pollice su e pollice giù

bucatino_cozzeAdoro le cene a base di crostacei e vino bianco ghiacciato. Specialmente quando le figlie sono al mare con i nonni. La serata sembra infinita.
“Quindi come sono gli italiani, secondo te?”
“Domanda da un milione di dollari… anzi di euro, valgono di più. Ehm… sono maniaci del dettaglio.”
“In che senso?”
“Non vedi la perfezione delle basette rifinite a punta ogni mattina dal mascolo italiano? E con quale precisione si pulisce la cucina dopo cena, o si rifà il letto la mattina? Ti sembra si faccia così anche in Olanda?”
Una risata condivisa.
“E gli olandesi come sono?”
“Entusiasti, esterofili. Pragmatici e tolleranti.”
“Felici?”
“Senza dubbio. Credo siano i secondi al mondo dopo i danesi.”
Arrivano le cozze alla tarantina. Sorrido emozionato e indico dove appoggiarle, minuscolo spazio libero di un tavolo stracolmo.
“E gli italiani sono felici?”
“In Italia lo sport nazionale è la lamentela. Se non ti lamenti potrebbe venire a casa tua lo Stato e portarti via tutto; gli italiani la pensano così. Quindi c’è sempre una versione ufficiale dei fatti, e poi la verità.”
“Che sarebbe?”
“Che gli italiani stanno meglio di quello che dicono. Credo che circa un terzo dell’economia italiana sia sommersa, in nero. Capisci? UN TERZO. È una cifra enorme. Come dire, ognuno sta almeno un terzo meglio di quello che dice. In termini statistici non fa una piega. E poi c’è sempre la famiglia. Sulla famiglia puoi contare sempre, per tutto. È  bello sotto certi aspetti, un pò medievale su altri.”
“E poi, come sono ancora gli italiani?”
“Salutisti. Ricordi la legge di Sirchia sul divieto di fumo? Credo sia la legge più sorprendentemente rispettata della storia della Repubblica Italiana.”
“In effetti.”
“E ha un legame diretto con le basette a punta, gli occhiali di marca, le palestre, le creme anti cellulite, l’ossessione in cucina eccetera.”
“In che senso?”
“Che gli italiani ci tengono alla salute, al fisico, ad apparire belli, a stare bene.”
“Beh, questo è positivo, no?”
“Molto. Gli italiani vivono a lungo. Credo siano i secondi al mondo, dopo i giapponesi. Sai, con tutto quel sushi…”
“Non ci sono giapponesi grassi, hai mai notato?”
“Vero, a parte i lottatori di Sumo, appunto rari e relegati a una sola funzione. Anche in Italia ci sono pochi obesi, molti meno che altrove.”
Ordiniamo un’altra bottiglia di ottimo bianco frizzantino. È  vero, il rosso è meglio, ma chi se ne frega.
“E gli olandesi come sono?”
“Concreti, equilibrati. Non credono all’esibizione, badano alla sostanza. L’opposto degli italiani. Spesso non hanno un’automobile, vestono casuale nel vero senso della parola – a caso – mangiano per svolgere la funzione vitale. Sono molto standardizzati, il che potrebbe sembrare un grosso difetto, ma lo standard è elevato e valido per tutti. Magari fosse così da noi… Hanno il senso di famiglia ma non il suo presupposto assistenzialista, da noi scontato. Per loro i bimbi sono una gran bella cosa, ma non si vive in loro funzione. Per questo ne hanno tre o quattro e se la cavano gran bene, anche senza nonni.”
“Sì, sono molto normali nei confronti dei bimbi. Non si mette il bimbo in mezzo alla stanza e tutto il mondo gravita intorno a lui, come succede qui.”
“Una catena di negozi come Chicco in Olanda non venderebbe un prodotto, con quei prezzi da follia. Qui da noi invece spopola… non vorrai mica fare lo spilorcio per il vestitino del figlio tuo, o del nipotino? Funziona così. Emotività che si trasforma in cash. Io li arresterei tutti.”
“Gli italiani sono emotivi.”
“Molto, e passionali. E soprattutto in senso negativo: non sanno controllarsi, non riescono a filtrare le cose attraverso un atteggiamento ‘normale’. Gli olandesi invece sono molto normali.”
“L’Italia avrebbe bisogno di normalità, vero?”
“Maledettamente. Ma non l’avrà mai. È  nel nostro DNA: siamo irrequieti, insoddisfatti, ma allo stesso tempo per noi la vita finisce sempre a tarallucci e vino.”
“Mica male.”
“Infatti. Per questo tutti adorano l’Italia. E’ perfetta per godere di un pò della dolce vita, la buona cucina, i colli senesi, gli occhiali da sole. Per poi tornare all’efficienza della loro vita di tutti i giorni.”
“Il giardino d’Europa.”
“Esatto. E ci è andata bene direi… pensa a essere la miniera di carbone d’Europa, o qualcosa. Tipo la Polonia.”
“Però gli italiani sono simpatici, dai.”
“Certo, sono coloriti, divertenti. Chiassosi e gesticolatori impenitenti. Buoni come vicini di campeggio, almeno per la prima settimana, quando il morale è ancora alto.”
Ci puliamo le mani con le salviettine detergenti e ordiniamo due sorbetti al limone.
“Facciamo un gioco stupido. Pollice su e pollice giù per le cose di Italia e Olanda.”
“Davvero stupido.”
“Stai zitto. Invece aiuta a riassumere.”
“Può essere.”
“Allora?”
“Sto pensando. Italia: pollice su per cibo, clima e vita sociale. Pollice giù per economia, lavoro e servizi.”
“Alla faccia…”
“Olanda: pollice su per economia, lavoro e servizi. Pollice giù per cibo, clima e certi aspetti della vita sociale.”
“Ma così non vale. In termini assoluti vince l’Olanda proprio per quel ‘certi aspetti’.”
Una risata. “Vero.”
“Dove si vive meglio, quindi?”
“Non lo so. Però adesso mi viene in mente un’altra cosa. Qui da noi abbiamo i nonni italiani a cui ogni tanto mollare le bimbe, in Olanda non sarebbe così scontato. Altrimenti adesso non saremmo qui.”
“In effetti.”
“Vedi? Famiglia, ancora una volta.”
“La dolce vita, ancora una volta.”
Siamo ubriachi. Meno male che siamo a piedi. In Olanda non si oserebbe nemmeno prendere la macchina in queste condizioni. In Italia si ammazzerebbe qualcuno, poi si scapperebbe.

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