Il prologo

Qui di seguito il prologo de Il Cristo ricaricabile, di Guglielmo Pispisa (Kaizen g), in libreria, edizioni Meridiano Zero. Seguiranno altre perle sparse (se fate i bravi).

 

Te lo dico ancor prima di cominciare, perché non so se avrò il tempo di arrivare in fondo a questa storia e nemmeno se tu avrai la pazienza di venirmi dietro. Dunque leviamoci il pensiero e partiamo dal messaggio principale: tu sei Dio. Dio con la maiuscola. Può sembrare strano ed è difficile da credere pure per me, soprattutto quando vedo te e quelli come te che buttano la loro vita appresso a meschinità e scemenze. Quando vedo ogni singolo membro di questa misera razza umana sciupare il proprio potenziale in piccinerie e ripicche. Nel corso della mia vita ho sempre disprezzato la mia specie, schifato i miei simili, odiato me stesso. Ancora oggi, con tutto quello che so e dopo aver vissuto le esperienze che voglio raccontare, ancora oggi gli uomini mi danno ai nervi. Uomini che si sparano nel sedere da duemila anni per un pezzo di terra pietrosa, che parlano male dei loro amici, che invidiano qualcuno solo perché non riescono a vedere il dolore che prova. Uomini che il sabato sera si recano in grandi sale colorate

e impersonali e giocano a tombola in mezzo a sconosciuti senza alzare la testa dalla propria scheda, che non cambiano mai punto di vista. Uomini come me. Come te. Eppure il succo non cambia. Tu sei Dio. Nessuno è perfetto. Non sono sicuro di riuscire a spiegarlo bene, ma intanto tienilo a mente e vedremo di arrivare alla dimostrazione per gradi. Questa storia si conclude al cimitero del Verano, in Roma, e ho

scelto di cominciarla dalla fine, tanto per mettere in chiaro subito dove si va a parare. Mi si possono attribuire molti difetti, ma fra questi non c’è la mancanza di schiettezza. Racconterò di vita e opere di uomini e donne poco virtuosi, perlopiù miei parenti, delle quali sono stato messo a parte in virtù dell’unicità della mia condizione. Raccontando di vita, come è nell’ordine delle cose, parlerò anche di morte. Se non sei abbastanza vivo da sopportarlo, smetti di leggere adesso. Essere Dio è meno difficile di quanto sembri, ma ci vuole un po’ di stomaco, se non altro.

E ora basta rivolgersi al lettore, che è davvero un trucco da due soldi.

Sarà dura

Riporto da GIAP!

Ecco le testimonianze audio della due giorni “Una montagna di libri”, svoltasi il 26-27 maggio scorsi nei luoghi della resistenza #notav: Bussoleno, Chiomonte, Giaglione e Val Clarea. Grazie a tutte e tutti, in particolare a Serge, Rita e Maurizio che – sebbene non da soli – hanno ideato e reso possibile l’evento. Un saluto a Giorgio Rossetto, agli arresti domiciliari a Bussoleno. Lo abbiamo intravisto dalla strada, dietro il vetro della finestra. Queste parole sono anche per lui.
Come al solito, per ascoltare rimanendo in questa pagina cliccare la piccola icona blu di PlayTagger; per scaricare il file, cliccare sul link testuale e salvare l’mp3.

Immaginario, letteratura e lotte a partire dal caso No Tav
Tavola rotonda italo-francese con Serge Quadruppani, Dominique Manotti, Wu Ming 1, Leonardo Celi, Girolamo De Michele, Kai Zen J, Sergio Bianchi, Marc Porcu, Patricia Dao e Fabrizio Ruggirello.
Durata: un’0ra e otto minuti. Piazza del Mulino, Bussoleno, tardo pomeriggio del 26 maggio 2012.
La qualità del suono è mediocre, ma le parole si capiscono bene.

Reading in Val Clarea di fronte ai reticolati, a quel che resta del castagno su cui era salito Turi Vaccaro e al traliccio (ora “sigillato”) dove ha rischiato la vita Luca Abbà.
27 maggio 2012. Presenta Serge Quadruppani. Durata: un’ora.  Resa sonora molto buona. Nei primi minuti, disturbi causati dal vento.
1. Sergio Bianchi legge il racconto inedito “Ti devo dire una cosa importante, ma molto importante, importantissima”;
2. Wu Ming 1 legge le poesie “Non sono tutte uguali le geografie” e “Pilo Albertelli e i cani di Pavlov” (quest’ultima di Wu Ming 2, tratta da Basta uno sparo, Transeuropa, 2010), più due prologhi inediti a Point Lenana (titolo di lavoro), il libro che sta scrivendo con Roberto Santachiara;
3. Il poeta italo-francese Marc Porcu legge una poesia originariamente scritta per il popolo palestinese;
4. Girolamo De Michele legge un brano del suo libro Filosofia (Ponte alle Grazie, 2011);
5. Fabrizio Ruggirello legge un brano del romanzo di Serge QuadruppaniLa rivoluzione delle api (Edizioni Ambiente, 2011);
6. Kai Zen J legge un brano del romanzo dei Kai Zen Delta Blues (Edizioni Ambiente, 2011).


N.B.
 Ci sono stati altri reading: a Bussoleno, per le strade di Chiomonte e Giaglione, e davanti all’ex-museo archeologico della Val Clarea requisito e trasformato in “fortino” delle forze dell’ordine. Purtroppo, alcuni non sono stati registrati. Altri sono stati registrati ma l’audio era troppo disturbato.

