Format
by kai zen a
Amici, perdonate questa mia incursione da persona poco informata. D’altronde cosa potete aspettarvi da un camionista di Sesto San Giovanni con l’Oklahoma in testa?
Leggevo in questi giorni di format televisivi, di Endemol, di Che tempo che fa, di Affari tuoi, di Mediaset e Rai, e avrei maturato dentro una domanda: ma… format di cosa, per fare una trasmissione con semplici interviste? Cioè, volete dirmi che paghiamo fior di soldi a questi magici olandesi – gente per me di famiglia - per poter fare una trasmissione televisiva fatta di interviste? Ditemi che non è vero…
Ovviamente semplifico e un po’ estremizzo (qui potete invece approfondire l’argomento con questo bell’articolo di qualche stagione fa di ‘La storia siamo noi’), ma se è vero che arrivo a capire l’appropriazione e successiva vendita da parte di una società di una struttura di programma tv particolare, nata da un’idea originale, frutto di ricerche e sperimentazioni, è anche vero che non capisco proprio di che struttura particolare e ‘unica’ si possa mai parlare in relazione a programmi quali ’Che tempo che fa’ oppure ’Affari tuoi’. Sono pacchi e interviste, cazzo! Ora, posto che di tv mi frega poco e niente, e non per snobismo o presunta superiorità, ma perchè preferisco fare altro nella vita che disquisire su tematiche che riguardano il piccolo schermo, mi chiedo cosa ci sia veramente dietro il mondo di società che producono e vendono format, come appunto la sopracitata Endemol dei miei amici olandesi (ricordate questo post? che ridere…) e soprattutto mi chiedo chi ce lo fa fare, a livello di specie umana.
Sarò un cazzone – e lo sono – ma perchè dovremmo, perlomeno come tv pubblica, sperperare danaro comprando a prezzi di mercato alle stelle programmi televisivi già impacchettati, che magari hanno avuto successo in Inghilterra o in Germania? Solo appunto perchè avevano successo? E facciamolo un pò diverso, allora. Non si può? E perchè mai? Che cazzo ha comprato la Endemol o chi per lei, i diritti della cultura e dello svago umani? Ma per favore… Immagino che sicuramente ci saranno miriadi di cavilli legali e clausole sodomizzanti a riguardo, ma cominciamo innanzitutto da dirigenti televisivi pubblici in gamba, che pensano davvero a una tv decente e non corrono dietro ai trend del settore televisivo privato. Che ognuno faccia il suo lavoro, no? Le tv private diano tette, spot tv e giochi da cerebrolesi (un momento… cazzo, mi piacciono queste tv private!), le tv pubbliche si sforzino invece di fare cose un pelo più intelligenti, programmi di approfondimento semplici, basati magari su interviste e servizi sul campo, senza riconoscere a chicchessia l’utilizzo di un format de che? De intervista?
Non riesco a togliermi dalla testa ‘sta cosa… format di programma di interviste? Ma se fanno interviste da secoli!
Oppure mal che vada che mandino bei film, anche vecchi, o avvenimenti sportivi, o dirette da festival musicali e artistici… o – meglio ancora – in loop a reti pubbliche unificate una maratona non stop di teatro giapponese Nō, dalle 8:00 alle 24:00, prima della sigla di chiusura programmi di una volta. Ecco. Questo sì che sarebbe originale, ricercato. Coraggioso. Ma non proponetelo alla Endemol per favore! O ne faranno un altro maledetto format…
Sono anni che lo dico… solo film muti giapponesi degli anni Trenta!
(e in una sola occasione e per tre giorni: l’Eurovision al posto di San Remo. ‘Sta cosa che lo vinsero i Lordi è meravigliosa…. ricordo di aver visto la finale su ORF in quel di Bozen)
http://youtu.be/xzbxizbc0bQ
me lo sono chiesta anch’io, del programma di Fazio! Assurdo… bel post