Tablet Niente

13845350-cornice-di-vetro-su-uno-sfondo-di-legnoA pensarci mi vengono ancora le lacrime agli occhi dal ridere. Roba da non credere.

Ore 8:25 Linea 1 del metrò di Milano. Strapieno di gente e di fighissimi tablet e smart phone emittenti luce bluastra. Questa è la modernità, no?

No.

La modernità la prendevo per il culo io. Alla Truck Driver, ovviamente. Stretto in un angolo e in apparenza anonimo, estraevo un oggetto luccicante dalla mia solita valigetta nera ostentando indifferenza, o peggio insolenza. Anzi no, semplice sonno, cazzo. Iniziavo a maneggiare l’oggetto con fare annoiato e li sentivo tutti, uno dopo l’altro, increduli, incollarmi gli occhi addosso. Gli sguardi di tutto il vagone erano su di me, in quel momento. Ma che dico del vagone, del mondo intiero. Continua a leggere »

Segni inconfondibili di italico

Di sicuro pensate tutti di essere dei grandi osservatori, degli spiriti indipendenti, dei viaggiatori del mondo e della rete. Critici instancabili che sanno parlare e scrivere del nostro paese e della fauna ivi abitante con occhio attento e ironico, tagliente, sarcastico ecc. ecc.

Balle, amici. Tutte balle. Non siete male, lo ammetto, ma per essere massimi esperti nel riconoscimento di fauna italica tra la moltitudine, ipotetici finalisti del gioco virtuale su scala mondiale ‘Spot the Italian’ (‘and shoot him’, aggiungerebbe un annoiato teenager texano a caso, confondendoci per messicani… qualcuno per favore gli spieghi la geografia) sono necessari anni, ma che dico, lustri di esperienza sul campo, di sudata gavetta empirica, di continui spostamenti di chiappe Andata & Ritorno verso luoghi molto differenti dal nostro, e la conseguente frantumazione di ogni assunto collegato all’italianità, in qualsiasi settore. Dall’alimentazione al territorio, dal senso civico – questo sconosciuto… – al vestiario, dai comportamenti sociali allo sport, dalla casa all’istruzione e via dicendo. Fino a rischiare di ritrovarsi in uno stato di perenne inibizione dei processi decisionali: sarà giusto così? Faranno così anche in Nord Europa? E come fanno in Corea, invece, per esempio? Sto perdendo tempo? Soldi? Opportunità?

E la risposta, l’unica risposta possibile a quel filotto di domande disperate è solo un grande, colossale BOH che campeggia a tutto screen nel cielo screziato di un caldo pomeriggio di fine primavera (sì, è marijuana… incredibile, no? :D )

Non vi racconto frottole. Bello essere bi-nazionali, tipo la mia camionistica famiglia italo-olandese, o tri-nazionali, o multinazionali, tipo Nestlè o Danone. Bello essere aggiornati, globali, obiettivi, scettici. Bello, ma tanto faticoso a livello psicologico, logorante. A tratti insostenibile. Non so se lo sceglierei ancora, a posteriori. Non so. Però mi permette di stilare quanto sotto. E solo per voi, amici. E gratis, cazzo! Sarebbe ora di mettere ‘sta rubrica a pagamento, a proposito. Cominciate col mandarmi della moneta in buste chiuse per favore:

Truck Driver – via le dita dal naso, Nebraska.

O a pagarmi le ricariche alla Platinum Card di Youporn. Fatelo per me, ma soprattutto per voi. Per la conoscenza. Per il mondo intero.

Ecco alcuni segni inconfondibili di italico:

