gli fate niente?”

“Zù Mimmo non vuole.”

“Minchia, vedi se qualcuno gli toccava il pizzo dei negozi di via Palermo, allo Zù Mimmo. Ma quelli col cazzo che si fanno vedere là, a te ti vengono a rompere i coglioni.”

E pure se è comunista Pippo Stecca stavolta c’ha ragione a bestia. Poi mi invita al centro sociale a raccontare la mia storia e io ci vado. A Menzabira e Sborrasicca non ci dico niente, ma ci vado. Il posto è un cesso ma mi offrono la pizza e due tipe sono pure bone e io racconto ed è tutto pacche sulle spalle e poveretto di qua e bastardi di là. Non è un pompino ma fa piacere.

Poi in televisione dicono che alla camera è passata la cosa di legge d’urgenza che alla Guardia Nazzionale gli danno il manganello e pure il porto d’armi ma solo dopo un corso d’addestramento. L’addestramento però se lo pagano loro e le armi pure. A motivo dei recenti episodi di intolleranza subìti dai volontari, dice la tv. Porcabbuttana, e io che ho subìto?

Al centro sociale è un bordello e tutti vogliono fare qualcosa ma non sanno cosa e l’idea mi viene a me, l’esperienza già ce l’avevo. C’è una lavanderia che gli lava tutte le divise, a quelli, e loro tutto ‘sto casino sono sicuro che lo fanno perché gli piace portare la divisa, ma non li hanno mai ammessi a fare un cazzo in divisa, o magari li hanno congedati perché non erano cosa o erano vecchi. E allora bruciamogli tutto. Di notte, così nessuno si fa male eccetera. Pippo Stecca era fissato che nessuno si doveva fare male, io, per me, chi se ne fotteva, però capivo pure l’esigenza politicostrategica, come diceva lui.

La notte dopo, gli abbiamo bruciato tutte cose. Tutto tranne una divisa che l’abbiamo riempita di palloncini pieni di piscio, le tasche e il cinturone pieni di merda di cane e gliela abbiamo sbattuta sulla porta della loro sede locale. Manco passa una settimana e ci hanno attaccato di notte al centro sociale. Ormai dormivo lì una sera sì e una no. Piede di porco e spranghe, sono entrati come i ladri. Ma ci siamo difesi. C’erano due che col coltello gli volevano fare la cosa della svastica a una di quelle bone, ma il Molosso, che è alto due metri, gli ha spaccato il bottiglione di china martini in testa a uno dei due. Il bottiglione di china martini da due litri era mezzo vuoto ma pesante assai e credo che a quello praticamente lo ha ammazzato. Nel bordello i bastardi si sono ritirati, tirandosi dietro il ferito. Pippo Stecca ha chiamato la polizia ma ci hanno riso in faccia. E intanto guardacaso viene trovato uno della Guardia Nazzionale in divisa con la testa spaccata però da un’altra parte. Capito i fessi? Altri due giorni e passa la cosa di legge della lega che ai minchioni li equipara alle forze dell’ordine. A me mi perquisiscono la casa e meno male che non c’ero perché c’avevano pure il mandato di cattura. Poi però succede la minchiata. A me me la dovevano fare porcabbuttana, ma minchia non sanno con chi si sono messi. Viene l’ufficiale giudiziario al negozio di mio papà per il pignoramento per il prestito che insomma si sa come vanno queste cose con le banche. Lui fa trovare saracinesca abbassata ma quello, il bastardo dell’ufficiale giudiziario si è portato il fabbro con la fiamma ossidrica e le cesoie e la forza pubblica che guarda un po’ è proprio della Guardia Nazzionale, tanto non c’è più differenza. Quando vede che è mala pigliata, mio papà, che era nascosto nel negozio di fronte esce e gli dice che va bene, che ora gli apre, basta che non fanno danno. L’ufficiale giudiziario esita, tanto a lui che gli fotte, ma il volontario della mia minchia dice che no, che ormai è tardi e si deve portare a termine l’accesso nelle forme eccetera e peggio per lui, ma a mio padre la saracinesca gli costa minimo duemila euro e non c’ha manco gli occhi per piangere, che è pure ipovedente mio papà. Cioè quasi cieco, per come dice l’INPS. E quindi si mette in mezzo, e quello tira fuori il manganello e mio padre urla e quello lo prende alla tempia con una bastonata. Gli spacca gli occhiali. Mio papà gli mancavano nove decimi da uno e sette dall’altro. Gli mancavano, perché dopo la bastonata dall’occhio buono non ci vede più, il porco volontario gli ha preso il nervo ottico e ciao. In più l’INPS ha detto che la vista l’ha persa resistendo a un pubblico ufficiale nell’esercizio eccetera e quindi niente più pensione. Manco quella miseria che gli davano prima. Niente negozio niente pensione e io che sono pure latitante. Rovinati per colpa di ‘sti stronzi. E domani c’è la grande manifestazione nazzionale non violenta contro la violenza fascista, ma io mi sono rotto i coglioni che qua tutti parlano parlano e poi nel culo me la piglio sempre io. Così vado da Polveriera e ci chiedo un caddozzo. Un caddozzo sarebbe dinamite, ma lui dinamite non ne ha sotto mano, perché i ragazzi di Zù Mimmo dovevano fare una sorpresa e gliel’hanno sucata tutta. Niente dinamite niente timer e quindi niente cosa pulita, ma tanto in ‘sta storia cose pulite chi ne ha viste mai? Mi dà una bomba a mano. E che sono ricchione, gli faccio io, ma lui mi dice che no, questa è potenziata, viene giù non dico un palazzo ma quasi. Strappa la spoletta, tira e levati dalle palle subito.

