Ispirarsi alla storia 12

vicky Non drammatizziamo, è solo questione di corna…

Ma chi l’ha detto che i vichinghi portavano l’elmo con le corna? Sembrava un dato acquisito nella cultura media europea e nell’iconografia corrente: dal cartone animato Vicky il Vichingo al logo della birra Viking, dai Peplum anni ’70 tipo “I Vichinghi” con attori del calibro di Kirk Douglas e Tony Curtis all’elmo di plastica colorata che ogni Carnevale, da vent’anni a questa parte, troviamo sui banchi dei centri commerciali a corredo di un esilarante quanto improbabile vestito da “guerriero del nord”, in tutti questi casi gli antichi scandinavi vengono raffigurati con in testa un enorme elmo coadiuvato da due belle corna ai lati. Niente di più falso, purtroppo. È stato appurato, da qualche decennio ormai, che i barbari venuti dal nord non solo non portavano questo tipo di copricapo, ma molto spesso non ne portavano alcuno. Nel primo periodo della loro storia (IX secolo) infatti, erano dei feroci razziatori che abbandonati per vari motivi i loro paesi d’origine (Norvegia, Danimarca e Svezia) assalivano monasteri e villaggi sulle coste del nord Europa (Francia, Inghilterra, Irlanda e Islanda principalmente)  e dovendo portare sulle loro agili e veloci navi (Drakkar)1 il minor carico possibile di armi e indumenti per essere più rapidi e silenziosi nei loro attacchi, spesso combattevano senza elmo e quando ne avevano uno questo era semplice, conico e spesso di cuoio. A riprova di ciò sculture con abbigliamento militare di questo tipo sono state trovate a Sigtuna (Svezia) e elmi originali sono esposti al Nationalmuseet di Copenaghen (Danimarca). I vichinghi però facevano veramente uso di corni bovini, ma solo per ricavarne bicchieri per le loro generose bevute. Forse è per questo motivo che sono sempre descritti come inguaribili ubriaconi; i corni ricolmi di birra o idromele infatti, non avendo una base su cui poggiare, dovevano essere svuotati in un solo colpo. L’utilizzo di corni animali come bicchieri è all’origine di un’altra errata credenza, quella secondo cui i guerrieri normanni bevevano dai teschi dei loro nemici uccisi. L’equivoco nacque nel XVII secolo, quando un danese, Ole Worm, tradusse malamente in latino il Kràkumàl, un testo islandese di sei secoli prima, che parlava di bevute “dai curvi rami dei teschi” (appunto i corni). Nella traduzione i “curvi rami” sparirono e restarono solo i “teschi”.

NOTE:

1. Il Drakkar era la nave da guerra dei vichinghi. Letteralmente significa “Drago” e infatti la prua di queste imbarcazioni era spesso rappresentata da una testa di drago con il collo sporgente. Erano comunque navi piccole e agili, spinte dalla forza di 30 rematori superavano i 20 chilometri orari e manovravano facilmente nelle baie più anguste.

FONTI

Focus Storia n°31 – Maggio 2009

– Johannes Bronsdsted: I VICHINGHI – Einaudi Tascabili

– Rudolf Portner : L’EPOPEA DEI VICHINGHI – Garzanti Editore

– I. Heath e A. McBride: THE VIKINGS – Osprey Publishing

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