  • se la coppia ha occhiali da sole anche in metropolitana, sneaker e cappellini uguali sono fottuti italiani del Veneto o di Roma, non si scappa
  • se sono vestiti troppo, tipo tutti in maglietta e questi in maglioncino e giubbotto da vela sono siciliani o di Napoli. Questi si credono che la bella vita sia solo qualche grado atmosferico in più. Non servizi, scuole, ospedali e senso civico: qualche grado in più
  • se un gruppo è fermo a ogni angolo di strada, nei pressi dei nomi delle vie, vestiti di bianco come gli americani ma non obesi come gli americani, o non proprio, mani appese alle giunture delle spalline dei loro zainetti con simbologia cattolica, allora sono ciellini di Milano che aspettano pazientemente che il capocomitiva se la cavi con quella cazzo di mappa, ma che in realtà lo manderebbero affanculo per buttarsi nel Red Light district, anche se non sono ad Amsterdam
  • se nei pressi di Press Agent o negozi di chincaglierie assumono posizioni ridicole, tipo busto piegato in avanti, gambe divaricate, testa ciondolante ecc. sono patiti di calcio timidi che vogliono sbirciare la maledetta Gazzetta dello Sport in esposizione, piegata, insieme ad altri importanti giornali internazionali (e te credo, di polli italiani da spennare a 4 o 5 euro a copia ne è piena Trafalgar Square). Se invece non sono timidi, la aprono e se la leggono senza ritegno, anzi chiamano SALVO! ad alta voce per attirare l’attenzione del compare dall’altra parte del negozio e comunicargli che Cavani forse è già quasi un pezzo del Manchester City
  • se una manciata di individui parla fitto, si tocca l’addome e mima mal di testa o sedute sulla tazza del cesso, allora sono italiani di qualsiasi latitudine che – come sempre – non fanno altro che raccontare a tutti quanto il loro cacare sia diverso da quando hanno lasciato Fiumicino
  • se al botteghino del teatro o dello zoo ci sono individui che urlano, litigano o vogliono fregare il posto agli altri, essi sono molto probabilmente slavi (vi ho fregato, eh?), perchè gli italiani hanno già trovato un’entrata a sbafo allargando le maglie del recinto metallico, poche centinaia di metri più avanti
  • se il tipo che vi sconvolge è abbronzatissimo, bassetto, stempiato, ha gli occhiali da sole con montatura bianca, tatuaggetto ridicolo sul collo e t.shirt D&G allora è pugliese, se non è stempiato ma ricoperto di gel è calabrese
  • se la tipa strafiga sculetta è emiliana, se è tettona è romagnola, se guarda solo l’iPhone lombarda e se prova a nascondere l’accento probabilmente toscana: i maschi toscani ci rompono il cazzo da secoli con ‘sto accento che li farebbe simpatici (e Pieraccioni? E Panariello?), le femmine invece vogliono sembrare più parigine di quello che sono

Basta, me ne vado.

Per assurdo

  • Vincenzo Mollica si mette a fare domande vere al posto di leccare disgustosamente il culo dell’artista di turno. Non dico cattive o interessanti, eh? Figuratevi… dico solo vere (e comunque Vincenzone è simpatico, dai)
  • la Grecia esce dall’Euro, entra nel Dollaro e l’economia dell’Europa rinasce. Poi son cazzi di Obama
  • un olandese mammone rimane a vivere con i suoi fino a quarant’anni, e una volta in vacanza a Pamplona conosce dei ragazzi italiani che lo sfottono a più non posso per questa cosa
  • i tedeschi cominciano ad azzeccarci nell’abbinare le cravatte alle camicie e ai vestiti indossati. Sì, ok, concordo, è pura fantascenza ma vi ricordo il titolo del post sopra :) grazie
  • l’Italia vince un mondiale o un europeo di calcio giocando veramente bene
  • Berlino e Barcellona diventano noiosi da far schifo e i giovani e i creativi se ne vanno tutti a, non so… Torino, Siena, Lecce. Come dite, Milano? No, grazie, i creativi mi irritano (anche se io sono sestese)
  • comincia a buttare male per i dj in giro: la gente se ne lamenta, la loro musica fa cacare, quella cazzo di consolle in alto diventa bersaglio di fischi e ortaggi ogni serata, in ogni locale. Tutti si sono rotti il cazzo, reclamano indietro la musica dal vivo. Piuttosto la sinfonica, l’operetta, ma non quella roba (non che io sia d’accordo, eh? Sono un Truck Driver techno, per certi versi.. è sempre per la cosa del titolo sopra)
  • esce una canzone di Biagio Antonacci con richiami post rock e venature prog. La critica anglosassone si spella le mani dagli applausi. Esce in copertina su Rolling Stone (edizione americana). I Mars Volta lo ospitano sul palco nel loro concerto del prossimo giugno
  • agli incroci hanno precedenza i pedoni che attraversano sulle strisce e non gli automezzi. Vabbè qui forse in effetti ho esagerato…
  • il commento televisivo di una partita di calcio si fa talmente elegante, discreto e asciutto che – come capita quando si guardano partite all’estero – si riescono ad apprezzare i suoni di bordo campo, gli schiamazzi, i cori
  • si smette di prescrivere antibiotici e altre medicine inutili a casaccio, a chiunque, e la gente è meno malata. E la spesa sanitaria diminuisce. E l’attitudine della popolazione diventa più ottimista, meno vittimista. Meno assistenzialista. Piano piano, ovviamente
  • chi guadagna di meno è quello che si paga più tasse di tutti, in proporzione. E qui non c’è un cazzo da ridere, amici
  • il canale televisivo Arte si mette a fare un gioco a premi tipo ‘Affari tuoi’ alle otto di sera, ma tutti gli intellettuali, i guru, gli artisti lo sostengono perchè dicono che è avanguardia, bellissimo, imperdibile, nuovo realismo ecc. ecc. e i loro ascolti vanno alle stelle. Nello stesso momento su retequattro parte una rassegna di teatro Nō giapponese. Gli anziani e i paolotti rimangono sbigottiti
  • Questa rubrica – truck driver – diventa intelligente, gradevole, corretta. Si parla pulito, di attualità, di letteratura, di costume, di percorsi creativi…

Per assurdo, intendo.

