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	<description>: kai zen : gentiluomini di fortuna dal 2003</description>
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		<title>Slijmbal</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kai zen a</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adoro gli olandesi, lo sapete. Sono il miglior popolo di questo mondo. Giuro. Sono grandiosi nell&#8217;apprezzare e nel tener fede alla tanto bistrattata virtù dell&#8217;essere normale. Come li stimo per questo. Quasi, mi faccio conquistare anche dai loro divertenti cessi per questo. Figuratevi che una delle espressioni comuni più popolari in Olanda è &#8216;Doe eens [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5307&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/slijmbal.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5308" title="slijmbal" src="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/slijmbal.jpg?w=500" alt=""   /></a>Adoro gli olandesi, <a href="http://kaizenology.wordpress.com/2009/04/23/colpi-bassi/" target="_blank">lo sapete</a>. Sono il miglior popolo di questo mondo. Giuro. Sono grandiosi nell&#8217;apprezzare e nel tener fede alla tanto bistrattata virtù dell&#8217;<em>essere normale</em>. Come li stimo per questo. Quasi, mi faccio conquistare anche dai <a href="http://kaizenology.wordpress.com/2010/09/01/check-your-shit/" target="_blank">loro divertenti cessi</a> per questo. Figuratevi che una delle espressioni comuni più popolari in Olanda è &#8216;Doe eens normaal!&#8217;, ma fai il normale và, smettila di fare il pagliaccio. Ridimensionati da solo, e veloce pure.</p>
<p>Eccellente.</p>
<p>Amici, l&#8217;Olanda funziona perchè è un paese ricco, certo, ma più in senso collettivo che strettamente individuale, e comunque quasi mai con ostentazione e stupidità. Qualsiasi olandese, di qualsiasi estrazione, classe sociale o tenore di vita fa le stesse cose degli altri. Più o meno. Mangia gli stessi prodotti. Parla allo stesso modo. Ama le stesse cose. Partecipa agli stessi eventi. Condivide. E non è che gli olandesi siano bolscevichi, cazzo. Il privato è sacro, la proprietà privata ancor di più, gli affari una missione, il benessere un traguardo da raggiungere per forza. Da parte di tutti. Più o meno.</p>
<p>Ma sentite questa, fratelli. In gergo olandese familiare ruffiano si dice <em>slijmbal</em> (pronuncia approssimativa: sleimbal), che letteralmente signica palla di bava. Palla di bava, sticazzi. Anche per i bambini, intendo, e con i bambini, e tra bambini, anzi soprattutto. Il termine fa parte del sopracitato lessico comune a tutti: <em>slijmbal</em>. Una semplice, modesta, di molto appiccicosa palla di bava. Cioè, dire &#8216;sei un leccaculo&#8217; al confronto è dolce stil novo. E già leccaculo è un termine fuori dalle regole, mentre slijmbal in Olanda lo dice tranquillamente la mamma al figlio in un momento di quotidiana intimità. Come è successo? Voglio dire, proprio voi, maestri della normalità, portavoce del <em>vivi sereno e portati da mangiare da casa  che alla fine è la cosa migliore</em>. Voi pionieri della tolleranza, della responsabilità, della moderazione. Una scelta inspiegabile. E mi fa ridere come un pazzo.</p>
<p>&#8220;Mamy, ho già finito i compiti. Tutto perfetto. Ho già fatto quelli della settimana prossima.&#8221;</p>
<p>&#8220;Bene. E l&#8217;iPad?&#8221;</p>
<p>&#8220;Quello grande? L&#8217;ho dato a Pietje, tanto è quello che per qualche motivo funziona peggio.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma ha due anni, sciocchino!&#8221;</p>
<p>&#8220;E allora, mamy? Lo amo così tanto che gli darei qualsiasi cosa.&#8221;</p>
<p>Mamy sorride, due iridi celesti grandi come biglioni cinesi da buca di cortile condominiale anni &#8217;80 &#8211; in Italia, ovvio.</p>
<p>&#8220;Palla di bava.&#8221;</p>
<p>No, dai. Non è bello, non va bene. Amici olandesi, ragioniamoci su. Portiamo insieme della grazia, tanta grazia all&#8217;espressione. È così comune, non possiamo farne a meno, non dobbiamo. Proviamoci insieme. Ci siamo noi qui con voi, olandesi. Siamo italiani. Non sappiamo fare quasi un cazzo ma abbiamo milioni di termini, tonnellate di sinonimi, modi di dire, gerghi, suoni, musicalità. Parliamone, davvero. Mettiamoci d&#8217;accordo. Voi ci fate ancora qualche banca, un paio di assicurazioni, magari delle infrastrutture non so. Del senso civico? Perchè no, quanto viene? Come dite, anche gratis per noi?</p>
<p>Sfere salivali.</p>
<p>(Che è già meglio, no?)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5307/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5307&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pessimismo influenzale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:00:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/sensovitabonolis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5302" title="sensovitabonolis" src="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/sensovitabonolis.jpg?w=500" alt=""   /></a>Al sesto giorno di un&#8217;estenuante influenza che ha murato in casa la famiglia intera, le pareti interne del cervello sono interamente piastrellate di inchini e di schettini, di giletti indignati e di de falchi incazzati, di decreti per la crescita e di lozioni anticaduta. Insomma, siamo arrivati all&#8217;indigestione da televisione. Uno stato tossico che può indurre incubi ma anche portare a qualche estemporanea e amara considerazione sul passato e sul futuro. In due parole: sbrocchi e ti metti a pontificare. Quello che riporto sotto è lo sfogo di mia moglie, alla quale cedo la parola.<span id="more-5301"></span></p>
<p>Ieri sera mentre guardavo uno squallido programma su Rai uno pensavo: “ecco Carlo Conti e Paolo Bonolis ce l&#8217;hanno fatta! Sono lì che cantano, ballano, intrattengono, sembrano i padroni indiscussi di un&#8217; Italia che va a rotoli. Sicuramente non hanno problemi a pagare le bollette o l&#8217;assicurazione della macchina e non si trovano a scongiurare il pericolo che gli si rompa un dente o gli si spezzi la montatura degli occhiali per paura di non riuscire a trovare i soldi per rimediare.” Poveri anche loro perché in fondo non hanno nessuna colpa, anzi al contrario cercano di far divertire la gente, di far compagnia a tutte quelle persone che non possono uscire, aiutano a far sì che il tempo transiti il più indolore possibile verso congiunture politico economiche migliori.<br />
Ogni giorno attraverso gli sfoghi di amici e parenti prendo atto delle sofferenze figlie di questa epoca, c&#8217;è chi ha perso il lavoro, chi non può più pagare il mutuo a tasso variabile, chi non può fare un altro figlio perché non saprebbe come mantenerlo, chi ha problemi con il marito depresso perché ormai senza lavoro da troppo tempo, ascolto la disperazione di chi, come si dice dalle mie parti, non ha più occhi per piangere.<br />
