L’ultimo imbecille, intervista ai Ministry

lastasuckerL’ultimo imbecille ha lasciato la Casa Bianca e i Ministry hanno chiuso bottega. Per citare i Throbbing Gristle (che poi si sono smentiti) – e  noi Kai Zen quando abbiamo chiuso quelle stronzate di  myspace e facebook – : la missione è terminata. Una missione,  nel caso dei Ministry contro la dinastia Bush, iniziata negli anni ’90 con ΚΕΦΑΛΗΞΘ, meglio noto come Psalm 69: The Way to Succeed and the Way to Suck Eggs (presidenza di G. Bush sr.), proseguita con Houses of The Molé, Rio Grande Blood e terminata con The Last Sucker (le due presidenze di G.W. Bush). Per chiudere il cerchio i nostri hanno dato alle stampe anche la versione live di Psalm 69, Adios… Putas Madres, e Cover Up, un disco (raccolta) di cover per l’appunto, come volessero pagare a fine corsa i loro debiti sonori, ma anche la controparte, lo ZOS del KIA, Il Nirvana del Samsara, lo Yin dello Yang, dell’intera missione; un brano su tutti: What A Wonderful World, specchio di N.W.O.

Un paio di anni fa mi è capiato di intervistare i Ministry in occasione di un loro live italiano. Rimestando nell’hard disk ho ritrovato il file…

Ministry, 15 agosto 2006, Velvet – Rimini

filthpigA dieci anni esatti dalla loro prima venuta in Italia i Ministry tornano. Tornano anche alle sonorità che li consacrarono negli anni ‘90, assieme ai Nine Inch Nails, ai vertici del crossover industrial (era l’89 quando uscì The Mind Is a Terrible Thing to Taste e il ‘92 quando uscì Psalm 69) dopo alcuni album che definire interlocutori è gentile.
La prima volta è stata a Jesolo, il tour era quello di Filth Pig, un disco uscito da poco che lasciò tutti di stucco e con l’amaro in bocca anche se dovevamo ancora digerirlo. Là sulla spiaggia (!) però capimmo tutti subito che i Ministry dal vivo erano in grado di trasformare anche i brani di Filth Pig in qualcosa di inaudito e quando Jourgensen dopo aver aperto il concerto con Psalm 69 e aver ipnotizzato tutti, imbracciò il mandolino e attaccò con Reload, capimmo. Capimmo che sarebbe stato uno dei concerti più belli della nostra vita. E infatti fu così. Il culmine: una Scarecrow acidissima e psichedelica tanto da farci intravedere uno spaventapasseri enorme incastrato tra la struttura portante del palco. Pura allucinazione collettiva.
Due lustri, quattro dischi in studio, tre live e una compilation dopo sono di nuovo qui. Non sono del tutto convinto di questo ritorno ai ‘90 di cui sopra. La peculiarità dei Ministry è sempre stata quella di essere un passo avanti anche a costo di non accontentare nessuno, anche a costo di deludere ferocemente. Non so se Houses of the Molé e Rio Grande Blood mi piacciono davvero. Il primo è lo specchio di Psalm 69 ma senza quell’appeal “quasi pop” che ti costringe a canticchiare i ritornelli per quanto distorti e martellanti (N.W.O su tutti) e il secondo mi sembra un gran disco ai confini con il thrash, con certo metal e nu metal ma non un disco coraggioso. Quello che gli manca è lo spirito iconoclasta e sperimentale della grey area, dell’industrial. Trent Reznor ormai è un star dello show business e gli Einstürzende Neubauten sono la colonna sonora di molti intellettuali radical chic ma comunque sono ancora in grado di osare, di stupire, di spingersi oltre a prescindere dal pubblico e da loro stessi. È lo stesso per i Ministry?
rgbLa prova del fuoco è sempre quella del live per le formazioni di questo tipo. E se dal Beach Bum di Jesolo mi sento legato anche a Filth Pig, da questo concerto al Velvet mi aspetto di sentirmi legato anche a Rio Grande Blood e Houses of the Molé.
Ed è proprio da questi due dischi che i nostri attaccano, senza pietà, all’arma bianca. La formazione sul palco è una sorta di supergruppo, oltre al fido Mike Scaccia ci sono Tommy Victor dei Prong, Paul Raven dei Killing Joke, Joey Jordison degli Slipknot e John Bechdel dei Fear Factory. La macchina da guerra macina e stritola note su note senza pietà anche se l’acustica del Velvet non è un granché.
L’acme della prima parte è raggiunto da Lies Lies Lies. Le immagini proiettate alle spalle del combo si susseguono veloci. Bombardamenti, cannoni, Bush, volti sofferenti, dollari. Il pezzo incalza, i campioni scandiscono il ritmo, il pubblico ondeggia. L’energia sale e l’ormai imbolsito Jourgensen sembra aver trovato la dimensione live dopo un paio di brani passati a fare un po’ la rock star. Lo spirito punk si fa largo finalmente. Da qui in poi si va felicemente in discesa, Il pubblico è conquistato ed è il momento di sfoderare gli assi nella manica e saltare nel passato con la nuova formazione. Quello che segue è puro delirio. New World Order è mostruosa, Just One Fix oltre ogni aspettativa e Thieves, sì addirittura Thieves, suonata così sembra un pezzo in arrivo dal 2015 e non dal ‘89.
Non ho più voce. Ho urlato a squarciagola con tutte le mie forze: thieves, thieves and liars, murderers, hypocrites and bastards. 
coverupIl concerto sembra non dare tregua a chi si è immerso nei gorghi delle prime file. E poi. Poi ecco ci siamo. Il coup de théâtre che mi aspettavo arriva. In molti alla fine si lamenteranno, storceranno il naso, si annoieranno, ma chi era a Jesolo si ritrova punto a capo. La melodia si fa lisergica, dilatata, mediorientaleggiante, lo schermo alle spalle del cubano e della sua band fa scorrere le immagini di Lawrence d’Arabia. Non posso metterci la mano sul fuoco ma il brano, dovrebbe essere Khyber Pass. O meglio la sua versione immersa nell’olio di hashish e nel LSD. Sembra quasi un incrocio tra Bloodlines, Unsung, Hizbollah, Dreamsong, Scarecrow e Kaif in una improbabile summa tossica degli ultimi 18 anni di Ministry. Il pezzo si allunga, Jourgensen se ne va e il gruppo resta sul palco in preda a feedback degni dei primi Sonic Youth. In molti si guardano attorno straniti, in attesa. Il concerto è finito.
C’è un attimo di esitazione, il pubblico aspetta qualche secondo prima di riprendersi e chiedere a gran voce il bis.

