Ispirarsi alla storia 6

ratzingermilSi fa presto a dire Santo!

Da qualche tempo abbiamo un nuovo papa e diciamocelo chiaramente: piace a pochi. Vuoi perché ha un po’ l’aspetto da Nosferatu in cerca di vittime innocenti da dissanguare, vuoi perché la sua parlata in italiano con accento tedesco fa molto nazista (anche se lui nazista non lo è mai stato, ha “solo” fatto parte degli ausiliari della FLAK, l’artiglieria contraerea della Wehrmacht), vuoi perché chi c’era prima di lui ha lasciato un buon ricordo di sé, talmente buono che già si parla di farlo santo. Insomma papa Ratzinger non piace a nessuno, invece quell’altro no, quello piaceva a tutti. Anche a mia mamma. “Papa Wojtyla è stato uno dei papi più buoni della storia”, buono d’animo e d’intenzioni s’intende, questo pensava la mia mamma il giorno del funerale di papa Giovanni Paolo II. E come lei erano in tanti a beatificare le sue azioni e parole. Invece io, che per natura diffido di chi si veste di bianco e ti da buoni consigli, sia esso un infermiere, un gelataio oppure il monarca assoluto di uno staterello grande come Milano2, cerco sempre di andare oltre le apparenze. E in effetti Ratzinger non è poi così peggio di Wojtyla. Infondo lui non è andato fino in Cile nell’aprile del 1987 a trovare il generale Augusto Pinochet, il sanguinario dittatore cileno responsabile di uccisioni e torture di massa, non è andato a stringergli la mano, a condividere con lui il piacere di farsi osannare da una folla festante. “Due grandi leader anticomunisti s’incontrano” titola ancora oggi un sito della destra cilena a corollario di una serie di fotografie dei due in affettuosa complicità sul balcone della Moneda a Santiago del Cile (i vecchi Litfiba dedicheranno all’evento alcuni versi di una canzone). Ratzinger non ha neanche pensato qualche anno più tardi, nel 1999, come invece ha fatto Giovanni Paolo II, di spendere fiumi di parole per tentare di salvare lo stesso Pinochet da una imputazione di tortura e omicidio di cittadini spagnoli, imputazione per cui era stata chiesta dal giudice iberico Baltasàr Garzon l’estradizione dall’Inghilterra, paese in cui si trovava il Generale cileno in quel momento. Tutto questo Ratzinger non lo ha fatto, in una cosa però i due hanno trovato lo stesso stimolo e la stessa convinzione: ripetere a migliaia di poveri africani, molti dei quali malati, che l’AIDS è una tragedia che non può essere vinta attraverso la distribuzione gratuita di condom, che possono anche aumentare il problema. A molti questo concetto può apparire come una bestemmia, per me e per  l’Assemblea Mondiale della Sanità (WHA) lo è in effetti, ma questo non è importante, l’importante è capire che non bisogna prendersela con Ratzinger, lui amministra un paese e i suoi cittadini nel migliore dei modi e soprattutto non è peggio di Wojtyla. Anche il papa polacco lo ha detto, gridato più volte: non usate il preservativo, ma praticate l’astinenza. E in fondo non era neanche colpa sua se la maggior parte di quelle persone, cittadini dell’Africa sub-sahariana, non erano andate mai a scuola e quindi non conoscevano il significato della parola “astinenza” (senza contare che molti concetti come “pratica sessuale sicura” o “prevenzione del rischio” sono intraducibili in certi linguaggi locali). E quindi l’eminenza tedesca non ha fatto altro che seguire il suo predecessore, che fra l’altro per quelle parole venne accusato dal quotidiano inglese THE GUARDIAN di avere le mani sporche di sangue (The Pope has blood in his hand). Vogliamo condannarlo per questo? Io credo di no, piuttosto se proprio vogliamo trovare una giustificazione lombrosiana al suo mefistofelico aspetto cerchiamola nel suo rapporto sulla pedofilia negli USA, rapporto redatto dall’allora cardinale Ratzinger nel 1996 che tendeva a minimizzare la portata del fenomeno stimandola attorno all’1% dei preti in carica. Si scoprirà che in realtà ben il 4% di preti statunitensi erano dediti a pratiche sessuali con minori di 18 anni e addirittura nel 1991 il 66% dei preti in servizio a Los Angeles era pedofilo, compresi due vescovi. Questa una delle sue poche colpe, avere taciuto. Certo ha avuto i suoi effetti negativi sul mondo cattolico e sulle sue istituzioni: si calcola che in totale siano 11.093 le vittime di oltre 5.000 preti, compresi 16 vescovi. Il costo in termini di processi e risarcimenti si aggira attorno a un miliardo e mezzo di dollari. Se fossimo in Italia si potrebbe dire “un otto per mille ben speso”. Per cui cattolici, credenti e praticanti, state sereni: questo papa non è migliore nè peggiore dei precedenti, è solo un papa, solo un capo di stato che detiene il potere esecutivo, legislativo e giudiziario nelle sue mani, è solo un capo di governo che si interessa dei governi altrui, un’anima peccatrice che si preoccupa dei peccati altrui. È solo questo, nient’altro. E poco importa se nel frattempo la mia mamma è diventata atea.

ALCUNE DELLE FONTI:

www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm

Il Generale E Il Giudice – L.Sepulveda – Guanda edizioni

http://taggatore.com/articoli/benedetto+xvi

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