Eppure quelli della mia generazione sono quei ragazzini rampanti che negli anni 80 hanno fatto la vacanza della maturità negli Stati Uniti, che indossavano le Timberland, che hanno ricevuto la macchina a 18 anni, che hanno festeggiato in grande i 18 anni, indossando abiti di tafta e grandi spalline. La generazione ancora sicura che studiare legge, economia, lingue gli avrebbe garantito un futuro brillante, che non ha messo nemmeno per un istante in discussione la possibilità che nel futuro non avrebbe potuto beneficiare delle comodità a cui era abituato.. E invece no, per chi non se ne è andato, per chi un po&#8217; per vigliaccheria un po&#8217; per comodità è rimasto in questa città meridionale il destino è stato un altro.<br />
E&#8217; stato quello di fare anni e anni di pratica presso avvocati, notai e commercialisti senza vedere il becco di un quattrino stando a casa con papà e mamma, c&#8217;è chi pensava di avercela fatta perché era riuscito ad entrare nel giro politico giusto ma che via via si è ritrovato ad essere trattato peggio dell&#8217;ultimo degli ultimi magari proprio da quegli amici d&#8217;arte con i quali erano state condivise tante serate allegre ma che adesso “visto il loro ruolo” non ricordano più chi sei, mantengono rapporti strettamente professionali lasciando trapelare, non troppo velatamente, che in qualsiasi momento sei sostituibile, che tante persone pagherebbero per essere al tuo posto e bla bla bla e tu, che sai che la tua vita e quella della tua famiglia dipende da quel sudatissimo lavoro non puoi fare altro che abbozzare un sorriso amaro cercando di tenerti stretto quello che hai, soffocato, deluso, tradito.<br />
C&#8217;è chi è terrorizzato dall&#8217;influenza perché la malattia non è prevista dal contratto.<br />
Quanti quarantenni che non sanno dove stanno andando, che non hanno nessuna certezza, con prospettive di lavoro e di vita confuse, incerte, talvolta inesistenti.<br />
C&#8217;è chi decide consapevolmente o inconsapevolmente di uccidersi, in un attimo, con lo sballo di un minuto perché troppo sensibile o troppo stanco di lavorare a progetto, di non poter garantire al proprio figlio un futuro stabile.<br />
Probabilmente era impossibile costruire il proprio futuro dalle ambizioni e perché no, anche dalla arroganza che ha troppo spesso caratterizzato i ragazzi degli anni 80 ma quello che si è verificato è catastrofico.<br />
Una, due specializzazioni, master, corsi di specializzazione e di perfezionamento, abilitazioni all&#8217;insegnamento, abilitazioni per il sostegno, dottorati di ricerca e chi più ne ha più ne metta, anni e anni di studio, di sacrifici, di soldi spesi, di tempo impiegato per cosa? Per essere disoccupato, per lavorare a progetto, o per ricevere un terzo della parcella perché il cliente ha deciso così.<br />
L&#8217;Italia è una repubblica fondata sul lavoro! Stiamo aspettando un lavoro e non solo, stiamo aspettando condizioni di lavoro dignitose stabili e garantite. Ma la nostra, quella cresciuta negli anni 80, purtroppo, si è rivelata la generazione di quelli che aspettano e basta, sempre come se fossimo ancora dei ragazzini. Il destino ridicolo di chi morirà senza essere arrivato da nessuna parte, ma pensando di avere ancora tutta la vita davanti.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5301/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5301&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mappa stereotipi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kai zen a</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/artwork-mapping-stereotypes-08-560x420.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5273" title="artwork-mapping-stereotypes-08-560x420" src="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/artwork-mapping-stereotypes-08-560x420.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://alphadesigner.com/" target="_blank">Yanko Tsvetkov</a> l&#8217;ha vista giusta, non c&#8217;è che dire. Innanzitutto nel decidere di firmarsi &#8216;Alphadesigner&#8217; invece che quell&#8217;accozzaglia di consonanti stridenti del suo cognome (stiamo parlando di stereotipi, giusto Yanko? -che invece come nome proprio è davvero fico). E poi nell&#8217;aver realizzato questa serie di divertentissime <a href="http://alphadesigner.com/project-mapping-stereotypes.html" target="_blank">mappe geografiche</a> corredate di stereotipi. Alcune sono senza dubbio irresistibili, e mi fanno incazzare. Perchè non ho avuto prima io quest&#8217;idea, ridicola e geniale allo stesso tempo? Eppure i popoli e i relativi luoghi comuni io li conosco bene, con tutti i chilometri che macino sulle strade del mondo, e in geografia sono sempre stato una cima. Dico davvero. Pensate che alcuni amici di gioventù ancora oggi mi prendono per il culo per una mitica risposta che diedi durante una simpatica serata &#8216;cylum + trivial pursuit&#8217; di circa mille anni fa:</p>
<p>&#8216;Qual&#8217;è la capitale dell&#8217;Honduras?&#8217;</p>
<p>E tutti: &#8216;Sì vabbè, la capitale dell&#8217;Honduras&#8230; che gioco di merda. Dai, fai su un altro cylum, và.&#8217;</p>
<p>E io, quasi intimidito: &#8216;Tegucigalpa.&#8217;</p>
<p>Mi guardarono tutti con occhi sgranati, come se fossi impazzito, e andarono avanti sfottermi tutta la sera. Maledetti.</p>
<p>Comunque sia, l&#8217;idea l&#8217;ha avuta Tsevtkov e non Driver (che di nome fa Truck, altrettanto fico ne converrete). E io per ammirazione gli dedico un post. Bravo Yanko. È così che si fanno i soldi in modo pulito, con idee semplici e ficcanti. A differenza di molti altri che fanno i soldi in modo spregevole, non mi dai fastidio; solo un pizzico di sana invidia. Però non hai pensato alla mappa degli stereotipi delle varie regioni italiane, non è vero?  Bene, ci penso io qui sotto. Ovviamente senza carta geografica vera a propria &#8211; non scherziamo, mica sono così organizzato &#8211; ma con il solito, pratico e merdosissimo elenco a bullet point.</p>
<p>Enjoy (e rosicate).</p>
<p>*Piemonte : tristi monarchici</p>
<p>*Valle d&#8217;Aosta: Franzoni</p>
<p>*Lombardia: sclerati impazienti</p>
<p>*Veneto: prosecco</p>
<p>*Trentino-Alto Adige: crucchi paraculi</p>
<p>*Friuli: freddo cane</p>
<p>*Liguria: belìn</p>
<p>*Emilia-Romagna: coop rosse</p>
<p>*Toscana: palio e vino bono</p>
<p>*Umbria: San Francesco e Amanda Knox</p>
<p>*Lazio: è tutto un magna magna</p>
<p>*Marche: sì vabbè, questi vivono nel mondo di Mulino Bianco&#8230;</p>
<p>*Abruzzo: Di Pietro e pecore</p>
<p>*Molise: il Molise non esiste. Conoscete per caso un molisano?</p>
<p>*Puglia: mangiacozze Avetrana</p>
<p>*Campania: munnezza</p>
<p>*Basilicata: sassi, tanti sassi</p>
<p>*Calabria: abusi edilizi</p>
<p>*Sicilia: mafia e cannoli</p>
