Squola

Non è nemmeno un anno (scolastico) che vivo l’esperienza della scuola primaria – ex elementare – da genitore, combinata con l’invece ormai navigata familiarità con la scuola dell’infanzia, che già mi sono rotto il cazzo. Per certi versi, intendo, mentre invece per altri continuo imperterrito a credere in questo paese (chissà perchè) e nel suo sistema educativo, perlomeno quello dei primi anni di istruzione. Ricordate questo post?

Ma per altri, di versi, ho già accumulato dentro di me rimostranze grandi come una casa e bipartisan, vale a dire riguardanti sia l’istituzione ‘scuola’ che il talvolta insopportabile atteggiamento della controparte, ossia i genitori. E dato che mi piace pensare di essere un camionista imparziale, citerò un esempio per categoria, alla faccia di chi si schiera sempre e comunque con la scuola (pochi) o dall parte dei genitori. Ah, e se non siete direttamente interessati all’argomento, in quanto giovani graphic designer in carriera o semplicemente merdoni che non hanno figliato e se la spassano ALLA GRANDE mentre noi tutti impazziamo… bè, fanculo ok? :D

-la scuola dell’infanzia frequentata da mia figlia piccola, la vera, autentica Truck Driver di famiglia, chiuderà dal 4 al 15 aprile prossimo per le ferie pasquali. Avete letto bene, dodici giorni di chiusura per una festività che ne prevede al massimo due (di cui uno e mezzo normalmente speso in fila, di ritorno in città dopo la scampagnata fuori porta). Ora, la domanda sorge spontanea: come può il nostro paese tornare a essere un posto normale, o quasi, quando una famiglia normale come la mia – che non ha servitù o dimore di villeggiatura come evidentemente invece hanno in molti – deve arrangiarsi per tenere a casa una bambina per quasi due settimane, a scapito di lavoro, impegni personali e via dicendo? Ovviamente c’è un sacco pieno di bla bla bla che tenta di giustificare il fatto, ma permettetemi la schiettezza: stronzate, amici dei Consigli di Istituto. Tirate invece fuori la volontà di cambiare; riguarda anche voi, sapete? Non è che tutto intorno a voi deve cambiare, migliorare, e la gestione delle scuole rimanere invece ferma agli anni ’50. Proprio no. Siamo d’accordo: l’istruzione pubblica non va tagliata; solo dei pazzi possono fare una cosa simile. Istituti, insegnanti, materiale didattico e contenuti vanno invece ampliati, supportati, migliorati e resi finalmente efficaci. Ma allo stesso tempo la gente che lavora nell’istruzione pubblica deve cambiare mentalità, adugarsi alle esigenze della cittadinanza e fornire finalmente un buon servizio pubblico. Senza se e senza ma, e ADESSO. Non è più tollerabile avere una pausa estiva di quasi tre mesi e mezzo, per esempio, per tanti, sacrosanti motivi: sono talmente evidenti che non ho voglia adesso di scriverli tutti. Non sono più tollerabili riunioni sindacali come se piovesse, in orario scolastico, o ferie e ponti vacanzieri come quello suddetto. Adesso basta, cazzo. Adesso cambi anche la scuola, si avvicini per favore al mondo reale delle famiglie normali, e non faccia sì anch’essa che nella società vincano sempre e solo i privilegiati

-nella classe prima della scuola primaria frequentata dall’altra mia figlia, la principessa di rosa vestita (che però flirta sempre di più col rock, le magliette nere e i giubbotti di jeans, e GIURO non sono stato io! Anche se godo :D), i genitori dei compagni di classe mi hanno già quasi tutti rotto i coglioni a sufficienza. Tutti a lamentarsi del fatto che il maestro per punizione non fa scendere i bambini in cortile all’intervallo, non si dà abbastanza da fare per organizzare gite nell’anno scolastico, non fa questo e non fa ques’altro. Dio, che fastidio… Fossi il maestro farei apposta a non accontentare i genitori, e sono sicuro che infatti è proprio così. E io non lo biasimo. Avete presente i genitori italiani tipo? Quelli che accompagnano il figlio di otto anni per mano alla scaletta del castello di legno del parco giochi. Che gli dicono di non sudare giocando (?! E come cazzo si fa?). Che gli infilano e gli allacciano le scarpe ogni giorno. Che si occupano di fatto di tirar su bamboccioni, salvo poi lamentarsi con chi glielo fa notare. Ma per favore… lasciate lavorare i maestri come ritengono più opportuno. Vigilate, certo, ma date spazio e tempo alla loro professionalità. Altrimenti cambiate scuola, e poi cambiate e ricambiate, fino a quando vi accorgerete di non essere altro che anime in pena. Oppure diventate voi stessi maestri. Ecco. Mi piacerebbe molto se foste voi i maestri delle mie figlie… mi frego già le mani al pensiero. Sai le lamentele, le proteste?

Finirebbe a petto gonfio contro petto gonfio, tra babbo camionista e babbo maestro di matematica.

6 thoughts on “Squola

  1. Ah, non c’enta un benemerito, ma sarebbe ora che dalle superiori in avanti, che siano licei, scuole tecniche e per parrucchieri: filosofia obbligatoria.

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  2. hai proprio ragione, e in più secondo me danno troppi compiti a ‘sti bambini (cosa legata alle troppe interruzioni nell’insegnamento)

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  3. grandisssssssimo Agus!!! secondo me non era lui a essere giusto per quei tipi di ruolo, ma i ruoli stessi nati apposta per lui :)

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