C’è, ma non si vede

librinuvole

C’è un lavoro, quello dell’editor di testi letterari, per il quale è necessario ottenere la quadratura del cerchio. L’editor ha il compito di migliorare l’estetica e la funzionalità di un lavoro letterario, un romanzo, un racconto. E dunque si trova a compiere, in uno, sia un compito molto tecnico e a tratti meccanico, sia un’opera di cesello da svolgere con laleggerezza di tocco di un artista. Un lavoro per il quale ci vuole grande serietà, ma anche uno scatto di fantasia e di sensibilità comune a pochi. Devi essere pignolo come un ragioniere e inventivo come un’ala destra, severo come un caporale e generoso e lieve come un ballerino. Non ti si deve vedere ma il tuo tocco deve fare la differenza. Continua a leggere »

Il prologo

Qui di seguito il prologo de Il Cristo ricaricabile, di Guglielmo Pispisa (Kaizen g), in libreria, edizioni Meridiano Zero. Seguiranno altre perle sparse (se fate i bravi).

 

Te lo dico ancor prima di cominciare, perché non so se avrò il tempo di arrivare in fondo a questa storia e nemmeno se tu avrai la pazienza di venirmi dietro. Dunque leviamoci il pensiero e partiamo dal messaggio principale: tu sei Dio. Dio con la maiuscola. Può sembrare strano ed è difficile da credere pure per me, soprattutto quando vedo te e quelli come te che buttano la loro vita appresso a meschinità e scemenze. Quando vedo ogni singolo membro di questa misera razza umana sciupare il proprio potenziale in piccinerie e ripicche. Nel corso della mia vita ho sempre disprezzato la mia specie, schifato i miei simili, odiato me stesso. Ancora oggi, con tutto quello che so e dopo aver vissuto le esperienze che voglio raccontare, ancora oggi gli uomini mi danno ai nervi. Uomini che si sparano nel sedere da duemila anni per un pezzo di terra pietrosa, che parlano male dei loro amici, che invidiano qualcuno solo perché non riescono a vedere il dolore che prova. Uomini che il sabato sera si recano in grandi sale colorate

e impersonali e giocano a tombola in mezzo a sconosciuti senza alzare la testa dalla propria scheda, che non cambiano mai punto di vista. Uomini come me. Come te. Eppure il succo non cambia. Tu sei Dio. Nessuno è perfetto. Non sono sicuro di riuscire a spiegarlo bene, ma intanto tienilo a mente e vedremo di arrivare alla dimostrazione per gradi. Questa storia si conclude al cimitero del Verano, in Roma, e ho

scelto di cominciarla dalla fine, tanto per mettere in chiaro subito dove si va a parare. Mi si possono attribuire molti difetti, ma fra questi non c’è la mancanza di schiettezza. Racconterò di vita e opere di uomini e donne poco virtuosi, perlopiù miei parenti, delle quali sono stato messo a parte in virtù dell’unicità della mia condizione. Raccontando di vita, come è nell’ordine delle cose, parlerò anche di morte. Se non sei abbastanza vivo da sopportarlo, smetti di leggere adesso. Essere Dio è meno difficile di quanto sembri, ma ci vuole un po’ di stomaco, se non altro.

E ora basta rivolgersi al lettore, che è davvero un trucco da due soldi.

Cristo!

È un po’ che non ci facciamo sentire su carta… Il nostro nuovo romanzo è nelle mani dell’agente da qualche tempo per trattative segretissime con gli editori che, forse, sono spaventati dalla mole e dal contenuto (e dalla crisi), ma da queste parti non si batte la fiacca del tutto e tra due giorni vi toccherà correre in libreria e cercare Kai Zen alla lettera “P” di Pispisa.

IL CRISTO RICARICABILE è pronto. Dopo una travagliata storia editoriale il romanzo sta per arrivare sugli scaffali…

 

Il Cristo ricaricabile, edito da Meridiano Zero, è il quarto romanzo di Guglielmo Pispisa, dopo La terza metà (Marsilio, 2008), Città perfetta(Einaudi, 2005) e Multiplo (Bacchilega, 2004).

Sarà nelle librerie il 6 giugno. Nell’attesa, eccovi un estratto dalla quarta di copertina.

Ingredienti: 3/10 di Tom Robbins, 6/10 di Mordecai Richler, 1/10 di Christopher Moore, 1 goccia di sacre scritture, 1 pizzico di postmoderno. Agitato, non mescolato. Servite ghiacciato su tavola da surf.

 

Cosa succederebbe se oggi, a Roma, arrivasse un messia? Attenzione: non “il” messia, non Gesù Cristo con la sacra compagnia di angeli e santi, ma un messia ordinario, un messia adatto ai tempi, a buon mercato, un messia giovane, insicuro, crocifisso dalle personalità dominanti della sua famiglia, per nulla interessato a influenzare le masse, un messia surfista che non vuole pensieri per la testa, che non ha niente da dire né da insegnare a nessuno. Questo messia, però, questo giovane surfista senza arte né parte, che si chiama Milhous Giordano, è il destinatario di un dono che non può ignorare: dopo una notte strana di sesso e alcol, la Notte Bianca di Roma rovinata da un violentissimo temporale e da un apocalittico blackout, Milhous si è svegliato con le mani segnate da stimmate sanguinanti. Un marchio imbarazzante per uno che in Dio nemmeno ci crede. Ma per una volta non può far finta di niente, perché quelle ferite gli danno il potere di guarire le persone. Il corso della sua esistenza accelera in un susseguirsi di eventi che non riesce a controllare. Milhous diverrà ostaggio del suo potere e delle migliaia di sofferenti che cercano il suo benefico contatto. Un potere tanto eccelso quanto ambiguo, che potrebbe discendere da un inconfessabile peccato. Una storia che indaga l’inconscio di una società che ha barattato l’anima con il corpo, la responsabilità con la fuga, l’amore con il divertimento, la redenzione con la distrazione, la morte con la dimenticanza.

