kai zen “vs” wu ming: il futuro della scrittura nell’epoca della crisi

Pubblichiamo un’intervista che ci fece, in tandem con gli illustri cugini, tempo fa Mauro Garofalo per il sole 24 ore e che è uscita solo ieri….

C’era una volta, in una galassia lontana lontana, un piccolo giornalista che aveva ricevuto l’ok dal suo capo-redattore per un’intervista “al quadrato” su un tema che a lui, il piccolo piccolo giornalista, sembrava di raro interesse: il futuro della scrittura nell’epoca della crisi dell’editoria. Il piccolo piccolo piccolo giornalista aveva pensato che nella galassia lontana esistessero due nomi (collettivi, due esperimenti unici a loro modo, ognuno con una sua peculiare specificità, e composizione di individui che collettivamente formavano il progetto condiviso), e i nomi erano: Kai Zen e Wu Ming.
Dopo dieci mesi il piccolo piccolo etc etc giornalista non era riuscito a pubblicare: la crisi dell’editoria avanzava, e si nutriva di cose grandi ma soprattutto di piccoli piccoli giornalisti… morale della storia: “io sono nessuno” ma siccome Internet è già una “rivoluzione” ecco a voi l’intervista integrale, in rigoroso ordine alfabetico, di due “scrittori” che hanno molto da dire sul tema: Quale futuro per la parola?
Da questa parte della barricata, faccio le mie scuse per l’attesa a Kai Zen e Wu Ming. Verranno tempi migliori anche per il giornalismo delle piccole galassie. Un grazie per la loro paziente, attenta, professionalità. Continua a leggere »

Batman forever

Caro Guglielmo,
è proprio quando pensi che la vita ti abbia riservato davvero tutto che ti scopri ancora un dilettante dello stupore. Io, per esempio, alla notizia che il rampollo del sindaco di Milano abiti in una casa un po’ abusiva, mi sono messo a ridere. Certo, il concetto di abusività per Gabriele Moratti non è lo stesso di quello, chessò, di Tanino Inferrera. Il piccolo Moratti abita in un ex magazzino a Milano, una cosetta da parecchie centinaia di metri quadrati e del valore di quattro milioni, non alle case gialle di Santa Lucia sopra Contesse: Gabriele Moratti abita nella casa di Batman. Letterale. Un giorno ‘sto stronzetto si è presentato da un architetto di quelli oh yeah e gli ha detto “fammi la casa di batman, con ponte levatoio, poligono di tiro, palestra e Bat-caverna”. E l’architetto, invece di mollargli due iastimate, ha incassato i seicentotrentamila euro staccati da papà Gianmarco Moratti senza fiatare. Certo, magari avrà pensato “Diomio che coglione”, ma ritengo plausibile che il giudizio di merito se lo sia tenuto per sé. Continua a leggere »