Autogrill

Se non io (Truck Driver), chi altro?

Chi dovrebbe parlarne, di questa grande catena di esercizi commerciali che fanno così tanto parte della nostra vita da non riuscire bene a valutarne la portata bizzarra e comica? Sì, comica, perchè, non siete d’accordo? Vi sembra normale allora che migliaia di unità di identiche rustichelle surgelate vengano distribuite in ogni dove lungo lo Stivale, alla faccia della tradizione di cibi genuini e freschi, e poi puntualmente servite al cliente con crosta di formaggio bruciato di altri precedenti panini incollata ai bordi e fredde come la morte dentro? Eppure glielo si dice almeno tre o quattro volte allo svogliato, sfruttato barista di turno: ben calda, grazie. Sì, arrivederci… Continua a leggere »

Area C

Mi fanno ridere quelli che in questi giorni si lamentano o parlano male dei nuovi provvedimenti della giunta milanese per combattere la congestione del traffico in città e l’aria pessima e dannosa per la salute dei cittadini. Vero, devo ammettere che spesso mi sembra sia solo un semplice, annoiato pour parler o un gergo molto alla moda a queste latitudini: protestare sempre ma non essere mai disposti a cambiare nulla veramente. Che poi, come scrissi una volta, credo sia una vera e propria strategia. Continua a leggere »

Autobahn

autobahn_nr_330_330_gCome vedere una divertente commedia con Walter Matthau e Jack Lemmon e subito dopo una puntata di Report. O ascoltare tutto il repertorio di Johnny Cash, quella voce impareggiabile, con il miglior impianto hi-fi del mondo e non sapere più come spegnerlo quando scivola dentro per sbaglio il greatest hits di Eros Ramazzotti. E la porta della stanza è bloccata. O come farsi un lungo bagno rilassante in una lussuosa vasca idromassaggio e poi sottoporsi a un energico peeling con la carta vetrata (gli amanti delle SPA dovrebbero gradire quest’ultima similitudine, poi magari mi spiegano perchè quando si chiamavano ‘terme’ non interessavano a nessuno se non a vecchie megere e adesso invece che si chiamano ‘SPA’ le vogliono tutti e costano un occhio della testa).
Fastidio estremo. Continua a leggere »

Bike Smut

Bicicletta e sesso spinto.

Può esistere un binomio più incredibilmente attraente alle orecchie di questo poco di buono, che sarei io - Truck Driver - in questo preciso frangente della mia sprecata, ma succosissima esistenza?

Risposta: no.

Dunque Bike Smut tutta la vita! Bike Smut: porno in bici. Oscenità a due ruote (ecologiche). Anime bollenti, carne e telaio in mille combinazioni possibili. Continua a leggere »

teppista autorizzato di quartiere

Ben dice il buon Pisapia sulla necessità di tornare al ghisa di quartiere, di partire dalle piccole cose della vita quotidiana a vantaggio del normale ‘cittadino’, cazzo, e per togliere quei piccoli privilegi di pochi che fanno incazzare molti. Tipo me. Ben opera quando inizia licenziando in tronco 31 maledetti dirigenti/consulenti esterni del generosissimo (per le loro tasche) comune di Milano. Continua a leggere »

Sucate sul Serio

Caro Alessio, come le vecchie coppie senza fantasia, che lo fanno sempre nel solito modo, anche noi ci siamo guardati negli occhi (per modo di dire visto che non ci vediamo mai) e ci siamo detti: ma vuoi vedere che le cose vanno sempre peggio perché noi per primi non cambiamo mai? E se provassimo una volta, una sola, a fare al contrario? Io sopra e tu sotto, solo per oggi, dai! Detto fatto e vediamo come va a finire. Ho scritto quattro righe, sono le 15,15 di lunedì. Le urne sono appena chiuse. Accendo la TV e controllo gli exit poll: Pisapia sindaco e De Magistris sindaco. Orpo, vuoi vedere che funziona? Ma c’è un piccolo particolare: che domanda ti faccio, io a te? Perché una domanda te la devo pur fare. Ah, ecco qua. A chi e come dedicheresti l’ipotetica vittoria di una persona onesta (lasciamo perdere se di sinistra o di destra per ora), almeno una volta ogni tanto in questo paese? Come la festeggeresti? Per parte mia, mi torna in mente lo scherzo che qualche geniale burlone ha fatto alla Moratti giorni fa su Twitter. Continua a leggere »

Sassolini

Allora, siamo ancora caldi dei risultati delle urne elettorali comunali. A Milano è successo un miracolo. Quasi piangerei a dirotto lacrime di gioia camionista, per celebrare questo momento cruciale, ma voglio invece mantenere il mio solito aplomp britannico, e provare come sempre a insinuarmi sobrio negli interstizi delle vicende per sviscerare, analizzare, capire, trarre conclusioni oggettive da condividere con voi.
Ehi, di chi sono queste grasse risate? Vergogna! Io sono serissimo.
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