<p>*Sardegna: pastori testardi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5263/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5263&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Kai Zen &amp; Simone Sarasso a gran velocità verso Bressanone</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaizenj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani sera alle 20:00, al centro giovani Connection di Bressanone in via Ponte Widmann l&#8217;accoppiata Kai Zen&#124; Sarasso torna a calcare le scene. Dopo New York, Boston e Toronto il Sudtirolo (!).A questo punto non ci resta che (ri)pubblicare un breve estratto da La guerra di Teo, il nostro racconto parallelo al graphic novel di Simone, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5284&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="UWS" src="http://imgjam.com/albums/s46/46672/covers/1.0.jpg" alt="" width="276" height="276" />Domani sera alle 20:00, al <a href="http://it-it.facebook.com/pages/Centro-Giovani-Connection-di-Bressanone/218594264824086">centro giovani </a>Connection di Bressanone in via Ponte Widmann l&#8217;accoppiata Kai Zen| Sarasso torna a calcare le scene. Dopo New York, Boston e Toronto il Sudtirolo (!).A questo punto non ci resta che (ri)pubblicare un breve estratto da La guerra di Teo, il nostro racconto parallelo al graphic novel di Simone, <a href="http://reignofsterling.blogspot.com/">United We Stand</a>, ambientato proprio ai piedi del Rosengarten e che potrebbe fare il paio con questo  vecchio <a href="http://kaizenology.wordpress.com/2010/09/04/io-li-odio-i-nazisti-dellillinois-ma-anche-la-bolzanesita/">post</a>.</p>
<p><strong>Dal bollettino della brigata <a class="zem_slink" title="Andreas Hofer" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Andreas_Hofer" rel="wikipedia">Andreas Hofer</a>, “La guerra di Teo” 17 maggio 2013</strong></p>
<p>Dopo la carneficina di Roverè e la morte di Tetano ci aggiriamo per il rifugio come cani rabbiosi in gabbia. Herbert si è scolato una dozzina di lattine di birra davanti al pertugio da cui dominiamo la valle. È in attesa di qualcosa che non c’è.<br />
Siamo rimasti io e lui per il momento. Ci hanno contattato due ragazzi ladini scampati alla strage di Corvara. Ci raggiungeranno al punto di incontro d’emergenza della Brigata. Il santuario.<span id="more-5284"></span><br />
Ho freddo. Non so se è il brusco calo di temperatura di questi giorni o qualcosa che sale da dentro. Ho cercato una coperta o un giubbotto in alcuni bauli e sotto una branda. Ho trovato la valigia di Davide Guerra. A lui non serve più. Dentro, un beauty-case con spazzolino e dentifricio, un k-way, un maglione, un paio di jeans, una copia devastata de “L’unico e la sua proprietà”, un mazzo di penne bic e un moleskine appena iniziato. Non ho potuto fare a meno di leggere i suoi appunti brevi e confusi. Ho provato un senso di spaesamento. Ho tremato.<br />
Cosa sto facendo qui? Non sono l’unico a chiederselo. Riporto quanto ha scritto Davide. Non so perché. Ma sento che devo farlo. Mi rendo conto di quanto poco conosciamo gli altri. Di quanto poco capiamo gli altri. Con Guerra ho scambiato qualche parola da quando è cominciato tutto questo. Non lo conoscevo nemmeno prima, ma sembrava un ragazzo gentile, con una buona parola per tutti. Ora è carne morta. E io sento di dover quasi tirare un sospiro di sollievo. Capirò, se ci sarà QUALCOSA da capire, solo quando tutto sarà finito. Se non mi ammazzeranno prima e se non perderò la testa nel frattempo.</p>
<p>Italiano di merda. Walsche. Ancora con queste cazzate. Se sono qui non è per una questione di patria. E così<br />
come me molti altri. Tedeschi, ladini, italiani. È lo stesso. Nessuno di noi, o quasi, ha mai badato a queste<br />
stronzate fino a ora. Sono questioni rimaste irrisolte per molti, troppi anni, questioni politiche alimentate da quattro vecchi del cazzo. Fasci da una e dall&#8217;altra parte. Menti così strette che al confronto il buco del culo di un passero sembra il tunnel del Brennero. Eppure rieccoci. Italiano di merda.<br />
Per cosa combatto? Per il Sudtirolo libero? Libero da cosa? Se ancora i miei compagni, dopo tutto quello che è successo mi chiamano italiano di merda e mi guardano storto.<br />
C&#8217;è stato un tempo, in cui io, anarchico per gioco, bevevo allo stesso tavolo dei “punk rurali”, ragazzi di lingua tedesca figli di contadini milionari che studiavano filosofia a Vienna e Berlino. Con loro sognavamo una Bolzano diversa. Volevamo un centro sociale occupato, uno come quelli visti nelle città grandi, volevamo concerti, cinema, librerie, musei&#8230; parlavamo – in italiano perché io il tedesco lo parlo malissimo anche se l&#8217;ho studiato tutta la vita, dall&#8217;asilo alle superiori – di libertà, ma non facevamo altro che ubriacarci a caraffe di zibibbo in uno squallido bar del centro o suonare in qualche garage convinti di essere i nuovi Nirvana, convinti che questa città pidocchiosa fosse Seattle. E poi via, chi a Bologna, chi a Innsbruck, chi a Padova e chi a Trento. Chi addirittura a Londra.<br />
Troppi soldi. Troppi davvero per un posto che non sa come spenderli, per un posto dove la cultura la fanno le istituzioni, pure quella alternativa. Sbadigli, sbadigli e ancora sbadigli. Qualche chiavata in campagna vicino all&#8217;ospedale ma non con le ragazze italiane. Le ragazze italiane se la tirano. Si truccano, si vestono di tutto punto, sono sexy ma non la danno. Mi sono sempre chiesto per quale cazzo di motivo si mettessero in ghingheri, come se avessero un invito per la premiazione degli oscar (del porno) per andare al bar sotto casa se poi, al momento di divertirsi, si tirano sempre indietro&#8230; Che città del cazzo. Che posto del cazzo. E allora perché combatto? Per chi? Per cosa?<br />
Italiano di merda. Fanculo. Ti sparerei nei coglioni, se non fosse che forse hai ragione.<br />
Italiano di merda.<br />
Non saremmo mai dovuti venire qui. I miei nonni, con le pezze al culo dal Veneto, in fuga dall&#8217;alluvione del Polesine e con la speranza di un lavoro alle acciaierie, con il Duce che regalava loro una casa alle Semirurali, a Shanghai. Che tempi.<br />
Ricordo il vecchio che mi raccontava di come dovesse attraversare tutta la città da via Parma fino alla stazione per poi dover rifare lo stesso percorso a ritroso sull&#8217;altra riva del fiume per arrivare in fabbrica, perché c&#8217;era un solo ponte per attraversare l&#8217;Isarco. Ponte Loreto.<br />
Ogni volta che ci passo immagino le processioni grigie di operai, con la schiena dritta e lo sguardo fiero, alle cinque del mattino con -15° e il fiume congelato e poi penso a quelli di oggi con la bmw, con le rate della bmw, che con lo sguardo spento e la schiena curva si trovano al New Pub, al Fantasy, al Bar Corso, a La Destra, al Bar 8 a brindare alla fine del “governo comunista” più breve delle storia, a gridare “Eia Eia Alalà”.<br />
