Fuoco Nella Polvere, il delirante pastiche di Lansdale

Immagine di Fuoco nella polvere
Dopo aver ingaggiato una battaglia con i samurai al servizio dello Shogun per liberare il mostro di Frankenstein, gli eroi del Wild West Show fuggono a bordo di un dirigibile, ma i cieli del Giappone sono infestati da biplani kamikaze che abbattono lo Zeppelin su cui viaggiano Buffalo Bill e soci. Il veivolo precipita in fiamme nell’oceano Pacifico. Dopo alcuni giorni alla deriva, i superstiti vengono salvati dal Nautilus che fa rotta verso un’isola misteriosa, abitata da animali antropomorfi asserviti al volere del folle dottor Momo…

“Credo abbia un debole per noi. Soprattutto per Cody. Legge romanzi economici, e dentro ci siamo tutti noi. Siamo i suoi idoli” così dice Annie Oakley, la miglior tiratrice del mondo, cowgirl star del circo itinerante di Buffalo Bill. Così dice la Oakley nelle pagine di Fuoco nella polvere (Fanucci, pp. 2008, 9,90 €), primo libro di una strampalata trilogia di Joe Lansdale, e le sue parole non potrebbero esprimere meglio il pensiero dell’autore stesso.
Fuoco nella polvere è puro divertissement, un omaggio dello scrittore texano alla letteratura di genere, ai romanzi pulp e a tutti quei libri che deve aver divorato da ragazzino.
Lansdale mette assieme un’accozzaglia di situazioni e personaggi, cadendo nel ridicolo, ma con classe. E allora Toro Seduto, Buffalo Bill – o meglio la sua testa conservata sotto una pseudo formalina a base di urina di maiale e una sostanza ideata da uno scienziato pazzo – Annie, Wild Bill Hickok, il Barone rosso, il dottor Moreau, la creatura di Frankenstein, l’uomo di latta del Mago di Oz (questi ultimi protagonisti di un’indimenticabile storia d’amore), Ned la foca parlante, il capitano Nemo ridotto a uno zombie e persino Dracula si trovano assieme in una storia iperbolica e surreale che sembra non avere né capo né coda, ma che va presa per quello che è: puro esercizio di distrazione.
Solo l’immaginifico Lansdale poteva osare tanto e sperare di cavarsela. Già ai tempi dell’allucinante Bubba Ho-Tep, il nostro aveva dato prova di saper coniugare alla perfezione ironia, sense of wonder, giocosità e grossolana voglia di pulp.
Che sia un omaggio alle letture delle dime novel dei tempi andati o che sia puro cazzeggio, Fuoco nella polvere è destinato a due ristrette cerchie di eletti: i fedeli del culto lansdaleiano e i lettori più smaliziati senza paura di divertirsi. La parola d’ordine è leggerezza.
Per Fanucci, Fuoco nella polvere è il quarto romanzo di Lansdale pubblicato quest’anno dopo Il carro magico, Freddo a luglio e La morte ci sfida, nulla di strano per uno dei più prolifici autori del panorama letterario internazionale che con oltre venti romanzi e più di duecento racconti ha trovato in Italia una vera e propria seconda patria, tanto da far uscire alcuni lavori qui da noi, ancor prima che negli States.

Articolo pubblicato su Panorama.it il 2 dicembre 2008

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