I migliori e i peggiori

Ce n’è di gente in giro, vero? Di ogni tipo, e per ogni necessità. Sembra fatta apposta. Vuoi incazzarti? Prego, ecco un impiegato di sportello imbranato, fresco fresco per il tuo sfogo. Vuoi darti arie da fighetto creativo all’ora dell’aperitivo? Pronti, per te un gruppetto di cross media expert residenti a Barcellona e Berlino, alti, sottili, scarpe lunghe, jeans attillati e corti e t-shirt nera senza niente. Ah, barba, ovviamente, e occhiali giganteschi con montatura scura. Vuoi invece una bella rissa da Far West? Eccoti maghrebini e ecuadoregni: distribuisci birre, semina zizzania e scegli poi da che parte stare (o scappa). Vuoi tirare i capelli a una vecchia insolente? Vai alle casse dell’Unes vicino a casa mia, la becchi sicuro. Vuoi indignarti senza timore di offendere nessuno? Ci sono i pedofili. Vuoi provare ribrezzo condiviso? Gli zingari. Protestare a più non posso? C’è la ‘casta’ (come se il problema non fossero gli italiani e il loro atteggiamento del cazzo, ma solo qualche centinaio di loro degni rappresentanti… mah). Vuoi far sesso? Le mogli! :)

Io non credo in niente, amici, o meglio credo nella gente e nella natura (sì, la marijuana era ottima, grazie per l’interesse). In ogni cosa c’è una via naturale e una che non lo è: credo che vada sempre imboccata la prima. E credo che nulla, e ribadisco NULLA al mondo sia assoluto e definitivo. Nulla che valga la pena di imporre a qualcun altro. La verità, la ragione non sono mai solo da una parte sola in una contesa, e il concetto stesso di ragione è tutto da vedere, talvolta. Ma non è questo il punto. Ci sono comunque fatti e dati inconfutabili, al mondo. Pochi, ma ci sono. Tipo, che Biagio Antonacci fa cacare e che i due litigiosi dei Soliti Idioti fanno morir dal ridere, cazzo. Che le lasagne al forno fanno sbavare da quanto sono buone e che i mocassini – ricordate? Quelli col penny incastrato in mezzo – sono scarpe ridicole. Fatti. Certezze.

Tra questi, tra le poche inconfutabilità umane, ci sono le due liste sotto: le persone migliori del mondo (in senso generico, come categoria) e quelle più merdose. Estremi speculari, nitidi e innegabili. Se non siete d’accordo, vi caccio da kaizenology e vi spedisco in uno di quei blog letterari in posizione migliore della nostra, nella classifica stilata non si sa bene da chi e come. Ma tant’è.

Dunque, le persone migliori del mondo:

  • quelle che ti salutano e ringraziano (o rimpregano)
  • quelle che ti si rivolgono con cordialità nelle cose di ogni giorno, tipo comprare un biglietto o una brioche, o nell’imbarazzo di volersi entrambi sedere nell’unico posto libero sui mezzi. Un sorriso cordiale, un prego cortese, anche se magari sei incazzato nero. Non serve di più, mica ti si chiede di fare il buon samaritano con gli estranei. Basta essere predisposti alla cortesia, all’empatia, perlomeno al primo contatto. Poi invece, in caso di problemi, come dico da sempre, pan per focaccia a profusione. E senza remore
  • quelli che sorridono si bambini, perchè hanno capito tutto della vita
  • quelli che stanno in fila senza cercare di fottere gli altri, perchè sereni e intelligenti: chi raccoglie semina, e chi vuole fottere sarà a sua volta fottuto senza pietà. E con immensa gioia
  • quelli ironici, perchè contiamo singolarmente molto meno di quello che ci piace pensare, e perchè sarcasmo e scetticismo, conditi di humor, sono un cibo più sano di permalosità e troppa autostima
  • quelli umili,  perchè troppo spesso si confonde dignità con benestare, che sono invece concetti diversi. Talvolta opposti, di fatto.

