Così Daniele Orlandi su La Terza Metà

La recensione de “La Voce d’Italia”

E’ una storia personale scandita da una continua e dolorosa ricerca sul piano familiare, in un contesto storico politico non troppo dissimile dalla realtà, volutamente ispirato a fatti di cronaca passata e recente per rassomigliar loro senza rappresentarli. Il nuovo romanzo di Guglielmo Pispisa (gia autore di “Città Perfetta” e “Multiplo”) nel quale è raccontato tutto questo si chiama “La terza metà” ed è la storia di Hiero, un ex agente dei servizi segreti ed un figlio, alla ricerca di risposte su suo padre.
Hiero ha una doppia vita e in una di esse è un infiltrato nel nuovo brigatismo rosso al soldo dei Servizi. E’ un uomo il cui mestiere è difficilmente intuibile fino in fondo, così come i suoi scopi, uno che non si piega di fronte a nulla, sia per necessità che per piacere personale. Hiero insegue un concetto di giustizia decisamente fuori dai comuni schemi dettati dalle regole.
Dall’altro lato c’è un uomo che si fa chiamare il Magister che si muove nei bassifondi di Parigi; personaggio emblematico nella sua alienazione mentale, fa i conti con la sua coscienza, ancora in lotta contro quei complotti che visse in passato e che ancora gravano sul suo presente. I due personaggi sono legati da una vicenda allucinata e assurdamente reale che riannoda i fili di trent’anni di Storia italiana.

Nessun nome ed evento reale dunque è individuabile all’interno di questa spy-story ambientata nel mondo delle nuove Brigate Rosse, per mantenere così una certa libertà d’azione e per focalizzare l’attenzione su una piccola ed emblematica storia individuale costruita attorno a personaggi immediatamente familiari e ottimamente delineati nei loro pensieri forti e reali.
“Vedi figlio, vedi, la verità te la passano a rate, questo è il guaio. Il postino te ne butta una metà davanti alla porta, come fosse una cosa normale. Questa prima parte è quella facile, rassicurante, ma poi, a guardarla bene, ti accorgi di quanto sia consumata alle estremità; anzi, gliene manca proprio un pezzo. Se ti accontenti campi in pace, se no comincia il viaggio della sorpresa e della paura. Quando ci arrivi, alla parte mancante, può succedere che non te ne importi, [..] oppure che sia diventata la tua ossessione. In questo caso bruci dalla voglia di urlare, di mostrarla sbattendola in faccia a tutti. Di solito, proprio allora ti arriva alle spalle l’ultima metà, la terza, Quella che ti fotte”.
Un romanzo che vuole immedesimarsi in quei personaggi che, negli anni di piombo, non finirono sulle prime pagine dei giornali, non ammazzarono, ma furono ugualmente coinvolti e che, solo per questo fatto, si sono rovinati la vita. E vuole fornire delle possibili risposte: un noir fantapolitico per raccontare come sarebbero andate le cose se…what if.

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