‘Sono da Prada’

montenapoleoneMe lo chiedono sempre, amici e conoscenti stranieri quando per caso camminiamo da quelle parti: perchè via Montenapoleone non è pedonale? Una delle vie più conosciute al mondo per lo shopping di lusso (dove acquisto i capi che contraddistinguono la mia figura maschile, stagliandola dalla massa lavorativa standardizzata in sottofondo), indirizzo obbligato per i brand più famosi, impreziosita da boutique sontuose, eleganti e in perenne ristrutturazione -tanto per non pagare quei soldi al fisco, che come è noto non serve a nulla. Frequentatissima, invasa di giapponesi, coreani, arabi e nuovi ricchi russi e ucraini. E intasata di veicoli all’inverosimile.
È ridicolo osservarla a qualsiasi ora del giorno: auto ferme ovunque – anche se c’è il divieto di parcheggio in tutta la via, camioncini in sosta con motore acceso, strisce pedonali inaccessibili, quattro frecce inserite à go-go e biglietti appoggiati sul cruscotto: ‘Sono da Prada’. Adoro quei biglietti, sono la perfetta rappresentazione del nostro paese: è più importante l’eccezione della regola. Non si può parcheggiare? E allora? Mica parcheggio, ‘sono solo qui un attimo da Prada’. Il vigile capirà. Anche perchè – ci pensavo ieri – oggigiorno se un vigile dà una multa applicando la legge in modo rigido (altrove si direbbe applicandola e basta), credo rischi sulla propria pelle. Ormai il circolo è vizioso, qui da noi: le leggi si ignorano, chi applica le leggi è in errore. In un attimo, qualcuno arriverebbe a mettere le mani addosso al vigile intransigente. O ne annoterebbe il numero di matricola, minacciandolo con un stile a metà strada tra  ‘lei non sa chi sono io’ e ‘mio guggino è capo della mafia’. Poi i multati, riuniti, sciopererebbero, appoggiati dal partito populista di turno. Si sdraierebbero sulla strada, bloccherebbero il traffico. Alla fine la scamperebbero. E via Montenapoleone continua a essere vergognosa.
Non che mi interessi di questa via, anzi per me potrebbe ospitare il nuovo mercato della frutta e ancora avrebbe da recuperare in termini di utilità sociale. Ma trovo sia un esempio perfetto dell’incapacità di chi gestisce le nostre città: qui transita mezzo mondo, da Elton John in shopping compulsivo con cagnetta bianca al seguito a Madonna con la splendida collezione di figli. Qui passano le famiglie danesi o irlandesi in gita low cost, vestiti di bianco e con la pelle scottata dal sole. Greggi di asiatici a inseguire l’ombrello aperto del pastore/guida. Anche da qui hanno una percezione del nostro paese, del nostro mondo, e lo troveranno di sicuro un pò la Repubblica delle Banane, con tutto il rispetto per il delizioso frutto ricco di potassio. Un pò Mumbai, un pò Rio de Janeiro: cose bellissime accanto a vere porcherie.
E’ tanto difficile chiudere via Montenapoleone al traffico? Cosa c’è di negativo in una scelta simile, le consegne difficoltose per una manciata di poveri negozianti? Non è forse più importante l’immagine che ne scaturisce di Milano agli occhi del mondo? Vedete, non menziono nemmeno più la salute o la qualità della vita delle PERSONE. Sono già settato in modalità ‘expo 2015’ (e mi viene già da ridere). Sono sicuro che ci sono carrelli di trasporto o muletti molto fashion in giro, forse potrebbero progettarli Dolce&Gabbana o Roberto Cavalli stessi. Mica male no? Fattorini muscolosi in divise dal taglio e dal tessuto sexy che trasportano scatoloni di capi da 2.000 euro l’uno su carrelli griffati, scivolando rapidi e sorridenti sull’asfalto finalmente sgombro di autovetture.
Pedonalizzare. Scoraggiare l’utilizzo di automobili nel centro città. Non solo in Montenapoleone, ma in tutta la ragnatela di vie del centro. Anche in via Manzoni – inguardabile nel suo caos di auto blu ferme davanti a ristoranti di lusso e boutique, ad aspettare i comodi dei privilegiati di turno mentre i pedoni si accodano per passare uno per uno nel pertugio di marciapiede disponibile. O le irritanti auto costose dalla targa tedesca o svizzera, ferme in sosta vietata ovunque: gente che a casa loro non osa buttare un pezzetto di carta per terra, qui da noi fa quello che gli pare. Li prenderei a schiaffi, ma i cazzotti li tengo per chi negli anni ha fatto di tutto perchè ‘Italia’ sia diventato sinonimo di ‘Impunità’. Pedonalizzare. Lo farebbero ovunque, lo hanno fatto ovunque. Non da noi in Italia, o meglio a Milano. Figurati se si può andare contro la corporazione dei negozianti. Meglio lasciare tutto come è sempre stato. D’altronde piazza Duomo è già totalmente pedonale, no? Non lamentiamoci sempre.

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One thought on “‘Sono da Prada’

  1. Pingback: Daily News About Prada : A few links about Prada - Thursday, 21 May 2009 10:55

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