Un commento sulla due giorni, dal sito notav.info

Una montagna di libri: Kai Zen, Wu Ming, Girolamo de Michele, Pino Cacucci, Erri de Luca, Valerio Evangelisti, Serge Quadruppani…

26 e il 27 maggio saremo a Bssoleno (TO) per Una montagna di libri

La TAV e il paese dei cachi (pensieri di nessuno 5)

Dura protesta contro la TAV… Manifestante sul traliccio… Tragica fatalità… Il sacrosanto diritto di protestare non deve però giustificare inaccettabili violenze… Le facili indignazioni di questo periodo si trasformano troppo spesso nella vittoria di una sterile antipolitica… Pecorella… Umiliare un servitore dello Stato… Pulsioni antidemocratiche… L’avesse visto Paolini… Abbiamo dimenticato la lezione di Pasolini… Ero esasperato… Ho fatto solo il mio dovere…
MA QUANTE CAZZATE DOBBIAMO ANCORA SENTIRE PRIMA CHE UN QUALSIASI PROGRAMMA, TESTATA O NOTIZIARIO CHE SI DEFINISCE “GIORNALISTICO” PARLI SEMPLICEMENTE DEI MOTIVI CHE STANNO ALLA BASE DELLA PROTESTA?
E invece no, tutti a inseguire l’effetto speciale, la suggestione, il gesto romantico/simbolico, l’ultimo della sequenza, senza mai spiegare cosa c’è dietro.

Evito di dilungarmi per non aggiungere parole ai cumuli inutili già ammucchiati dai vari media, e manco insisto nella mia risibile opinione (per quanto a mio avviso più che l’ecomostro colpisce il rapporto costi/benefici che mi pare dubbio). Non dico nemmeno che si debba essere a favore o contro, dico però di discutere sui dati e non sulle minchiate.

Chi voglia sapere le ragioni della protesta e non le cazzate, vada qui. Mica un link ultrasegreto di Wikileaks, eh, basta andare alla prima pagina di google cercando “NO TAV ragioni”. È un documento che sta in rete da un pezzo. Chi invece vuole approfondire le ragioni del sì, sostenute e argomentate dal governo, vada qui. Documento fresco fresco della presidenza del consiglio. E adesso vediamo se continuano a parlare di nulla. Visto che Vespa non ci aiuta col plastico, tocca far da soli, come sempre in questo paese…

kai zen “vs” wu ming: il futuro della scrittura nell’epoca della crisi

Pubblichiamo un’intervista che ci fece, in tandem con gli illustri cugini, tempo fa Mauro Garofalo per il sole 24 ore e che è uscita solo ieri….

C’era una volta, in una galassia lontana lontana, un piccolo giornalista che aveva ricevuto l’ok dal suo capo-redattore per un’intervista “al quadrato” su un tema che a lui, il piccolo piccolo giornalista, sembrava di raro interesse: il futuro della scrittura nell’epoca della crisi dell’editoria. Il piccolo piccolo piccolo giornalista aveva pensato che nella galassia lontana esistessero due nomi (collettivi, due esperimenti unici a loro modo, ognuno con una sua peculiare specificità, e composizione di individui che collettivamente formavano il progetto condiviso), e i nomi erano: Kai Zen e Wu Ming.
Dopo dieci mesi il piccolo piccolo etc etc giornalista non era riuscito a pubblicare: la crisi dell’editoria avanzava, e si nutriva di cose grandi ma soprattutto di piccoli piccoli giornalisti… morale della storia: “io sono nessuno” ma siccome Internet è già una “rivoluzione” ecco a voi l’intervista integrale, in rigoroso ordine alfabetico, di due “scrittori” che hanno molto da dire sul tema: Quale futuro per la parola?
Da questa parte della barricata, faccio le mie scuse per l’attesa a Kai Zen e Wu Ming. Verranno tempi migliori anche per il giornalismo delle piccole galassie. Un grazie per la loro paziente, attenta, professionalità. Continua a leggere »

Pessimismo influenzale

Al sesto giorno di un’estenuante influenza che ha murato in casa la famiglia intera, le pareti interne del cervello sono interamente piastrellate di inchini e di schettini, di giletti indignati e di de falchi incazzati, di decreti per la crescita e di lozioni anticaduta. Insomma, siamo arrivati all’indigestione da televisione. Uno stato tossico che può indurre incubi ma anche portare a qualche estemporanea e amara considerazione sul passato e sul futuro. In due parole: sbrocchi e ti metti a pontificare. Quello che riporto sotto è lo sfogo di mia moglie, alla quale cedo la parola. Continua a leggere »

IN TV CONTA LA VECCHIA

 Spesso si sente dire in giro che la televisione italiana fa schifo, che la fiction italiana non è al livello di quella di altri paesi, ma raramente si spiega anche il perché con esempi pratici. Proviamo a farlo qui con un esempio pratico che coinvolge me e i Kai Zen direttamente, o quasi. Scrivendo questo post renderemo pubblico, e pertanto forse fuori mercato in via definitiva, un nostro soggetto per una fiction televisiva, ma se la nostra intuizione è corretta, quel soggetto è fuori mercato comunque, per cui poco male. Continua a leggere »

I panni sporchi

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 30.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 11 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.