Per chi combatto allora? Per qualche fottuto nostalgico del Kaiser? Per qualche nazista separatista di ‘sta minchia, per i contadini con i soldi che gli escono dal culo – neanche le loro mele del cazzo, pagate con le nostre tasse, fossero d&#8217;oro – per i punk rurali che sono rimasti a Vienna e a Berlino a parlare di anarchia e a tirare di speed? Per i miei compagni che mi chiamano Walsche? Per difendere la città bomboniera e i suoi privilegi? Per le bolzanine che se la tirano talmente tanto da averla più secca di una pietraia? Per la sezione ladina della Brigata che è stata spazzata via mentre difendeva i suoi privilegi e suoi alberghi di lusso a Corvara?<br />
Fanculo. Combatto perché non posso fare altro. Perché altrimenti la mia vita sarebbe solo un trascinarsi di bar in bar e da quando ho fatto saltare la testa a un fascio mi sento vivo.<br />
Teo dice che l&#8217;orrore è arrivato. Bene per me l&#8217;orrore è stata la vita sotto vetro che ho passato in Sudtirolo. E allora Sudtirolo libero, libero da sé stesso. E quando avrò finito di ammazzare i fasci, ammazzerò anche i miei compagni facendomi saltare in aria assieme a loro. Tedeschi di merda.</p>
<p>RVM 00:00-rec</p>
<p>La telecamera inquadra un taccuino chiuso appoggiato su un letto. Le mani dell’operatore lo aprono, la calligrafia è incerta, tremante. Il fuoco va e viene. Zoom sulla parola “libero”.</p>
<p>Stop-1:02</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://kaizenology.wordpress.com/2012/01/18/kai-zen-simone-sarasso-a-gran-velocita-verso-bressanone/"><img src="http://img.youtube.com/vi/KFyeyWqC03A/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://kaizenology.wordpress.com/2012/01/18/kai-zen-simone-sarasso-a-gran-velocita-verso-bressanone/"><img src="http://img.youtube.com/vi/EJ1BkNOTJJc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5284/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5284&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>IN TV CONTA LA VECCHIA</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 05:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kai Zen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Spesso si sente dire in giro che la televisione italiana fa schifo, che la fiction italiana non è al livello di quella di altri paesi, ma raramente si spiega anche il perché con esempi pratici. Proviamo a farlo qui con un esempio pratico che coinvolge me e i Kai Zen direttamente, o quasi. Scrivendo questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5268&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/lando-buzzanca-io-e-mio-figlio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5269" title="Lando-Buzzanca-Io-e-mio-figlio" src="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/lando-buzzanca-io-e-mio-figlio.jpg?w=300&#038;h=226" alt="" width="300" height="226" /></a> Spesso si sente dire in giro che la televisione italiana fa schifo, che la <a class="zem_slink" title="Fiction" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fiction" rel="wikipedia">fiction</a> italiana non è al livello di quella di altri paesi, ma raramente si spiega anche il perché con esempi pratici. Proviamo a farlo qui con un esempio pratico che coinvolge me e i Kai Zen direttamente, o quasi. Scrivendo questo post renderemo pubblico, e pertanto forse fuori mercato in via definitiva, un nostro soggetto per una fiction televisiva, ma se la nostra intuizione è corretta, quel soggetto è fuori mercato comunque, per cui poco male.<span id="more-5268"></span><br />
La voglia di scrivere questo post mi è venuta un paio di domeniche fa, quando ho visto le prime due puntate de “Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_restauratore_(serie_televisiva)">restauratore</a>”, fiction di Rai 1 con <a class="zem_slink" title="Lando Buzzanca" href="http://www.imdb.com/name/nm0125627/" rel="imdb">Lando Buzzanca</a> che interpreta un ex poliziotto ed ex galeotto finito a fare il restauratore che, per non precisati motivi, ha il dono paranormale di vedere immagini passate e future connesse agli oggetti che tocca per mestiere. Ovviamente sfrutterà il suo dono per aiutare la gente in un crescendo di buonismo ecumenico. Il prodotto in sé parte da un&#8217;idea discreta quanto non nuova, ma la realizzazione è tipica del prodotto medio televisivo di casa nostra, visto che procede incurante di evidentissime carenze di sceneggiatura, salti logici, situazioni improbabili e troppi personaggi macchiettistici.<br />
Che te lo sei visto a fare, direte voi: una cosa del genere si capisce dopo tre minuti. Vero, ma avevo un motivo personale per sottopormi alla prova. Alcuni anni fa, infatti, mi venne in mente un&#8217;idea per una fiction che aveva molti punti in comune con questa, seppure credo un poco più originali. Si trattava della storia di un antiquario un po&#8217; luciferino che si interessa di oggetti curiosi che, puntata dopo puntata, danno l&#8217;occasione di sciogliere intrecci misteriosi legati ai loro proprietari (trama verticale) e anche di rivelare qualcosa del sibillino antiquario (trama orizzontale). Ne parlai con J, quello fra i miei soci più propenso a scrivere su commissione e a cazzeggiare con trame e personaggi, e sviluppammo lo spunto fino a creare un concept della serie e un abbozzo di prima puntata (quello che vedete sotto). Lo abbiamo limato insieme agli altri soci Kai Zen e, sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo, giacché c&#8217;eravamo, abbiamo anche messo a punto un&#8217;altra mezza dozzina di progetti del genere nel corso dei mesi/anni seguenti. L&#8217;anno scorso, dopo averli raffinati e riscritti, ne abbiamo parlato al nostro agente, che si è mostrato interessato. Riguardo a quello dell&#8217;antiquario (Il signore delle cose, secondo il nostro titolo), l&#8217;agente ci disse che era bello ma che stavano già facendo una cosa simile. Quando sono andato in giro su internet a cercare notizie in proposito ho trovato addirittura che il protagonista della fiction in preparazione aveva perfino un nome quasi uguale a quello della nostra, Basilio il restauratore e Basileo il nostro antiquario. Il nome in questione lo avevo scelto perché è un nome tradizionale della mia famiglia e questa ulteriore coincidenza mi ha lasciato basito, come direbbero gli sceneggiatori di Boris. Con questo chiariamo subito che qui non si intende affatto accusare nessuno di plagio, il soggetto non lo avevamo ancora fatto girare e le somiglianze dimostrano solo che le idee originali non esistono (il nostro per esempio si ispira a Cose preziose di <a class="zem_slink" title="Stephen King" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_King" rel="wikipedia">Stephen King</a>) e che, forse, certe suggestioni sono nell&#8217;aria e capita che vengano colte e sviluppate in modi diversi da persone diverse nello stesso periodo. Questione di memi, forse.<br />