Caro Babbo Natale (in ritardo)

Caro Babbo natale,

sono io. Sono quel bambino che una trentina abbondante d’anni fa ti scriveva quelle lunghe e presumibilmente pallosissime lettere di tre pagine, piene zeppe di tediose richieste. Che non hai mai esaudito. Ecco, ti propongo di rifarti adesso. Ascoltami. E prendi nota. Vorrei tutti i libri che per mancanza di tempo non riesco a leggere. Vorrei regalarne qualcuno. Vorrei che chi prende decisioni leggesse un po’ più spesso, giusto per capire come cammina il mondo. Vorrei che chi prende decisioni camminasse un po’ più sovente a piedi, giusto per rendersi conto della sostanziale inutilità della sua carica e della sua persona. Vorrei che chi prende decisioni per una volta Continua a leggere »

Terroni e alluvioni

Caro Guglielmo, questa rubrica che io e te curiamo, nell’anno e mezzo in cui l’abbiamo scritta, si è distinta sempre per una sana attitudine al cazzeggio caustico. Prendiamo un fatto, ci facciamo del feroce sarcasmo sopra e lasciamo che chi legge rida per una decina di secondi, se ci riusciamo. Poi succede che, come due anni fa (ma anche come un anno fa, e come tre anni fa, e come un mese e mezzo fa), la natura s’incazza ed esige un tributo in vite umane. E ci si stupisce e ci si addolora. Va bene il

dolore, che non lo si nega mai, ma lo stupore? La sorpresa, semmai, non dovrebbe essere dettata dal fatto che fiumi ridotti a discariche e bloccati da ogni schifo che l’uomo vi getta dentro, ad un certo punto non riescano più a contenere le acque, o che montagne abbandonate a sé stesse senza alcun controllo prima o poi si sbriciolino. No, lo stupore sarebbe meglio riservarlo ad altro. Continua a leggere »

B & B

Caro Guglielmo, pare che l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, venuto al corrente della rivoluzione grafica di Ufficio Spettacoli, sia corso a dimettersi in maniera che io e te se ne potesse scrivere con feroce sarcasmo e tuttavia raffinata arguzia. E quindi ci si aspetterebbe che Caspanello e Pispisa si accanissero su quello che resta delle sue spoglie mortali, politicamente parlando. E invece no. Personalmente ho liquidato la questione in maniera pragmatica, prendendo atto dell’avvenimento, sibilando “ecco, levati dal cazzo, coraggio” Continua a leggere »

de tu querida presencia, presidente Berlusconi

Caro Guglielmo, finalmente l’abbiamo scoperto:  anche il presidente del consiglio è un rivoluzionario. L’abbiamo scoperto grazie alle chiacchierate con un tipo di nome Valter Lavitola, un tipo che non si sa bene cosa faccia, a parte farsela alla larga dall’Italia e dirigere un giornale una volta glorioso, l’Avanti, che oggi credo leggano in sei. Le stesse chiacchierate che lo stesso presidente vorrebbe vietare, per motivi abbastanza evidenti. In quel manifesto politico degno di un Che Guevara Continua a leggere »

La prima serata tv del “Paese burletta”

Caro Guglielmo, vorrei soffermarmi su quel nuovo abisso raggiunto dalla televisione di stato dopo intervista di Terry De Nicolò, personaggio che non saprei come altro definire se non con un paio di epiteti ingiuriosi. Per chi si fosse persa ‘sta perla di televisione contemporanea, la signorina, conoscente in senso biblico del premier SIlvio Berlusconi, in pratica ha sdoganato il meretricio in prima serata. Le va dato atto, e questo lo affermo senza malizia, di non avere peli sulla lingua, e di aver dato voce a quello che velatamente (e anche molto meno velatamente), tre quinti degli elettori del Pdl sostengono da tempo, più o meno da quando sono cominciati i casini col cazzo presidenziale Continua a leggere »

Doppietta

Causa chiusura agostana che mi ha impedito di postare gli ultimi due numeri di “Lui è peggio di me”, eccovi un numero doppio con gli arretrati.

È L’ORA DEI FORCONI?

Caro Guglielmo,
sembrava ieri che facevamo programmi per l’estate e invece rieccoci qui, col culo pesantemente calamitato alla sedia del posto di lavoro (vabbè, io, tu sei ancora a dar da mangiare agli stambecchi in quota…) e alle prese con la depressione post vacanza. Continua a leggere »

Nessuno è perfetto

Caro Guglielmo, giusto il numero scorso mi prendevi amabilmente per il culo per il mio “buonomore” pre-vacanziero, quindi oggi provo a far rodere il culo un po’ anche a te. Mi sono cimentato in un rapidissimo calcolo, e sono arrivato a stabilire che un’amministrazione, al netto delle stronzate su ponte che porta sviluppo, waterfront, piattaforme logistiche, piani strategici, status di città turistica e altri termini insignificanti, per mantenere uno standard di vivibilità non dico scandinavo, ma almeno nordafricano (con tutto il rispetto per popolazioni che a noi messinesi ci danno km e km di merda), dovrebbe poter assicurare quattro cose: Continua a leggere »