Eraldo Baldini: il testo (approssimativo) della presentazione di Kai Zen G

facciadisale1Ieri sera Kai Zen G (Guglielmo Pispisa) ha avuto il piacere di presentare l’ultimo romanzo di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri nella bellissima sala convegni del Gabinetto di lettura di Messina. Fra parentesi, presentatore e presentato sono rimasti a bocca aperta di fronte alla ricchezza della biblioteca dell’associazione, che riceve addirittura 400 euro l’anno per il mantenimento di questo inestimabile patrimonio dalla Regione Siciliana e tante belle promesse dalle altre istituzioni.
Di seguito, un’approssimativa trascrizione dell’intervento di Kai Zen g. La parte migliore, ossia le interessantissime parole di Eraldo Baldini, condite di aneddoti, riflessioni e memorie private e toccanti, purtroppo non ce l’abbiamo perché nessuno aveva un registratore a portata di mano. Se vi accontentate…

 

Nel panorama del romanzo mistery italiano, Eraldo Baldini è uno degli scrittori più originali, forse anche per i suoi interessi professionali extraletterari che spaziano dall’antropologia culturale all’etnografia. Prima di dedicarsi completamente alla narrativa negli anni ’90, infatti Baldini ha prodotto numerosi saggi specialistici.
Tracce di quegli interessi si riscontrano nei suoi romanzi e racconti. Per chi non conoscesse le sue opere, va detto che si tratta di storie del mistero, con occasionali incursioni nel poliziesco dai toni cupi (quello che il marketing letterario ha imposto con l’inflazionata etichetta di noir), come per Tre mani nel buio, Mal’aria, Come il lupo, Bambine. E fino a tensioni tipicamente horror, ben presenti anche nelle sue storie di detection e che rappresentano la sua cifra più caratteristica, espressa appieno in lavori come Bambini ragni e altri predatori, Gotico rurale e Quell’estate di sangue e di luna, l’ultimo romanzo, che si inserisce perfettamente a comporre con un ulteriore tassello il mosaico che raffigura l’universo narrativo di Baldini.

Questo universo, per riprendere il suo titolo forse più famoso (un titolo azzeccato che definisce l’opera a pennello) è gotico rurale. Perché le storie di Baldini sono senza dubbio gotiche, racconti fantastici che giocano con misteri orribili, storie truculente sepolte nel passato, che riemergono all’improvviso a pretendere un doloroso tributo di sangue. Temi tipici del gotico nella sua accezione più classica, quella a cui ci hanno abituato i grandi interpreti del genere, soprattutto gli anglosassoni fra Sette e Ottocento, Horace Walpole (Il castello di Otranto), Ann Radcliffe (L’italiano e I misteri di Udolfo), Matthew Gregory Lewis (Il monaco), fino all’Henry James di Giro di vite. Storie del mistero in cui si muovono forze primordiali, spesso provenienti dal passato, in contesti separati, luoghi chiusi, lontani dalla urbanizzazione e dalla tecnologia, già in crescita in quel periodo. Storie ambientate in castelli, abbazie, conventi.
Baldini ha personalizzato questa dimensione gotica con ambientazioni spesso rurali. Campagne, montagne, siti appartati rispetto al caos metropolitano che di solito caratterizza i romanzi contemporanei e ancor di più i noir, la cui ambientazione naturale e concettuale è il contesto urbano. Un gusto per la tradizione rurale che richiama alla memoria alcuni racconti fantastici di Verga e Capuana, per esempio, e che in ambito moderno, in un mondo in cui ognuno cerca di sembrare sempre più aggiornato degli altri, rappresenta un’originale voce fuori dal coro.
La campagna italiana poi, al contrario di quello che si può pensare, si presta da sempre a fare da sfondo al gotico, in narrativa quanto nella realtà, basti pensare a La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati o alla vicenda della saponificatrice di Correggio: la pianura emiliano romagnola che si fa teatro di orrori indicibili tra gracchiare di rane, frinii di grilli e casolari fiocamente illuminati nel nulla notturno.
I temi sviluppati da Baldini sono ancestrali, riguardano il rapporto fra uomo e natura, una natura spesso in rivolta rispetto alle piccole regole con cui l’uomo cerca di imbrigliare la sua potenza e controllare le sue forze oscure. Forze che l’uomo moderno, spesso accecato dalla tecnologia, non comprende e sottovaluta. Non a caso capita che gli eroi delle storie di Baldini, e di quest’ultima in particolare, siano i bambini e i vecchi, perché più disposti a sentire il richiamo della natura, dell’istinto, anche andando contro la razionalità, mentre gli adulti sono ciechi e cadono uno dopo l’altro. Una natura in apparenza malvagia, ma pervasiva e necessaria, che ci impone di comprenderla più che di combatterla, in una presa di consapevolezza graduale di una dimensione in cui male e bene non possono scindersi in modo netto. Bisogna scendere a patti con questa natura, e seguirne le regole. Conoscere le leggi che regolano la vita e l’indole umana. I mostri che affiorano dall’inconscio umano sono in realtà gli stessi che animano il lato oscuro della natura. Mostri che ritroviamo nella tradizione orale contadina, il Gufo, la Vecchia del pozzo, lo Spirito del grano. Eventi che sconvolgono quelle piccole comunità chiuse in se stesse che poi finiranno per raccontarle e renderle leggendaria parte della mitologia locale.
Qui senz’altro interviene la competenza specialistica dell’antropologo. In quest’ultimo romanzo, una catena di eventi sanguinosi e inspiegabili tormenta un paesino alla vigilia dello sbarco dell’uomo sulla luna. La presunzione tecnologica dell’uomo che guarda alla frontiera del cielo per conquistarla dovrà addivenire a più miti consigli e inchinarsi, riconoscendole, alle forze primordiali della Terra. Un padre accompagna, oggi, suo figlio a celebrare uno strano rito primitivo, ma prima gli racconta questa storia della sua infanzia. Una storia fatta di eventi atmosferici devastanti e morti tragiche. Il racconto, ancora una volta, avviene dal punto di vista privilegiato di un protagonista bambino.


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...