Intanto i nostri soggetti sono stati sottoposti a qualche casa di produzione, ma nulla, a parte qualche complimento, si è concretizzato. Il fatto è che le case di produzione dovrebbero sviluppare progetti da vendere ai canali TV, che poi sono quelli che hanno i soldi, ma al momento di soldi ne girano pochi, i canali digitali, che sono quelli che produttivamente osano di più, vivacchiano sempre peggio e dunque producono sempre meno, mentre la TV generalista parte dal presupposto che il suo telespettatore medio sia un vecchio rincoglionito per il quale non vale la pena sforzarsi a scrivere e realizzare bene un programma. Magari gli autori sono pure bravi, ma dalla loro scrivania a quella dei Del Noce di turno, di passaggio in passaggio, il soggetto viene strapazzato, semplificato, banalizzato, sceneggiato a calci nel sedere e recitato coi piedi, tanto “è per la Tv”. Questa è la cosa che fa più arrabbiare: trattano gli spettatori come bambini idioti ai quali si può dare a bere qualsiasi cosa. Basta dare un&#8217;occhiata alle decine di fesserie presenti in una qualunque puntata di questo “Restauratore” o di “Anna e i cinque”, di “Non smettere di sognare” e di decine di altre. Basta vedere come ogni semplicissimo passaggio di trama venga sottolineato venti volte con i peggiori stratagemmi (infodumping, commento a voce alta del protagonista quando è solo ecc.) per evitare che quel vecchio rincoglionito dello spettatore medio se lo perda perché è distratto, legge il giornale, sta al cesso o se è donna sta stirando (cosa che ci venne detta in un’occasione; evidentemente nella mente di chi fa Tv gli uomini leggono il giornale e le donne stirano, invariabilmente&#8230;). La fiction nostrana deve solo essere rassicurante, piena di “italiani brava gente” e priva di qualsiasi spunto che induca a un impegno intellettuale anche minimo, perché “la gente che guarda la Tv si vuole distrarre, non vuole pensare&#8230;” ecc. Come se pensare senza spegnere il cervello fosse un&#8217;attività mostruosamente faticosa che ti impedisce di staccare dai problemi quotidiani. Insomma il perturbante, l’<a class="zem_slink" title="Uncanny" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Uncanny" rel="wikipedia">Unheimlich</a> freudiano, ciò che non è familiare, è bandito, proibito, vietato, dimenticato, debellato. Eppure è uno dei motori fondanti e fondamentali di ogni narrazione che si rispetti.<br />
In un ormai lontano passaggio televisivo di una Canzonissima del &#8217;71 <a class="zem_slink" title="Alberto Sordi" href="http://www.imdb.com/name/nm0814773/" rel="imdb">Alberto Sordi</a>, prendendo in giro Corrado, gli fece notare come lui aveva successo perché faceva tenerezza alle vecchiette. La battuta finale era più o meno “A Corra&#8217;, pe&#8217; la televisione<a href="http://www.youtube.com/watch?v=bem0aZgA_2M"> QUELLO CHE CONTA E&#8217; LA VECCHIA</a>!&#8221;</p>
<p>Ecco, mi pare che i dirigenti di oggi non si discostino molto da quel principio. Vero che potrebbero avere ragione visto che le fiction che ho appena citato, malscritte e peggio recitate, hanno un buon successo. Ma è pure vero che anche i buoni prodotti hanno successo, le poche volte che arrivano alla TV generalista, vedi Doctor House, Lost, <a class="zem_slink" title="Desperate Housewives" href="http://www.imdb.com/title/tt0410975/" rel="imdb">Desperate Housewives</a> o <a class="zem_slink" title="The Best of Youth" href="http://www.imdb.com/title/tt0346336/" rel="imdb">La meglio gioventù</a> di <a class="zem_slink" title="Marco Tullio Giordana" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marco_Tullio_Giordana" rel="wikipedia">Marco Tullio Giordana</a> e Fuoriclasse con la Littizzetto, per citare qualche produzione italiana di livello più elevato (per quanto non esente da pecche), senza contare i cosiddetti cult come Boris o il caso <a class="zem_slink" title="Romanzo Criminale" href="http://www.imdb.com/title/tt0418110/" rel="imdb">Romanzo Criminale</a> (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi davvero lunga su contenuto, messaggio e ricezione degli stessi). Il pubblico forse è meno scemo di come lo dipingono loro, e comunque impara in fretta se gli si dà l&#8217;opportunità di raffinare il gusto.</p>
<p>Sarebbe allora il caso di credere un po&#8217; di più nel gusto e nell&#8217;intelligenza del pubblico. Anche perché “la vecchia” non può vivere per sempre e le modalità di fruizione dei media cambiano giorno dopo giorno. I dirigenti di oggi potrebbero trovarsi molto velocemente col culo per terra domani, se non stanno al passo.<br />
Qualcuno potrebbe dire che sputiamo nel piatto in cui mangiamo, ora a parte che non abbiamo mai mangiato da quel piatto, ci sembra che siano i produttori e le reti televisive a sputare nel piatto in cui mangiano, ossia quello di chi scrive. È questione di plusvalore marxista, al solito.<br />
Riportiamo sotto il soggetto del nostro “Il signore delle cose”, tanto per dare una forma concreta a tutte &#8216;ste chiacchiere qui sopra.<br />
(Dice, ma ve la bruciate così? Sì, embe&#8217;? È roba nostra, avremo il diritto&#8230;)<br />
La Perle ai Porci Productions presenta</p>
<p>Il Signore delle Cose<br />
(concept e sommario indicativo della prima puntata)<br />
In un’appartata ma centrale calle di Venezia (ma potrebbe essere anche un’altra città per esigenze di produzione, con eventuale preferenza per Torino, per questioni di atmosfera), c’è un piccolo negozio di antiquariato e bric-à-brac. Curiosamente, accanto a pezzi di grande valore, in questo negozio ce ne sono altri molto meno importanti ma sempre antichi. L’atmosfera del locale è elegante ma eccentrica e permeata di un’aura misteriosa. Il negozio si chiama Il Signore delle Cose.<br />
Il proprietario è Basileo Aragona, un uomo misterioso come il suo negozio, un po’ luciferino, che predilige i toni ambigui. (potrebbe/dovrebbe essere: alto, pelato, sopracciglia a freccia, vestito di tweed). Vive nella sommessa piccola storia delle cose.<br />
Le cose non sono solo cose, hanno una storia spesso molto più lunga e interessante delle singole persone che le hanno possedute, hanno uno spirito, un carattere, un destino.Questa è la filosofia di Basileo, la filosofia del signore delle cose. Basileo è spesso attratto da oggetti strani, incongrui, che rispecchiano il carattere del negozio, antichi ma non necessariamente preziosi. Insieme ai suoi aiutanti li ricerca e raccoglie per la collezione di un cliente che non si vede mai. Gli oggetti, uno per puntata, saranno (per esempio) una bambola del primo Novecento, una prima edizione autografata di Alice nel paese delle meraviglie, una maschera funeraria, un calcolatore meccanico ecc. Questa ricerca detterà il Leitmotiv del serial.<br />
Una puntata tipo funziona così.<br />
In un prologo, che può anche essere un flashback molto risalente nel tempo, si vede l’oggetto della puntata, per esempio una bambola Lenci (bambole di pezza del primo Novecento che oggi sono preziosi oggetti da collezione), e un evento cruciale della vita di uno dei suoi proprietari a esso legato:<br />