Così è già domani e la manifestazione comincia fra mezzora ma io manco ci passo perché io a loro voglio, la Guardia Nazzionale. Al centro dello schieramento c’è la celere, la guardia stanno imboscati a destra, tanto perché ci piace di fare vedere che hanno pure i caschetti. Ora gliela tiro in mezzo, strappo la spoletta, gliela tiro e scappo via. Ma mentre mi avvicino, che già ai celerini li vedo nervosi che cazzo ci fa un manifestante da solo qua a romperci i coglioni?, mi sento tirare dalla manica e che minchia non ci posso credere! È il primo dei bastardi, il ciccione di merda che ho preso a calci sul viale davanti a casa mia. Mi ha riconosciuto, lo stronzo. Mi tiene per la manica e soffia nel fischietto. Poi grida “È ricercato, è ricercato per omicidio!” ‘Sto bugiardo di merda fischia ancora da rompere i timpani. Due celerini si staccano dalla prima linea e si avvicinano, io mi divincolo, oramai non c’ho più tempo, devo scappare, lo spingo a terra e scappo, ma poi sento che mi dice figlio di buttana, minchia questo che dice figlio di buttana a me, buttana a mia madre e penso vaffanculo e mi giro e corro verso la zona della Guardia Nazzionale e penso che però non ce l’ho il tempo, tempo non ce n’ho più. Strappo la spoletta e penso che siamo tutti dei coglioni e che io non ci sto capendo un cazzo. Lascio la sicura e penso che manco loro ci capiscono un cazzo. Penso che nessuno ci capisce un cazzo, ma tanto… Oggi faccio quattordici anni. Sorrido tiro la granata e porcoddio.

Dopo l’immotivato e incredibile atto di violenza suicida della settimana scorsa, secondo la questura di matrice anarcoinsurrezionalista, sono state promulgate leggi speciali d’urgenza. “Per le esigenze di mantenimento dell’ordine pubblico,” ha detto il premier, “la Guardia Nazionale si sta rivelando un alleato prezioso.” Dal TG1 delle 13,30 di domani.

