Dieci racconti in noir

PRESENTAZIONE DELL’ANTOLOGIA – UN MINI REPORT

Sabato 15 Novembre,ccn_cover alla Libreria Irnerio di Bologna

Creative Commons in Noir è nato come un concorso letterario declinato sotto una duplice chiave: la passione per il mistero e quella per la libertà di cultura. Gli autori che hanno deciso di mettersi in gioco sono stati sessantotto e i loro lavori sono stati passati a una giuria che ne ha selezionati dieci. E da questi ha preso vita l’antologia, uscita nella collana Euro/Millelire. Il tutto è stato presentato alla libreria Irnerio un sabato piovoso di novembre, davanti a una trentina di persone molto interessate. Di questi tempi riempire una libreria per la presentazione di un volume è davvero cosa rara per cui, in qualità di ospite, non ho potuto far altro che rallegrarmi del folto pubblico presente. E lo sono diventato ancora di più, allegro intendo, a sentire che alcuni dei presenti ma non solo, addirittura alcuni dei partecipanti e vincitori del concorso letterario erano tutori dell’ordine. Ora non starò qui a spiegare cosa rappresenta e ha rappresentato Stampa Alternativa per l’editoria di questo paese e cosa rappresenta il suo fondatore nonché editore editoriale Marcello Baraghini, vi basti sapere che fino a qualche anno fa sia la casa editrice che il suo fondatore venivano considerati dall’Intelligence italiana, a torto o a ragione, dei possibili anzi probabili agitatori politici nonché pericolosi sovversivi ideologici. E anche la direttrice di questa nuova collana, Antonella Beccaria, che ha dato alla luce questa prima antologia di racconti è a sua volta una scrittrice che non molto tempo fa ha fatto uscire un bellissimo libro sulla banda della Uno Bianca dove la figura del poliziotto e del tutore dell’ordine in genere ne usciva abbastanza malconcia. Quindi capirete bene che vedere dei poliziotti, dei finanzieri calarsi nel ruolo di romanzieri e farlo all’interno di una casa editrice di questo tipo ai miei occhi è apparso come qualcosa di miracoloso. Sono crollati gli steccati forse, sia da una parte che dall’altra, di un certo recinto mentale che negli ultimi anni ci aveva oppresso tutti. I bravi poliziotti che fanno il proprio dovere al di là della altrui o della propria appartenenza politica sono sempre esistiti, così come ci sono sempre stati i bravi editori che scelgono un autore per le proprie qualità e non per la militanza politica in quello o quell’altro settore politico, però vedere un poliziotto che si appassiona alla letteratura e al romanzo e che per esternare le proprie qualità sceglie scientemente un editore come Baraghini, per me acquista un significato particolare. Così come è particolarmente importante per me pensare che molti di questi partecipanti hanno adottato la licenza creative commons come fatto naturale e logica conseguenza del proprio operato narrativo. Alcuni addirittura, prima di questa esperienza, non avevano neanche mai sentito parlare di creative commonscopyleft. Si fa, di nuovo, cultura dal basso. Si lanciano dei ponti di comunicazione e comprensione dalle fondamenta della società, all’interno di essa fra orizzonti ideologici che fino a qualche anno fa non comunicavano e anzi, da un punto di vista strettamente culturale, si ignoravano del tutto. Forse, come al solito, sono un sognatore, sono uno che da un germoglio vede già fiorire una prateria. Forse sì, ma sono segnali che vanno recepiti e in fretta. Baraghini e la Beccaria sembrano averlo capito prima di altri: se si da la giusta motivazione e la possibilità di accesso alla cultura a tutti, prima o poi la qualità e la sostanza arrivano e spesso arrivano proprio da quei settori della società che meno ti aspetti possano reagire a certi stimoli culturali.

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