Un uomo vestito alla moda d’inizio secolo regala la bambola a una bambina. Nella scena successiva si vede la bambina ammalata a letto (persone preoccupate intorno e un medico che scuote la testa parlando coi genitori). La bambola incombe inquietante sul letto della bimba da sopra una toeletta, come se fosse un presagio di morte. Fine del flashback.<br />
Da qui in poi parte il tempo presente con il protagonista, Basileo, che parla di quella bambola ai suoi aiutanti (descritti sotto). Ha ricevuto mandato da un committente di cui non può rivelare il nome di trovare quella bambola (le bambole Lenci sono tutte classificate e magari si può aggiungere un particolare che la distingua dalle altre). Le ultime tracce che si hanno della bambola risalgono al precedente proprietario: la bambola compare nel catalogo della collezione privata di un collezionista scomparso nel nulla due anni prima. Basileo e i suoi aiutanti (ma Basileo più che altro agisce a distanza e raramente di persona, un po’ come Nero Wolfe) indagano andando a parlare con parenti e collaboratori del collezionista. Il curatore del patrimonio dello scomparso ha inserito quel particolare “pezzo” nell’inventario compilato su ordine del tribunale, ma, ora che a due anni dalla scomparsa si sta procedendo all’apertura della successione, stranamente la bambola non si trova. Fra i parenti e gli amici del collezionista emergono strani legami ed omertà, apparentemente riconducibili a poco rassicuranti pratiche di magia nera. Corre voce che quella bambola portasse sfortuna e pare che durante una seduta spiritica lo stesso collezionista avesse appurato che la bambola era in origine stata regalata a una bambina da un amico e socio di suo padre che di lì a poco lo stesso padre aveva denunciato per frode, rovinandolo. L’uomo accusato di frode era a sua volta dedito a pratiche di magia nera. Si insinua il sospetto di una maledizione risalente all’inizio del secolo scorso che si sia poi trasmessa di proprietario in proprietario. In realtà, si scoprirà che la maledizione è una bufala, il collezionista è stato ucciso da una parente che voleva impadronirsi dei suoi beni, ma che, non essendo prossima in linea di successione (e proprio per questo in principio non era stata sospettata), aveva preferito far sparire il cadavere e poi far nominare curatore un suo amante in modo da avere il tempo nei due anni che per legge devono passare prima dell’apertura della successione, di far sparire i pezzi più pregiati della collezione. Va da sé che non c’era nessuna maledizione, la bambina dei primi del Novecento era morta per una malformazione cardiaca congenita precedente al regalo “maledetto”, e tutta la storia era stata architettata dai due colpevoli per creare un alone maledetto sull’eredità e indurre i legittimi eredi a starne il più possibile lontani.<br />
Gli aiutanti di Basileo sono Matteo Berenson, un ricercatore di antichità, sorta di investigatore degli oggetti, colto, raffinato, distrattissimo e umanamente ingenuo ma coraggioso; Cleto (diminutivo di Anacleto) Bresci, un restauratore perfezionista fissato, un nerd dell’artigianato, puntiglioso e bizzarro, sedicente discendente dell’anarchico regicida Gaetano Bresci;<br />
Dora Kropp una esperta d’arte che si rivelerà una detective delle assicurazioni in incognito (da questa linea narrativa, volendo, possono originarsi equivoci e sospetti fino all’ultima puntata), incaricata di indagare su Basileo che è sospettato (ingiustamente) di un traffico illecito di opere d’arte; Ólafur Arnaldson, islandese, diplomato dell&#8217;accademia delle belle arti nel suo paese, sta seguendo un master in restauro e antiquariato a Venezia. Ha conosciuto Il Signore delle Cose quasi per caso, aggirandosi per la città appena trasferito. Ha frequentato il negozio, entrando misteriosamente nelle simpatie di Basileo(che non da confidenza quasi a nessuno, ma che con Ólafur si è dimostrato da subito stranamente in sintonia. Basileo conosce, anche in questo caso misteriosamente, un po&#8217; di islandese e parla spesso con il ragazzo nella sua lingua.) Ólafur passa sempre più spesso a trovare l&#8217;antiquario all&#8217;ora del té. Alla fine del master, il ragazzo è in cerca di uno stage e con sommo sbigottimento degli altri collaboratori viene preso a bottega da Basileo(che, scopriremo nel corso delle puntate, scorge in lui il suo stesso talento per riconoscere l&#8217;anima degli oggetti a prescindere dal loro valore commerciale, il “dono”, e vede nel giovane islandese un possibile erede&#8230;</p>
<p>Tutti i personaggi sono legati a filo doppio alla figura dell&#8217;antiquario. Le loro storie e vicende personali saranno ricollegabili, nel corso della serie (come sottotrama) a un oggetto in possesso o in transito dal Signore delle Cose. Tutti prima o poi dovranno fare i conti con il loro passato e confrontarsi anche drammaticamente con Basileo. In seguito alle rivelazioni sul passato e la provenienza degli oggetti legati a Ólafur (la prima croce arrivata in Islanda con i missionari medioevali), Dora (una moneta bucata), Matteo (una lente di ingrandimento molto antica) e Cleto (la pistola dell&#8217;antenato regicida) i rapporti con Basileo cambieranno. Chi voleva tradirlo, per esempio, lo salverà dal voltafaccia di un amico insospettabile.<br />
Ogni puntata potrebbe essere raccontata dal punto di vista di uno loro, anche se in sinergia con gli altri (seguire un cliente, cercare l&#8217;oggetto, valutarlo, indagare ecc.) e cominciare con l&#8217;immagine del loro oggetto personale. All&#8217;inizio sarà semplicemente un indizio vago per gli spettatori per poi trasformarsi nel cardine delle storie personali e delle sottotrame dedicate ai quattro. Ogni puntata avrà un registro narrativo / visivo ricorrente diverso (uno per ogni personaggio) in modo da esplorare i vari punti di vista, vite private, passato e caratteri dei “nostri” e affezionarsi alle loro doti positive e negative.</p>
<p>La casa di Basileo non l’ha mai vista nessuno dei quattro, nemmeno l&#8217;islandese, ma si vocifera che sia un museo incredibile e che lui vi riceva sempre strane visite. In ogni puntata, come abbiamo visto, si cerca un oggetto che via via rivela qualche storia fosca o strana dei proprietari, porta a galla segreti ecc. Inframmezzate a ciò, come linea narrativa che unisce le varie puntate, si possono intessere le sottotrame, i tormentoni e le storie dei singoli collaboratori e, specialmente, i loro sforzi per capire &#8211; ognuno col suo stile, per i propri motivi e con le varie dinamiche fra loro &#8211; chi è davvero la persona per cui lavorano e chi è questo misterioso committente che viene citato in ogni puntata. Qual è lo scopo finale della raccolta di oggetti strani del signore delle cose? Basileo è un ladro, è solo un tipo strano o è una specie di dio minore?<br />