Annunci

23 thoughts on “Io li odio i nazisti dell’Illinois

  1. Alcuni mesi fa, quando è venuto fuori il progetto delle ronde, il ministro Maroni ha dichiarato ai giornali che non si dovevano chiamare “ronde”, ma “Volontari per la Sicurezza”. Allora mi è venuto in mente che il nome completo delle CAMICIE NERE era Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. All’insegna della continuità, anche lessicale…

    Mi piace

  2. Pingback: Italiani popolo di razzisti? Confrontiamoci : medeaonline

  3. razzisti o meno le ronde ci vorrebbero, ma non dovrebbero essere armati di cellulari i cittadini che vanno a farle bensi di bombe e fucili per riportare un pò di ordine in questo schifo di società. Detimo voi se nel mio quariere devo aver paura di rientrare quando rientro a casa dopo 10 ore di lavoro e vedo drogati sotto il portone di casa mia pronti ad accoltellarmi per due euro. Si le ronde le voglio ma armate però e senza pietà alcuna

    Mi piace

  4. Ottimo, Luca, ottimo. Così quando dopo 10 ore di lavoro tornerai a casa, nel vialetto invece di quattro sbandati ci troverai la guerra civile. Contento tu…

    Mi piace

  5. Pingback: “Io li odio i nazisti dell’Illinois” « libri, consigli e pensieri

  6. Camicie nere? Gladio? Ma chec****o c’entra? Eppoi: la lega ha inventato il razzismo?? Complimenti per la maturità ragazzi miei: avete perso un’occasione per dimostrare senno e ragionevolezza al posto di un faziosissimo “quello-che-penso-io-è-giusto-il-resto-no”. Nani? Ballerine? Che forse la scarsa altezza è un crimine? Magari quando mi fermeranno in auto invece di farmi l’etilometro mi misureranno l’altezza e se è meno di un tot mi multano? L'”argomentum ad hominem” è fuori moda, aggiornatevi; parlare di idee è meglio. Sono stufo. E non sono stufo delle pagliacciate di Berlusca o delle arrampicate sugli specchi di Franceschini, o dell’idiozia interessata di Grillo o del buonismo patetico di Casini… sono stufo dei “democratici della domenica”: di quelli che la democrazia va bene finchè produce risultati che a loro garbano, ma appena si decide (secondo le regole) qualcosa che a loro non va, giù a trovare tutti i possibili modi di indignarsi e risultare moralmente superiori. Patetico.

    Mi piace

  7. qualche tempo fa nell’ufficio dove lavoro venne fuori l’argomento zingari e una collega commentò: “magari ci fossero ancora i Savi”. Purtroppo la maggior parte delle persone è convinta che criminalità e immigrazione vadano di pari passo, ma sono persone che al massimo leggono i titoli di Republica (e per questo si sentono progressisti e di sinistra!!!). Giusta la vostra iniziativa, ma è dura combattere il lavaggio del cervello subito (con gioia passiva) da tanti nostri concittadini (itagliani doc, naturalmente).

    Mi piace

  8. Caro Gian, come già evidenziato da Jadel, col riferimento a nani e ballerine, per quanto in effetti simile possa risultare la definizione alla persona che ci governa, in realtà abbiamo usato semplicemente un modo di dire che serve a sottolineare la scarsa credibilità di una situazione. Che la situazione politica italiana sia scarsamente credibile non mi pare questione ad hominem (e peraltro questo post con Berlusconi c’entra molto relativamente).
    Detto questo, il fatto che non sia stata la Lega a inventare il razzismo è un argomento debole: la lega non lo ha inventato, infatti, nessuno lo dice. La Lega lo sfrutta, così come sfrutta la paura indotta dai media. Esiste un problema sicurezza in Italia? Certo che esiste, come in ogni altro paese del mondo. Questo problema è più grave di dieci anni fa? Dai TG sembrerebbe di sì, poi vai a guardare le statistiche del ministero dell’interno (mica le mie) e vedi che la delinquenza è diminuita. Mi sembra lecito domandarmi se non ci sia qualcosa che non va, allora.
    Cosa c’entrano poi le Camicie Nere? Le Camicie Nere sono nate in modo molto simile a quanto sta accadendo adesso con alcune associazioni destinate alle future ronde. Come notava Alessandra nel primo commento si tratta di una continuità anche lessicale. E che c’entra Gladio? La dirigenza di almeno una di queste associazioni di volontariato (chimiamola così) ha evidenti convergenze con nomi che finirono sotto inchiesta per Gladio.
    Infine: che c’entra il discorso sulla democrazia? Perché una decisione vien presa a maggioranza non la si può criticare? Se voglio lo faccio, e pure aspramente, se no che democrazia è?

