Invecchiando mi si ingrossa a vista d’occhio il bubbone del fastidio per i cosiddetti ‘guru’, cioè coloro che sono – o dovrebbero essere – talmente bravi, geniali, creativi, politicamente corretti, equilibrati, trasparenti da essere eletti dagli abitanti di questo globo come appunto dei maestri di vita. Dei leader. Degli esempi viventi. Dei cazzo di guru, insomma.
Intanto guru significa letteralmente santone, e già questa annotazione di carattere confessionale mi irrita le ghiandole salivari, gonfiandole a dismisura. Ma in realtà ciò che più non sopporto, dall’alto della mia veneranda età e dal basso della sporcizia - metaforica e non – con la quale ho avuto a che fare nei miei primi quarantuno anni, è la mancanza totale in questi figuri di lati oscuri, difetti, negatività qualsiasi. Che poi sono tutte cazzate, ovvio. Partendo dal dato statistico inconfutabile che ciascuno di noi ha il suo sacrosanto lato oscuro – sì, anche tu ciellino capitato per caso su ‘ste pagine, ECCOME SE CE L’HAI – e che ciascuno di noi ogni tanto nella vita è un emerito coglione e nulla più, e che tali statistiche non fanno altro che renderci più simpatici agli occhi degli altri, è evidente che anche i maestri di vita fanno cose riprovevoli. Tipo scapperarsi, scoreggiare o spingere a più non posso per defecare. Continua a leggere »
Razzolare (Raz-zo-là-re): detto specificamente di polli, raspare, grattare il terreno con le zampe || nel detto predicare bene e razzolare male, comportarsi bene solo a parole. estens. || Rovistare in un luogo, frugare tra più cose: razzolare fra le carte
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Posto che avrei d’istinto più interesse a disquisire del significato gallinaceo del termine, mi tocca invece a trattare oggi il senso figurato, metaforico, dato che purtroppo ci riguarda tutti molto da vicino. Predicare bene e razzolare male, anzi malissimo. Continua a leggere »
Può esistere un binomio più incredibilmente attraente alle orecchie di questo poco di buono, che sarei io - Truck Driver - in questo preciso frangente della mia sprecata, ma succosissima esistenza?
Risposta: no.
Dunque Bike Smut tutta la vita! Bike Smut: porno in bici. Oscenità a due ruote (ecologiche). Anime bollenti, carne e telaio in mille combinazioni possibili. Continua a leggere »
Il capitalista che più di ogni altro è riuscito a vendere un’immagine di sé lontana da quella dello “scroogesiano“, il capitalhippy che trasforma la tecnologia in felicità, l’uomo che si è smaterializzato, è diventato icona, è morto ed è tra le clouds.
Metto le mani avanti prima di essere frainteso. Non ho nulla contro Steve Jobs, l’uomo Steve Jobs. Non mi è simpatico, né antipatico, non l’ho mai conosciuto e non mi permetto di giudicarlo nella sua umanità. E morire così e a quell’età è sempre una brutta cosa. Ma quello che Jobs rappresenta è un altro paio di maniche come lo è la sua capacità (non è il solo, ma forse è il caso più emblematico) alchemica di trasformare l’oro in piombo e venderlo come platino. La trasformazione della macchina dei sogni in macchina e basta. Il contenitore in contenuto. Continua a leggere »
Già vi sento ringhiare, maledetti Apple addict… Bè, mi dispiace ma avete sbagliato bersaglio, brutti cani bavosi. Non sono un nerd, grazie al cielo, e mai lo sarò. Non sono un geek, un hi tech perv, non sono del settore, non lavoro coi computer, non consumo tecnologia a cucchiaiate, anzi sto benissimo quando – raramente – posso isolarmi dal mondo per un paio di settimane senza utilizzo alcuno di internet o telefono.
Sono camionista, come ben sapete. A me serve solo una bella cabina autocarro, una lunga strada da percorrere, un highway restaurant per riempire la panza e un lap dance bar per ehm… Poco altro. Di certo non mi serve strafare e stracomprare in campo tecnologico- sono un semplice fruitore di servizi informatici. Cioè, mi siedo al computer (fuori dall’orario di lavoro) solo per scrivere ‘ste schifezze, oppure navigare in internet. O scaricare musica. Mica molto di più…
Dunque sorrido a vedervi tutti quanti così agitati, o invasati fan di Steve Jobs folgorati sulla via di Cupertino. Agitati nel cercare di spiegare agli altri che no, non è come la pensiamo. Che la vostra non è una frivola mania, una moda, saltare sul carro del figo di turno fin quando dura, che è invece tutto sotto controllo, che la supremazia dei prodotti con la mela è un dato di fatto, è politically correct, è cosa buona e giusta. Che con Apple il mondo è semplicemente diventato un posto migliore. E vai- un altro fottuto guru commerciale che diventa un re Mida… Ne avevamo davvero bisogno?
Ebbene sono sicuro che molti di noi sì, ne avevano bisogno di prodotti così belli, fighi, costosi, efficienti e all’avanguardia. Di vaste gamme, di versioni upgraded ogni due settimane. Io no. E mi festeggio da solo per questo brillante risultato. Mi batto il cinque da solo… mai provato? È piuttosto cool. Dunque lasciatemi in pace, per favore, Apple geek o come cazzo volete che vi si chiami. Ho quello che ho, a livello di tecnologia, ma non mi si è mai impallato nulla, non ho mai perso dati in modo tragico, non ho esigenze particolari, non ho e non voglio avere tempo per fare di più, avere di più, colorare meglio, vedere meglio, sentire meglio. Proprio, non me ne frega niente. Understand?
Sì, sì, dico anche a voi soci kai zen (ecco… inizia la guerra, io lo so ). Figuratevi, amici internauti: sono l’unico stronzo della band che gira ancora a pc e non a mela. Quante ne devo sentire! Guardate, fratelli di ensemble narrativo, in tutta onestà: so che i prodotti Apple sono i migliori. So che sono più user friendly. Più bianchi, più lisci, più fighi. So che la mela è un ottimo logo, che i lupetti neri indossati da Steve Job conferiscono un’aria intellettuale ma allo stesso tempo garantiscono un mood pratico, disimpegnato. So, so. Forse avrei dovuto accodarmi prima, qualche anno fa, prima che quel marchio diventasse un filino antipatico. Adesso no, non ce la posso fare. Scusate. Troppi gli adesivi della mela appiccicati a fottuti suv per la città, troppi sugli zaini e sui caschi degli studentelli biondi figli di papà da felpa abercrombie, ciuffone ridicolo e faccia da schiaffi. Troppi i laptop della mela aperti a cazzo in qualsiasi tipo di manifestazione o di filmato: live, dj set, mostra, film, incontro, dibattito, cristo santo pure in piscina e alla festa dell’uva ancora un pò!
E BASTA!
Rendetevi conto della vostra dipendenza e bona lì. C’è chi si fa di robba, chi di videogiochi, chi di porno, chi di Novella 2000, chi di X factor, e chi di Apple Store, tipo voi. Bene, molto bene direi: come sapete io adoro le ossessioni, i vizi e la dipendenza psicologica. Piacere, quindi. Siamo maniaci di settori diversi. Come va? Bene. Bene. Urca, ora devo proprio scappare…
Vado a ridere addosso al mio vicino che ha avuto un fatal error con il suo nuovo sgargiante computer della mela di moda. E quelli dell’assistenza pare non lo assistano per nulla, men che meno aggratis. Ma scusate, non era mica tutto un altro mondo?…