Due possibili finali. Soluzione razionale: Basileo vuole ricostituire la collezione di oggetti che era presente nella stanza di sua figlia, uccisa anni prima durante un furto con casa svaligiata. Nessuno degli oggetti venne mai ritrovato e lui da un lato vuole riavere le cose e dall’altro risalire al responsabile della sua tragedia personale. Soluzione irrazionale: lui è davvero un dio minore o una sorta di stregone che può recuperare da alcuni oggetti, particolarmente amati in vita dal loro proprietario, l’anima, o una porzione del respiro vitale di quest’ultimo che, secondo varie credenze esoteriche, vi rimarrebbe attaccata dopo il decesso del corpo. Basileo potrebbe essere in grado di far tornare alla vita per pochi minuti persone morte in modo da farle parlare coi loro cari l’ultima volta, ma solo se ha a disposizione un oggetto preferibilmente antico, un manufatto anteriore alla plastica, per esempio, appartenuto e amato da quelle persone.</p>
<p>Un possibile cliffhanger per un eventuale seguito, potrebbe essere il cambio di consegna tra Basileo e Ólafur Arnaldson e la partenza del primo per un viaggio (alla ricerca di un oggetto) proprio in Islanda.</p>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 07:00:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/area-c-strillo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5254" title="area-c-strillo" src="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/area-c-strillo.jpg?w=300&#038;h=216" alt="" width="300" height="216" /></a>Mi fanno ridere quelli che in questi giorni si lamentano o parlano male dei nuovi provvedimenti della giunta milanese per combattere la congestione del traffico in città e l&#8217;aria pessima e dannosa per la salute dei cittadini. Vero, devo ammettere che spesso mi sembra sia solo un semplice, annoiato <em>pour parler</em> o un gergo molto alla moda a queste latitudini: protestare sempre ma non essere mai disposti a cambiare nulla veramente. Che poi, come scrissi una volta, credo sia una vera e propria <a href="http://kaizenology.wordpress.com/2010/09/06/strategia/" target="_blank">strategia</a>. <span id="more-5252"></span></p>
<p><em>Pour parler</em> o moda, quindi, ma non solo. C&#8217;è anche tra i cittadini brontoloni tanta stanchezza mentale per lo scempio tutto intorno (la capisco), poca fiducia nelle istituzioni (capisco anche questa) e palate di italica, cristallina ipocrisia (ecco, questa invece mi sta sul cazzo). La stessa che sta nel controsenso tra la proclamata crisi di oggi e il fatto che villaggi vacanze e settimane bianche siano tutti esauriti, e che per le bmw ci voglia la lista d&#8217;attesa in concessionaria. Ipocrisia del cazzo, nulla più e nulla meno. Fastidiosa, non trovate? Insopportabile, per un autotrasportatore ruspante come il sottoscritto. Ma andiamo con ordine; chi oggi si oppone all&#8217;Area C e in generale ad AZIONI per cambiare le cose - e non solo borbottii - mi provoca effetti diversi, a differenti gradazioni di fastidio:</p>
<p>-mi fa ridere; come quelli che dicono che così il SUV paga come la Cinquecento e quindi trotskisticamente parlando non è giusto. Ehm, amico, le polveri sottili che ti distruggono i polmoni non è roba per ricchi né per poveri. Né di destra né di sinistra. Sono veleni, e come fare per diminuirli? O abbassi il riscaldamento pompato a mille per i maledetti vecchi che popolano i condomini milanesi e che amano svegliarsi a temperature tropicali dopo il riposino post-pranzo, o dimunuendo il fottuto traffico. E come diminuiamo il fottuto traffico, babbione di un cittadino che ti lamenti sempre? Indicendo un gioco a premi? Intonando una canzone? O magari martellando chi non vuole schiodare il culo dalla propria lurida automobile? Risponditi da solo. E ricorda: fai ridere <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>-mi fa incazzare; come quelli che protestano per tutto quello che non funziona  &#8211; e c&#8217;è da sbizzarsi, invero &#8211; e poi protestano per ogni azione determinata a provare, e dico provare, a migliorare le cose. Sempre meglio che non fare nulla, no? Di certo meglio che tre decenni di vergogna assoluta nella gestione della città. Mentre le altre città nel mondo scavavano buchi per linee metropolitane, usavano i soldi delle tasse per migliorare le cose, studiavano l&#8217;urbanizzazione e lo sviluppo del territorio, a Milano si lottizzavano gigantesche aree per farne parcheggi auto (richiamando di fatto auto e auto e ancora auto in centro città- incredibile&#8230;), ci si imboscavano mazzette, si concedevano lussuose consulenze ad amici e conoscenti, si tagliavano nastri per inaugurazioni inesistenti e si permetteva a modelle e impuniti vari di fare che quel cazzo che volevano in città. Vi andava bene così, cittadini che vi lamentate oggi? Volete ancora quel disgustoso medioevo? Oppure sarà il caso che &#8216;sta città con mille potenzialità esca un poco dal guscio e cominci a essere bella sul serio? Boh, vedete voi, in tutta onestà (io sono di <a href="http://kaizenology.wordpress.com/2011/09/18/sistema-sesto/" target="_blank">Sistema Sesto</a> e ho già le mie belle beghe)</p>
<p>-mi fa abbastanza schifo; come quelli che in verità non vogliono risolvere affatto il problema del traffico congestionato e criminale, non vogliono un paese normale dove chi attraversa le strisce non rischia la vita, chi va a scuola non viene schiacciato dalle strafottenti macchine degli altri, chi fa le cose per bene non se la piglia sempre in quel posto. Non gliene frega niente a questi di polveri sottili, tossi, malattie, disagi, invivibilità. A loro interessa solo di loro stessi, e il venerdì, dopo aver sudato la pagnotta settimanale, ci sgommano in faccia e se ne scappano nelle loro case di villeggiatura, sui laghi, al mare o in campagna. Scappano e non gliene può fregare di meno. Figurarsi se sono disposti a usare meno e in modo piu civile la macchina.</p>
<p>Ma voi non ascoltate questi brutti e cattivi, amici di kaizenology di Milano e dintorni. Cambiate semplicemente abitudini e cercate di andare e spostarvi in città coi mezzi pubblici. Semplice. L&#8217;unica cosa da fare.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://kaizenology.wordpress.com/2012/01/12/area-c/"><img src="http://img.youtube.com/vi/gtlqOhMJfAk/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5252/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5252&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Chiuditi a riccio</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buongiorno. Il camionista è tornato, ma adesso non ha tempo. Però vuole fare un tributo a Duccio Patanè e a suoi saggi consigli. Non leggete più nulla. Chiudetevi a riccio. Rock&#8217;n'roll!<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5247&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno.</p>
<p>Il camionista è tornato, ma adesso non ha tempo. Però vuole fare un tributo a Duccio Patanè e a suoi saggi consigli.</p>
<p>Non leggete più nulla.</p>
<p>Chiudetevi a riccio.</p>
