Ricerca sul campo

E domani, venerdì 9, in quel della fiera del libro della piccola e media editoria di Roma, il vostro affezionato Kai Zen di quartiere J presenta “Ricerca sul campo” di Mischa Berlinski (ore 17, sala turchese).

Mischa Berlinski nasce a New York nel 1973. Studia alla Berkeley University in California e alla Columbia University, per poi lavorare come giornalista freelance in Thailandia. Con questo suo primo romanzo è finalista al National Book Award nel 2007 e l’anno successivo gli viene riconosciuto il Whiting Writers’ Award. Oggi vive in Italia. Continua a leggere »

Double Trouble

Il vostro affezionato Kai Zen di quartiere J sarà in giro per la Rozzemila domani, sabato 15 ottobre, a sproloquiare di condivisione dei saperi, creazioni collettive, petrolio, Nigeria e Joseph Conrad.
Si parte già di mattina… Alle 11 circa al teatro comunale di Bologna per CNA NEXT – ORGANISMI. Il Festival dell’intelligenza collettiva… J interverrà alla tavola rotonda: una nuvola di informazioni: comunicare nell’era della rete moderata da Antonino Monteleone (LA7) e a cui interverranno anche  Giampaolo Colletti – fondatore Altratv.tv e autore “Wwworkers”, Sole24Ore
Giovanna Cosenza – Docente di semiotica, Università di Bologna, Jacopo Tondelli – Direttore de Linkiesta, Makkox – Fumettista.

Nel pomeriggio, alle 18, in quel di Parma si suona tutt’altra musica. E  Delta Blues  torna a echeggiare al crocicchio e precisamente all’Energy Education Day alla Libreria Coop – Centro Torri Parma di via San Leonardo, 69/a (introduce Ambra De Lorentiis del Leda Legambiente Parma)

Dream Machine (L’unico capitalista buono è quello morto)

Il capitalista che più di ogni altro è riuscito a vendere un’immagine di sé lontana da quella dello “scroogesiano“, il capitalhippy che trasforma la tecnologia in felicità, l’uomo che si è smaterializzato, è diventato icona, è morto ed è tra le clouds.

Metto le mani avanti prima di essere frainteso. Non ho nulla contro Steve Jobs, l’uomo Steve Jobs. Non mi è simpatico, né antipatico, non l’ho mai conosciuto e non mi permetto di giudicarlo nella sua umanità. E morire così e a quell’età è sempre una brutta cosa. Ma quello che Jobs rappresenta è un altro paio di maniche come lo è la sua capacità (non è il solo, ma forse è il caso più emblematico) alchemica di trasformare l’oro in piombo e venderlo come platino.  La trasformazione della macchina dei sogni in macchina e basta. Il contenitore in contenuto. Continua a leggere »

Comunicazione di servizio

Comunicazione di servizio (lo so, non si fa ecc. ecc. Ma sono un tantino incazzato)
Amici bolognesi, mi hanno rubato il motorino, un kymco agility 125 nero con bauletto e parabrezza (e adesivo della fottuta apple sul parafango posteriore – un peccato di goventù e poi vorrei vedere voi con un adesivo in mano… la tentazione è forte come quella del lato oscuro.) targato CX 17 641. Se lo vedete per cortesia chiamate i birri (o me se avete il mio numero).
Se invece a leggere queste righe è il galantuomo che se lo è ciulato… be’… Questo è per te.

Nigeria: niente di nuovo sul fronte occidentale…

E’ passato quasi un anno dall’uscita del nostro ultimo romanzo “Delta Blues” ma l’argomento Nigeria e risorse petrolifere resta più che mai di attualità. Lo confermano le minacce di questi giorni contro rappresentanti dell’ENI in Nigeria da parte di esponenti del MEND e lo conferma l’articolo del marzo scorso su agoravox, che riportiamo per intero qui di seguito. E se è vero come sembra che oggi in Nigeria oggi la realtà supera la fantasia e che di certi argomenti è meglio non parlare, allora auguriamo a tutti una buona lettura.
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La prima serata tv del “Paese burletta”

Caro Guglielmo, vorrei soffermarmi su quel nuovo abisso raggiunto dalla televisione di stato dopo intervista di Terry De Nicolò, personaggio che non saprei come altro definire se non con un paio di epiteti ingiuriosi. Per chi si fosse persa ‘sta perla di televisione contemporanea, la signorina, conoscente in senso biblico del premier SIlvio Berlusconi, in pratica ha sdoganato il meretricio in prima serata. Le va dato atto, e questo lo affermo senza malizia, di non avere peli sulla lingua, e di aver dato voce a quello che velatamente (e anche molto meno velatamente), tre quinti degli elettori del Pdl sostengono da tempo, più o meno da quando sono cominciati i casini col cazzo presidenziale Continua a leggere »

Borges: specchi, labirinti, tigri e dittatori (1 di x)

Tempo fa, anzi anni fa, a Buenos Aires ebbi un carteggio elettronico con Wu Ming a proposito di un accenno a “Borges come grande fan di Pinochet e della giunta militare argentina” fatto in un numero di Giap! (quando Giap! era ancora un newsletter). Era gennaio ed era il 2009 e – serendipità spaziotemporale – la questione Borges mi ronzava in testa da tempo. Com’è possibile che l’autore di Tlön non abbia detto o fatto nulla? Come la pensava? Borges era un conservatore, un “gorilla”, ma davvero era un fan di una compagine di bestie sanguinare, grette e miserabili? Come andarono le cose?

Da allora ho sempre cercato il tempo e il modo di indagare la questione. Ora ci provo, a frammenti e a lampi. A strisce di tigri, a specchi e a labirinti…

Argentina. Nel 1976 Rodolfo Walsh cura la selezione, l’eventuale traduzione e le biografie di una raccolta pubblicata da Hachette dal titolo Antología del cuento extraño.

Nel 1976, il 24 marzo, la Junta Militar sale al potere con un colpo di stato. Un anno e un giorno dopo Rodolfo Walsh viene ucciso, bruciato e lanciato nel fiume.

Il 19 maggio del 1976, Borges, Ernesto Sábato, Horacio Ratti (presidente della Sociedad Argentina de Escritores) e Leonardo Castellani (un sacerdote scrittore) pranzano con il generale Videla e con il generale Villarreal, segretario generale della Presidenza. I commensali bevono whisky, liquori e succo di frutta… Borges ringrazia Videla per il golpe.

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