Il Vangelo Secondo Biff

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È Natale, tempo di rispolverare le sacre scritture, tempo di leggere il vangelo, il Vangelo secondo Biff (Elliot pp. 580, € 18,50). Sì perché da oggi i Vangeli ufficiali non sono più quattro ma cinque grazie a una direttiva che arriva dalle alte sfere (celesti) che hanno spedito l’angelo Raziel, ottuso quanto bello, sulla terra per risvegliare Levi detto Biff, il migliore amico di Gesù, e costringerlo a scrivere le sue memorie. Se vi siete sempre chiesti cosa “diavolo” avesse fatto il Messia tra l’infanzia e l’età adulta, ebbene questo vangelo dischiude le porte sul mistero in questione.

Gesù è tormentato fin da piccolo da due questioni, il suo destino e il sesso. Il primo, ineluttabile, deve compiersi e il secondo gli è proibito, o almeno così il figlio di Dio e Biff intendono dalle parole poco chiare dell’angelo. Per comprendere a fondo la sua natura divina, che lo terrorizza e lo attrae, Gesù decide di mettersi in viaggio alla ricerca dei magi e della loro saggezza; anche perché dall’alto non arriva nessuna indicazione in merito, anzi non arriva nessuna indicazione in assoluto. Per capire il peccato invece si affida all’amico e al racconto delle sue prime esperienze in fatto di donne. Biff non solo si farà carico del “pesante fardello” di esplorare le gioie dell’amore per riferire della questione peccaminosa ma, conoscendo l’ingenua bontà di Gesù, deciderà di accompagnarlo nel suo viaggio verso Oriente.

I due ragazzi affronteranno il deserto e i monti per arrivare da Baldassarre in Afganistan e apprendere gli insegnamenti di Confucio e la via del Tao. Dopo anni di apprendistato si dirigeranno verso il Monastero della Giovane Foresta in Cina, per incontrare Gaspare – che scopriamo essere Bodhidharma, il monaco indiano a cui si deve l’invenzione del Kung Fu – che insegnerà loro la meditazione, il respiro, l’arte del combattimento e la parola del Buddha. Ultima tappa, l’India misteriosa e cruenta, alla volta di Melchiorre.

Tra demoni, monaci Shaolin, seguaci di Kali, sacrifici umani, concubine cinesi, alchimia, arti marziali e persino l’abominevole uomo delle nevi, Christopher Moore porta in scena con dissacrante ironia ma estrema delicatezza, una storia meravigliosa di amicizia. Chi salverà il salvatore da sé stesso e dalla sua inumana solitudine? Solo un cialtrone, a cui si deve il copyright sull’invenzione del sarcasmo, che da sempre si prende cura, si confida, litiga, si azzuffa e manda a quel paese, insomma si comporta da amico con Lui.
La prosa sopra le righe, frizzante, sarcastica – resa alla perfezione dalla traduzione di Chiara Brovelli- dona alle pagine “il dono della colla”, quello per cui non ci si può staccare nemmeno un secondo dalla lettura nonostante la mole del romanzo. Non è facile far ridere fino alle lacrime e allo stesso tempo offrire gatte filosofiche da pelare, coinvolgere con il ritmo dell’avventura e suscitare tenerezza, e allora Il Vangelo secondo Biff è forse uno dei migliori libri degli ultimi tempi. Un libro la cui morale è: “Si può davvero insegnare yoga a un elefante? No. Ma stiamo parlando di Gesù, e nessuno sa che cosa avrebbe potuto fare.”

Articolo pubblicato su Panorama.it il 29 dicembre 2008

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