Москва́ on the beach

La pallina azzurra rimbalza con violenza sul muro. L’uomo sudato le corre incontro e col palmo della mano la colpisce per farla tornare indietro. Il rumore sordo echeggia tra i palazzi. Il suo avversario ripete il rituale. Palmo aperto, muro grigio e da capo fino a che uno dei due non sbaglia. Lo sport in questione è una sorta di squash, ancora più frenetico, giocato senza racchette. Il campo è quello di cemento circondato da una rete metallica sul lungomare tra Coney Island e Brighton Beach. È novembre, nei giorni scorsi il freddo si è fatto sentire, ma oggi l’estate indiana ci ha regalato una tiepida giornata di sole. Il mare luccica sotto un cielo pervinca e la spiaggia ospita qualche bagnante in costume. Da qui piano piano parte la città, da qui si agita e si espande quella meravigliosa mostruosità che risponde al nome di New York. Dimenticate Manhattan, dimenticate Brooklyn, il Bronx e la città dei film, dell’immaginario collettivo e del mito, lasciate perdere insomma tutto quello che sapete o che pensate di sapere su New York e provate a immaginare… Continua a leggere »