Romanzo Totale: non la fine…

 Sappiamo che molti di voi avrebbero preferito un finale diverso per il romanzo totale. Qualcuno, come  Vanes, lo ha detto in modo esplicito: “Ma non è un pò banale un happy end?”  Ci e  forse si chiede, e non a torto. Certo, non è un finale col botto, il classico colpo di  scena non c’è, ma se ci pensiamo bene quanti romanzi rosa – per chi ne ha letto  qualcuno – avete visto finire così? Con un colpo di mano, un capovolgimento di  fronte, con un “Ah! Sei tu il colpevole?” Il romanzo rosa, di norma, è un lento  susseguirsi e gonfiarsi di emozioni e relazioni che raggiungono la loro tensione ideale  sì, nelle ultime pagine, ma senza uno scatto finale, un’ultima corsa a perdifiato verso la meta. Il traguardo, se così si può chiamare, nel romanzo rosa si intravede già da lontano, lo sbandieratore agita il vessillo a scacchi prima che il corridore giunga alla meta, tutti lo notano, tutti lo vedono, bè quasi tutti forse, ma non è questo il punto. La wichtige Bedeutung del rosa sono le pagine prima della fine, gli intrecci amorosi per quanto superficiali e flebili, le sofferenze del cuore, il tremar di natiche di giovani fanciulle e scapoli oltraggiosi. Il romanzo rosa è rosa, questo è il punto. Se vuoi un thriller ti leggi un thriller. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del “Decalogo del buon scrittore di romanzi rosa”? Nessuno? Ovvio, non esiste. E a questo punto potremmo rilanciare la palla: perché proprio voi, giovani penne della rete telematica non azzardate una definizione di rosa? Che non sia statica, incasellata, ma anzi che si possa sottoporre a continue modificazioni. Insomma, passare dal romanzo totale in continua metamorfosi e con un finale aperto, al Decalogo totale, anch’esso soggetto a trasformazioni, critiche, analisi. Dal testo totale al metatesto totale. Magia di wikipedia, questo strumento virtuale che ci stiamo accorgendo sempre di più, ci facilita e ci stimola al lavoro. E magia del creative commons, senza il quale probabilmente saremmo ancora fra il primo e il secondo capitolo cercando di capire chi è titolare di quale diritto e perché. In fondo è anche questo il punto: se ognuno di noi, scrittore o lettore che sia, si attenesse al copyright così come è stato concepito in Italia, avrebbe grosse difficoltà a partecipare a questo tipo di esperimento. Perché l’editore storcerebbe il naso a sentire che un suo autore spedisce capitoli a gratis in giro per la rete e perché diciamocelo, anche molti autori non sarebbero così d’accordo sull’elargire loro capitoli a destra e a manca senza compenso alcuno. Ma se si sta alle regole delcreative commons ecco che puff! Molti paletti spariscono, di colpo ci si sente parte di qualcosa di più grande, si percepisce il reciproco stimolo a fare meglio, a creare insieme qualcosa di bello. E poi chiariamolo una volta per tutte: nell’ambito del creative commons il diritto dell’autore alla rivendicazione della paternità dell’opera non sparisce ma anzi, viene in qualche modo ampliato, ne vengono sfumati i vecchi confini. E dopo nove capitoli densi e movimentati di questo primo romanzo totale rosa, possiamo dire con sufficiente autostima che qualcosa di bello è stato creato. Certo, bisogna affinare un pò lo stile, limare qua e là, ma il germoglio ha dato i suoi frutti. Anzi, noi speriamo che il germoglio dia altri germogli e altri frutti. Avrete, con molta probabilità, colto l’invito che sottende questa ultima riflessione. No? Be’ allora saremo più espliciti. Perché non lo scrivete voi autori, scrittori, curiosi della rete, un finale, scusate il gioco di parole, alternativo  ai due alternativi proposti. Oppure, ancora meglio, se non vi va che la storia di Lord Cardigan si concluda proponete un nuovo capitolo che la continui. Anzi, spingiamoci ancora oltre; iniziatelo voi un nuovo romanzo rosa partendo da queste o da altre pagine, diffondete il virus del romanzo totale rosa nella rete, fra i vostri amici, ovunque vi sia uno spiraglio di creatività e fermento narrativo. Come disse quel capellone barbuto un pò di anni fa, “Andate e moltiplicatevi”, germi della letteratura.

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