Aki e il (non) senso della vita

Aki Kaurismäki ha l’aspetto di un camionista russo sbronzo e un tono di voce appena percettibile. Ha appena ricevuto il premio Pasolini e nella sala Scorsese del cinema Lumiere di Bologna siede vicino a Paolo Mereghetti, che da buon critico gli rivolge domande a cui Kaurismäki risponde con qualche monosillabo denso di feroce e tenera ironia. L’occasione della conversazione è la presentazione del libro “Aki Kaurismäki” (ISBN edizioni, 224 pagine – 19 euro) curato dall’amico Peter Von Bagh con cui il regista di Orimattila ha inventato il “Midnight Sun Film Festival” e che siede all’altro capo del tavolo.
La poetica di Aki è tutta nel libro, le risposte sono tutte lì. Tra le sue pagine c’è molto più di quello che Mereghetti chiede. La vodka, le strade di Helsinki di notte, il (non) senso della vita, la marginalità di certe esistenze, l’amore per il cinema e la Finlandia. Kaurismäki non può in nessun modo venire meno alla “finlandesità”, anche nei suoi film “americani”, anche se ora si è trasferito in Portogallo per essere il più lontano possibile dalla sua terra natia e il motivo è semplice: La Finlandia è uno stato della mente. Durante la II Guerra Mondiale, i finlandesi imbastirono un commercio clandestino di caffè con la Svezia e ogni notte nel golfo di Botnia c’era un eterno avvicendarsi di imbarcazioni, nonostante i sottomarini tedeschi e le fregate inglesi giocassero a darsi la caccia. I contrabbandieri suomi rischiavano di saltare in mille pezzi di legno, catrame e budella per il caffè. In Finlandia ci sono poche ore di luce, o troppe, zanzare feroci lunghe qualche centimetro, grappe distillato di tristezza pura e molta voglia di suicidarsi. Non rimane che il caffè. Ettolitri di caffè, a tutte le ore e a tutte le età. Qualcosa che possa distrarre dalla vita per qualche sorso. Rischiare la vita per distarsi da essa. Sopravvivere ai problemi. Al destino. Come fanno i personaggi di Kaurismäki.
La Finlandia è uno stato della mente come i suoi tango. Struggenti, melanconici, cupi ma passionali più di quelli argentini. Tango cantati in una lingua che costringe a sentirsi sempre e comunque lontani.
La Finlandia infine è uno stato della mente perché vive con ironia la sua condizione di amarezza. Un finlandese potrebbe lasciarsi morire su un divano per le sue colpe, come un russo, ma avrebbe la battuta pronta da sussurrare prima del salto. Un finlandese potrebbe uccidere per gelosia come un latino, ma non negherebbe mai, prima, una vodka e un motto di spirito al suo rivale in amore.

Articolo pubblicato su “Panorama.it” in luglio 2007

Annunci

One thought on “Aki e il (non) senso della vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...