    Mi piace

  9. Ma esiste veramente e, se sì, è proprio così diffusa la delinquenza fine a se stessa? Siamo proprio così sicuri che i criminali – dai quali dovrebbero proteggerci le ronde – agiscono solo per soddisfare la propria insensata crudeltà? Alla radice del problema non potrebbero esserci la crescente miseria e povertà, oltre che una serie di problemi sociali (snobbati perché difficilmente risolvibili e, dal punto di vista elettorale, poco redditizi)? Non abbiamo già opposto (senza alcun successo) anche in passato la disciplina armata e ottusa alla criminalità? Ma possiamo veramente accettare una legge che ci permette di circolare la notte, in branchi alla caccia di delinquenti? Ma cosa ci siamo messi in testa di fare: Batman all’amatriciana, Watchman alla puttanesca? Ma non è ancora ora di crescere…

    Mi piace

  10. In Svezia aprono scuole elementari di altissimo livello, con i professori migliori e tutte le agevolazioni possibili (anche le penne sono gratis) nei quartieri più difficili ad alto tasso di immigrazione e povertà… In Italia autorizziamo quattro coglioni in uniforme a srovegliare la “nostra sicurezza”…

    Mi piace

  11. Il problema é sempre lo stesso: l’impiego delle risorse, umane ed economiche.
    Creare queste ‘squadre’ – più o meno di volontari – é l’ennesima conferma dell’incapacità (voluta?) e la non volontà dello Stato a risolvere veramente i problemi. Il problema della sicurezza non si risolve con pattuglie improvvisate, composte da persone che dopo la fabbrica o l’ufficio dovrebbero starsene vicino alle moglie e soprattutto vicino ai propri figli. La sicurezza va assicurata dalle istituzioni preposte e cioè le forze dell’ordine alle quale é necessario assicurare tutti gli strumenti necessari per il miglior svolgimento del servizio, compreso la benzina per le volanti. E, poi, l’aumento del personale. Sprecano e si appropriano di risorse economiche lasciando i cittadini a risolvere anche i più banali problemi quotidiani. Ci mancavano le ronde che, senza nascondercelo, si può immaginare con quali pregiudizi e magari desideri di vendetta possono operare.
    Ci sarebbe molto da dire, discutere e… ricordare. Esiste il problema della sicurezza, nessuno può negare quello che accade ogni giorno nel nostro Paese, ma non é con le ronde il metodo migliore per risolverlo.

    Mi piace

  12. Ho letto i commenti di luca e gian, e mi preoccupano.
    E’ così difficile capire che le ronde sono esattamente delle bande di ubriaconi e teppisti autorizzati a girare armati?
    Pesteranno e stupreranno un sacco di innocenti, e ne ammazzeranno pure qualcuno. Ma finché si tratta di zingari negri e cinesi fa nulla, no?
    Il problema è che quando non li starà guardando nessuno, picchieranno e stupreranno anche qualche italiana. Ma magari sarà stata una comunista, quindi fa nulla.
    E via discorrendo, finché non succederà a vostra sorella/fidanzata/mamma/vicina di casa/etc. E succederà alla luce del sole, perché avranno capito che in ogni caso c’è sempre un numero sufficiente di cretini per i quali “fa nulla”.
    E allora non servirà a un cazzo dirvi che ve l’avevo detto.
    Anche perché probabilmente mi avranno già pestato.