pslam69

Ed è proprio in quel momento che il cerchio si chiude davvero. Dieci anni fa così cominciava e oggi così finisce: Congregation, please be seated and open your prayer guides to the book of revelations, psalm 69.
Alla fine vado via soddisfatto. Houses of the Molé è stato un po’  trascurato, ma forse Warp City è troppo simile a Jesus Built My Hot Rod e se non hanno suonato la seconda suonare la prima sarebbe stato come ametterne l’inferiorità. E questo vale per tutto il disco in questione.
Rio Grande Blood non mi convince ancora a pieno ma come Filth Pig mi rimarrà nel cuore. Non sarà uno di quei dischi dei Ministry che conosco a memoria e che non smetto mai di ascoltare, ma comunque la strada è più o meno quella giusta, anche se io spero sempre che prima o poi si decidano a fare un disco country con tanto di steel e slide guitar. (Credo che abbiano esaudito la mia speranza. Sembra infatti che presto uscirà qualcosa di smile a nome Buck Satan & the 666 Shooters. N.d.J.)

ministry

A poche ore dall’inizio ho incontrato uno straordinario e gentilissimo Tommy Victor con cui ho chiacchierato naturalmente dei Ministry, dei Prong, di politica, di country, di metal e di economia.
Come sta andando il tour europeo?
Alla grande. È fantastico. abbiamo suonato a un sacco di festival e in un paio di club. In germania a Dresda è stato favoloso. Al Wacken Open Air invece c’erano troppi fan del power metal e ci hanno accolti come se venissimo da un altro pianeta. In Spagna al Metalways ci siamo divertiti, è un festival davvero ottimo. Ottima anche la data al club di Vienna del 9 agosto.
Come funziona la nuova line-up dal vivo?
È una macchina perfetta. Joey (Jordison degli Slipknot N.d..J.) è uno dei batteristi migliori che ci sia in circolazione. È l’unico che sia riuscito a suonare il nuovo materiale. Quando abbiamo scritto le canzoni di Rio Grande Blood, non pensavamo potesse esserci qualcuno in grado di riprodurre i suoni del sound programming dal vivo.
I dischi dei Ministry hanno un forte connotato politico. Quale è la reazione della gente in USA e in Europa?
Credo che non interessi molto. C’è una sorta di resistenza apatica a certe tematiche, in egual misura negli States e in Europa. È la mia opinione certo. Anche se nella concezione del disco viene messo molto impegno per dargli una certa linea comunicativa, il fan standard dei Ministry viene ai concerti solo per fare casino. Per ubriacarsi e divertirsi. Penso sia un veicolo per la sua rabbia istintiva più che un modo di prendere coscienza.
Dopo l’11 settembre, bene o male, gli scrittori scrivono in un altro modo, i registi “girano” in un altro modo. È successo anche alla musica?
No. Alla musica non è successo. La musica ha un carattere poco “informativo”. Ci sono delle eccezioni ovvio, ma a differenza di libri, film e giornali, l’approccio musicale è rimasto identico. Divertimento puro. In pochi badano ai contenuti dei testi.
Avete mai avuto problemi per i contenuti dei vostri brani?
Si certo. Ma mai direttamente. A parte una volta. Jello Biafra ha fatto un show con noi a Sacramento. Il pubblico era per lo più formato da militari (nella contea di Sacramento c’è una base dell’Air Force e uno dei più grandi depositi militari d’armi americano. N.d.J.)… Per il resto però la gente non ci bada. L’atteggiamento diffuso è “meno se ne parla meglio è”. L’importante è farsi gli affari propri e pensare a ciò che è meglio per sé stessi.
Cosa ascolti?
Ho avuto l’occasione di assistere allo spettacolo degli In Extermo, sono stati incredibili. Uno show stupefacente. In giro ci sono un sacco di nuove band interessanti. Me ne sono accorto soprattutto durante questo tour. Per il resto sto riascoltando alcuni “classici” metal come Slayer, Celtic Frost, Overkill; oppure cose come i Joy Division, i Killing Joke: new wave, quella più oscura, non di certo roba come Human League o Pet Shop Boys. Sono vecchio (ride) ricordo, quando con la mia ragazza di allora ascoltavamo quei suoni mentre venivano trasmessi alla radio negli anni ‘80. Tra le band più recenti mi piacciono molto Slipknot, Shadows Fall, As I Lay Dying. Mi piace ancora molto il Thrash vecchia maniera, alla Dark Angel, Exodus e Destruction. L’Emo non mi dispiace anche se mi sta annoiando, salverei gli All That Remains e qualche altra band del Massachusetts. Anche l’Hardcore mi sta annoiando.
Conosci qualche gruppo italiano?
No. Purtroppo no. Anzi aspetta come si chiamava quella punk band molto popolare anni fa?
Negazione.
Negàzioune. Si loro. Grandiosi. Davvero grandiosi. Ma esiste una “metal scene” in Italia?
Procedo alla spiegazione… annuisce…
Be’ avete anche un’ottima scena dance (ride)
Si. E melodica.
Certo. (ride ancora con più gusto). Il mercato italiano è strano, i fan italiani del metal e della musica alternativa sono moltissimi, da voi passano un sacco di band, si vendono abbastanza dischi e producete tanti bootleg che neanche in Sudamerica… eppure… (sembra perplesso)
Visto le prese di posizione dei Ministry, avete mai pensato di pubblicare i dischi con licenza Creative Commons?
Con cosa?