<p><em>Rock&#8217;n'roll!</em></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://kaizenology.wordpress.com/2012/01/10/chiuditi-a-riccio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/3LudM228-kA/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5247/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5247&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Caro Babbo Natale (in ritardo)</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaizeng</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Babbo natale, sono io. Sono quel bambino che una trentina abbondante d’anni fa ti scriveva quelle lunghe e presumibilmente pallosissime lettere di tre pagine, piene zeppe di tediose richieste. Che non hai mai esaudito. Ecco, ti propongo di rifarti adesso. Ascoltami. E prendi nota. Vorrei tutti i libri che per mancanza di tempo non riesco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5240&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/11709b_babbo-bastardo_rc_visore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5241" title="11709b_BABBO BASTARDO_RC_visore" src="http://kaizenology.files.wordpress.com/2012/01/11709b_babbo-bastardo_rc_visore.jpg?w=300&#038;h=172" alt="" width="300" height="172" /></a>Caro Babbo natale,</p>
<p>sono io. Sono quel bambino che una trentina abbondante d’anni fa ti scriveva quelle lunghe e presumibilmente pallosissime lettere di tre pagine, piene zeppe di tediose richieste. Che non hai mai esaudito. Ecco, ti propongo di rifarti adesso. Ascoltami. E prendi nota. Vorrei tutti i libri che per mancanza di tempo non riesco a leggere. Vorrei regalarne qualcuno. Vorrei che chi prende decisioni leggesse un po’ più spesso, giusto per capire come cammina il mondo. Vorrei che chi prende decisioni camminasse un po’ più sovente a piedi, giusto per rendersi conto della sostanziale inutilità della sua carica e della sua persona. Vorrei che chi prende decisioni per una volta <span id="more-5240"></span>lo facesse nell’interesse di una città offesa e vilipesa, piuttosto che del suo orticello elettorale. Vorrei che i diritti tornassero ad essere diritti e non favori. Vorrei che i doveri tornassero di moda. Vorrei vivere in una città normale, con concittadini normali, magari barattando un po’ della cialtroneria e della spacconeria meridionale che ci contraddistingue con un pizzico di tristanzuola austerità elvetica, o di civiltà e pragmatismo scandinavi. Vorrei che a dirmi come si sta al mondo siano persone che sanno come si sta al mondo, non una manica di fancazzisti, intrallazzini, sottopancia, raccomandati e cose inutili. Vorrei svegliarmi il 26 dicembre e scoprire che questi anni sono stati un brutto sogno. Ma ho la sgradevole impressione di essermi rivolto alla persona sbagliata. Qui ci vorrebbe Dio in persona. Altro che Babbo natale.<br />
Alessio Caspanello</p>
<p>Caro Alessio,</p>
<p>io non so se Dio esista, ma Babbo Natale di sicuro sì, visto che sono io. Ti sei dunque rivolto alla persona giusta. Almeno di questo mi sono convinto, visto che il vestito da Santa Claus riposa in una bustona nel mio studio, in attesa che domani notte io assuma le sembianze del rosso panzone per la gioia di mia figlia e dei miei nipoti. Il problema, qui, è che tu, come pure mio nipote grande (le bimbe no, ché sono troppo piccole) date un po&#8217; troppe cose per scontate quando vi rivolgete a Babbo vostro. Mio nipote, per esempio, nella letterina ha scritto &#8220;Voglio la macchina fotografica dello zio (da comprare necessariamente)&#8221;. L&#8217;allegro chirurgo invece è facoltativo. E adesso arrivi tu, con &#8216;sto popo&#8217; di richieste. Ragazzi, pure se potessi e volessi accontentarvi, mi sa che non sarebbe tanto giusto. Numero uno, la macchina fotografica dello zio costa un pacco di soldi e a lui l&#8217;hanno regalata per i 40 anni, mica per i 7. Numero due, per avere al potere gente acculturata, che fa il proprio dovere con scrupolo e onestà, non ci vuole Dio o Babbo Natale, ci vogliono elettori che abbiano un candidato come quello fra le loro priorità e non uno che gli fa assumere di favore il figlio/fratello/cugino alla posta.<br />
Guglielmo Pispisa</p>
<p>Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5240/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5240&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I panni sporchi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kai Zen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[Annual report]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress.com Stats]]></category>

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		<description><![CDATA[The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog. Here&#8217;s an excerpt: The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 30.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 11 sold-out performances for that many [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5236&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The <a class="zem_slink" title="WordPress.com Stats" href="http://wordpress.org/extend/plugins/stats/" rel="homepage">WordPress.com stats</a> helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.</p>
<div style="background:url('/wp-content/mu-plugins/annual-reports/img/emailteaser.jpg') no-repeat center center;height:300px;"></div>
<p>Here&#8217;s an excerpt:</p>
<blockquote><p>The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about <strong>30.000</strong> times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 11 sold-out performances for that many people to see it.</p></blockquote>
<p><a href="/2011/annual-report/">Click here to see the complete report.</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5236/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5236/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5236&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Zeitgeist Test Department: Esperimento # 3</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 10:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kai Zen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Zeitgeist. Zeitgeist. Zeitgeist. End of test. &#160;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5228&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zeitgeist. Zeitgeist. Zeitgeist. End of test.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://kaizenology.wordpress.com/2011/12/29/zeitgeist-test-department-esperimento-3/"><img src="http://img.youtube.com/vi/a0rbS0_g2qQ/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>&nbsp;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://kaizenology.wordpress.com/2011/12/29/zeitgeist-test-department-esperimento-3/"><img src="http://img.youtube.com/vi/HgCsNqUY6-E/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/kaizenology.wordpress.com/5228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/kaizenology.wordpress.com/5228/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=kaizenology.wordpress.com&amp;blog=2855591&amp;post=5228&amp;subd=kaizenology&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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