    Mi piace

  13. No Ubimar, J rispondeva al commento di Luca del 9 giugno ore 21,13. Intanto segnalo che sul Corriere della Sera di oggi c’è una pagina dedicata alla Guardia Nazionale e pure al Corsera si sono accorti (chissà, magari grazie a questo blog) della somiglianza delle divise della GNI con quelle dei Nazisti dell’Illinois.

    Mi piace

  14. Erano le 21 e cominciava a fare freddo. Omar si strinse nella sua giacca, doveva aspettare ancora mezz’ora. Alle 21.30 il portone dello stabile giallo si aprì e ne uscì un uomo con giacca in pelle e pantaloni militari. In mano stringeva un torcia elettrica, nell’altra un basco nero. Si infilò il cappello in stile parà e poi tirò fuori un modernissimo telefonino. “Camerata max al posto di comabattimento” disso il tipo con un sorriso rumoroso. “Allora stasera dove si va a randellare negri?” continuò il tizio. “Ok, in piazza Bologna, tra venti minuti sono lì”. Chiusa la conversazione l’uomo tirò fuori le chiavi della macchina, le freccie di un jeeppone parcheggiato dall’altro lato della strada si accesero”. Per non farsui vedere Omar si rannicchò ancor di più dietro il cassonetto. L’uomo salì in macchina e partì sgommando. Omar rimase neel suo nascondiglio ancora una decina di minuti, temeva sempre che l’uomo tornasse indietro per aver dimenticato qualcosa. Chissà magari il manganello o il pugno di ferro. Piano piano Omar uscì dal suo nascondiglio e si stiracchiò le membra indolenzite, piano piano si incamminò verso il portone da cui era uscito l’uomo. In quella notta di ronda per lui l’unico posto sicuro era il letto di Katia, la moglie del vigilante. Mentre lui era di ronda Omar trovava rifugio tra le calde cosce della signora… almeno fino alle 2 di notte. Driin. ” Chi è?” “Omar” “Amore sali, Ubaldo è appena uscito”

    Mi piace

  15. Quello che a me non sta in testa, e per questo il regime dell’informazione italiana sarà tra i primi imputati, è che non si schiera più in modo apartitico. I giornali in mano al centro-destra, come l’un tempo ottimo Corriere della Sera, riportano la notizia e evidenziano le somiglianze. Ma esprimere una dura condanna, quello no, non sia mai! Dall’altro lato c’è chi starnazza a ogni starnuto del governo, finendo per diventare poco credibile, perché fazioso. Ma dov’è finito il giornalismo?
    In un Paese che è arrivato a questo (infimo) livello d’informazione, Beppe Grillo ha ragione da vendere: l’unica vera forza innovativa resta quella che si muove su internet, che non accetta di schierarsi con un partito e, invece, si limita a usare il buonsenso e le conoscenze del popolo, che ormai sono svariate e molto spesso più che sufficienti a fronteggiare in modo più efficace qualsiasi problematica nazionale.
    In ogni caso, a me è passata la voglia di scherzare da un pezzo. E mi preoccupa altrettanto la notizia (da confermare) che dall’altro lato si sta preparando una “milizia comunista”. Andiamo incontro a bande legalizzate che si scontrano nelle strade? L’Italia sarà così innovativa da istituzionalizzare le “gangs”. O forse, più prevedibilmente, legalizzerà soltanto i pancioni cachi e li farà prendere a bastonate gli spinellari rutilanti?

    Che tristezza… E che angoscia.

    Mi piace

  16. Pingback: Kai Zen su “I nazisti dell’Illinois”

  17. Pingback: Intervista a Guglielmo Pispisa | La Trasmissione di Morelli

  18. Pingback: Del perché è meglio darsi al baseball (e non c’entrano i mondiali di calcio) « : kaizenology :

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...