Una licenza diversa dal copyright classico imposto dal mercato che consentirebbe di riprodurre, distribuire, eseguire e modificare il vostro lavoro ma non a fini commerciali. In epoca di peer to peer, i dischi dei Ministry, inutile fare finta di niente, si trovano comunque in rete. Potreste metterli in download gratuito sul vostro sito alla faccia delle major. Presumo che il vero guadagno arrivi in fin dei conti dall’attività live…
Hmm. Mi sembra davvero interessante. Devo informarmi. Certo, i dischi sono un complemento all’attività live ma è vero anche il contrario. Molti sono interessati ad avere l’oggetto in sé. Anche se però non è più come ai tempi del vinile. Il Cd non è un granché come formato. Quando ero giovane mi piaceva avere qualcosa da rigirare tra le mani, da osservare. Mi piaceva l’oggetto. Era bello avere il disco. Era qualcosa di speciale con le foto della band, il poster… sono molto affezionato ai miei dischi. Come quello dei Black Sabbath, uno dei primi che ho preso quando ero ragazzino. Oh mio dio, sono davvero invecchiato (ride).
A proposito di dischi comprati in giovane età… Dimmi dei Prong
Stiamo lavorando al nuovo disco, che dovrebbe uscire nel 2007. Siamo tornati insieme dopo alcuni anni. Era già successo un’altra volta per dei live show. Anzi l’ultima volta è stata proprio in Italia. Abbiamo suonato a Bologna a un qualche festival. Ricordo che c’erano i Blind Guardian come headliner (“A Summer Day in Hell Festival” del 2003. N.d.J.)
Avete mai pensato di fare un album country? So che Jourgensen è un estimatore del genere.
È vero. Al è un grande fan del country e sta preparando un album del genere. Pensa che è un bravissimo suonatore di slide guitar e pedal steel. Anche a me piace il country, la mia ragazza è un’esperta del genere. Mi chiedo sempre da dove tiri fuori certi dischi. Le domando spesso: “Come diavolo fai a conoscere queste band?” Certo lei è californiana e io sono di New York. A New York nessuno ascolta country.
Che ne pensi dell’incredibile lavoro di Johnny Cash su American Recordings con le cover di Nine Inch Nails, Soundgarden, Danzig?
Grandioso. Quei dischi sono fenomenali. C’è da dire che comunque una buona canzone è e resta una buona canzone. Potrebbe essere reinterpreta anche da un cantante lounge di ultima categoria e sarebbe comunque bella.
Leggi qualcosa quando sei in tour?
Ci provo. Di solito roba che si trova nelle librerie degli aeroporti. Micheal Connelly, Tom Clancy, Dan Brown, Stephen King: puro intrattenimento. Sono bravi scrittori, niente da obiettare, ma intrattenimento è e rimane.
Prendi Dan Brown. Ha preso un paio di cose qua e là. Un po’ di “massonic stuff”, un omicidio, qualche elemento di fantasia e ha costruito un best seller. In realtà è pura immondizia, divertente quanto vuoi ma di sicuro da non prendere sul serio.
Viene in mente il saggio “Beauty and the bestseller” di William Burroughs. Il grande pubblico non ne vuole sapere di sperimentare nulla che non sia in grado di comprendere e alcuni argomenti si prestano alla perfezione allo scopo: quelli che i lettori conoscono già in parte ma che vogliono approfondire. Il successo a colpo sicuro arriva se a questi argomenti viene sommata la minaccia, la sfida posta da essa e la sua risoluzione finale.
