Data la mia galoppante – e probabilmente inarrestabile – misantropia, disturbo che affligge, credo, molti altri freschi quarantenni in esplosione di complessità della vita, tra le cose che amo fare solo, per i fatti miei, c’è l’andare al cinema. Di quello che succede quando ci porto la mia signorina, cameriera in un highway restaurant costretta a cavarsela a mance, ho già raccontato. Quando invece danno il filmetto giusto alla rassegna del cinemino catto-comunista della mia ridente, vagamente corrotta città, la prima cosa che mi balza in mente, essendo un umano socializzante, perlomeno per definizione, è: chi ci invito? Chi mi farà compagnia? Chi passo a prendere?
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