Le persone peggiori:

  • chi lascia la macchina in posti di merda, intralciando gli altri
  • chi guida come un criminale e poi va a finire che a schiattare ci finiscono gli altri, le vittime, e non lui, il maiale impunito
  • chi parla sempre e solo di se stesso, cos’ha fatto, cos’ha comprato, come si sente, cosa dicono gli altri di lui/lei… non gliene frega un cazzo della tua presenza, in quel momento, ha solo bisogno di audience. Ma chi se ne frega: nessuno lo ascolterà mai davvero e per giunta manco ti interesserebbe davvero raccontare a un tipo così qualcosa di tuo
  • chi tratta male qualcuno per pregiudizio o per pessima abitudine. Non fraintendetemi: trattare male ha il suo perchè, ma mai come primo approccio e senza motivazione. Allora è solo attitudine di merda, che va curata a pugni in faccia (metaforici). Sono convinto che se tal arrogante ricevesse – per esempio – dieci risposte di molto più offensive dei suoi approcci nei primi dieci contatti della giornata, giorno dopo giorno,  fanculo dopo fanculo, cambierebbe un pochino il suo modo di fare
  • quelli che si piazzano davanti alla porta scorrevole della metrò, appena fatto un passo dentro (e magari con zaino da giro del mondo sulle spalle) e non capiscono CAZZO che se entri adesso e devi uscire tra quindici fermati forse è davvero meglio che ti levi dai coglioni e ti vai a spalmare sul lato opposto, buono buono
  • chi butta rifiuti per strada, o nei boschi o sulle spiagge. O meglio, chi li butta dove non vanno buttati
  • chi alza le mani
  • chi fa cacare il suo maledetto cane di merda sul marciapiede e non raccoglie la produzione
  • chi evade le tasse

Un italiano, un tedesco e uno svizzero

Una volta, al dopolavoro dell’Autotrasporti Barletta – stimata società a responsabilità limitata di trasporti di fresco e specialità regionali dove il vostro Truck Driver sbarca il lunario se prendere a schiaffi arroganti guidatori di SUV in centro in cambio di offerte libere di cittadini non dovesse bastare, e ultimamente basta e avanza – ci siamo messi a fare i cretini con una bottiglia di Vov da far fuori. Ma che dico una bottiglia, era un’intera cassa, a essere preciso. E ovviamente poi siamo andati a casa tutti in autobus, cari amici politicamente corretti :)

Tra le stronzate più gettonate della serata c’erano libere e folli reinterpretazioni della famosa barzelletta con rappresentanti di nazioni diverse a misurarsi in determinate circostanze, con l’italiano sempre a fare la furbata, e il francese (o il tedesco, o lo svizzero o fate voi) a pigliarsela in quel posto. Bene. Potete certo immaginare che il vostro camionista fosse a mille quella sera, carico come un camion di rifiuti tossici da smaltire: l’umorismo di serie Z e il respiro internazionale costituiscono da sempre le mie prerogative preferite. Continua a leggere

Scontrino

Ho di recente cambiato il pusher mattutino (per i non TruckDriveristi: il bar o panettiere dove il nostro eroe con la canotta sbrodolata – meglio non chiedersi di che cosa – acquista la brioche e/o il caffè della sacrosanta colazione). Volete sapere perchè? No? Chi se no frega, ve lo dico lo stesso. Continua a leggere

Truck driver al multisala

In effetti erano un pò di anni che non bazzicavo cinemI diversi da quello oratoriale di paese, vicino a casa (che per la cronaca fa le scarpe alla maggior parte delle sale sparse per lo Stivale, tanto per fare un pò di pubblicità). Che trauma: tutto è cambiato così tanto in pochi anni, amici, senza che me ne accorgessi. E non ridete di me, mealedetti! Preso tra cambi di pannolini e trasferte in Lusitania per ritirare partite di Lancers, risse per futili motivi con guidatori di SUV e sbaciucchiamenti languidi con la mia signorina, Continua a leggere