Chiaro. Dai alla gente ciò che vuole. La gente non ha voglia di farsi troppe domande ma è comunque incuriosita da certe cose. Una lettura pseudofemminista della Bibbia e una cospirazione per coprirla. Non è possibile che Maria abbia avuto un figlio senza fare sesso. È ovvio, e dare in pasto ai lettori qualche indizio in una direzione del genere o verso una cosa simile stuzzica di sicuro la curiosità. Comunque sia, chiunque dia credito al Codice da Vinci è un demente. Cazzo, è un romanzo da poco e non ha nessun fondamento storico.
La chiesa in Italia influenza la politica del paese. È lo stesso negli USA?
La religione ha molta influenza ma in modo eterogeneo. Non c’è un vero e proprio punto di riferimento come la chiesa cattolica da voi. I protestanti, hanno diversi volti, diversi “sessi”.. E comunque dipende da dove vivi. A New York, ebrei e cattolici hanno una base molto solida, ma al centro del paese e sulla West Coast esistono veri e propri centri di potere religioso. Ci sono un sacco di predicatori conservatori e poi è pieno di fanatici… sono pazzi.
Alle vostre ultime elezioni, si è fatto sentire il peso di certe fasce conservatrici della popolazione che hanno votato addirittura per la prima volta…
Già… (si fa pensieroso)
Comunque, una minima ripercussione sul mondo musicale credo ci sia. So che Marilyn Manson non può suonare da certe parti. E ho visto spesso filmati di dimostranti cristiani davanti ai posti in cui doveva esibirsi.
Si. Succede spesso negli stati della Bible Belt (il centro sudorientale degli USA N.d.J.). Chiariamoci non ho nulla contro quei posti. Mi ci sono trovato sempre molto bene. Si tratta solo di certi gruppi di persone. Bigotti, puritani fanatici. Assholes. Sono degli emarginati, dei fuori casta, eppure hanno potere su diverse comunità. Le stesse che hanno votato per Bush. Lui è solo un fottuto drogato senza cervello. Chi davvero comanda in America sono le banche, le corporation. Le stesse banche che comandano nel mondo. È assurdo. Pensa l’America è uno di paesi più ricchi e potenti del globo eppure c’è un sacco di gente che non ha lavoro, che vive per strada. E in cosa si investe? In tecnologia militare. In armi.
Si crea una specie di circolo vizioso…
Si certo perché i ragazzi poveri, provenienti spesso proprio dalla Bible Belt, senza lavoro finiscono per arruolarsi e andare a combattere… Certo non possiamo biasimarli. Non hanno speranza. Non hanno educazione. Non hanno lavoro. Non hanno nulla. È terribile. Mi rendo conto di ciò che succede anche se non ho vissuto sulla mia pelle questa situazione in fondo sono cresciuto nella middle class. Non me la passavo male, ma nemmeno come qui ragazzini viziati di L.A. che vanno in giro in BMW e non hanno mai lavorato un giorno della loro vita.

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One thought on “L’ultimo imbecille, intervista ai Ministry

  1. Paul Raven dei Killing Joke! Paul Raven dei Killing Joke! e Tommy Victor dei Prong! Tommy Victor dei Prong! (va avanti così finchè non lo schiaffano in manicomio)

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