Pensieri di Nessuno 2 (sulle virtù alchemiche della cacca, il pelo dei cani e altro)

by kaizeng

Come molti che pensano di avere qualcosa da dire perché hanno fatto il liceo e prendevano 7 nel tema d’italiano, ho aperto un blog in compagnia di tre soci irrilevanti tanto quanto me. Ci scrivo una volta a settimana a dir tanto, ma quasi sempre penso di essere stato particolarmente acuto, sarcastico e intelligente. Il blog non è di quelli famosi, ma almeno un centinaio di persone ci capitano ogni giorno. Non è male, in fondo, parlare a cento persone a colpo.

Poi però uno va a vedere le statistiche del sito.

Delle cento persone che vengono, una cinquantina ci capitano cercando qualcosa su google. E i blog ti danno questa meravigliosa possibilità di sapere cosa questa gente senza volto ha cercato in rete per poi finire sotto il tuo piccolo pulpito elettronico. Pochi giorni fa è uscito il mio pezzo e sono andato a vedere.

Il pezzo parlava di politica con la mia proverbiale sagacia e il sense of humor blasé.

Ecco invece cosa cercava chi ci è finito sopra:

Actarus,

cataloghi postalmarket,

catalogo postalmarket anni 80,

giochi senza frontiere portogallo,

ma anche no,

maltese per togliere i nodi dal pelo,

walah lisalo khaber (va da sé che non so chi o cosa o che lingua sia),

gabinetto,

uomini in tutù rosa,

vestro,

public tanga restaurant,

caramela mortadela sei una merda (anche qui non so e non capisco),

notizia tenta di trasformare la cacca in oro,

come si chiama il verso che fa la mucca.

Mi fermo qui ma potrei continuare.

Sono perplesso, forse un po’ spaventato.

Scrivo nuovamente questo pezzo per il blog e dunque, immagino, esso verrà letto o almeno scorso distrattamente da qualcuno che cercava istruzioni su come tramutare feci in metallo nobile. Una casualità, di certo, ma il mondo si regge sulle coincidenze e non darvi peso può essere un errore: si rischia di ignorare un avvertimento del destino. Io, quando devo andare a destra e ripetutamente una serie di eventi mi spingono verso sinistra, non mi intestardisco ancora a destra; seguo il flusso delle cose e piego a sinistra, invece: si sa mai. Chiamatemi fatalista, terronazzo scaramantico, passivo da una lira che delega a inesistenti fantasmi la responsabilità delle proprie azioni. Chiamatemi come vi pare, ma io a queste cose ci bado.

Mi rivolgo dunque a te, ignoto internauta alla ricerca di alchemici arricchimenti con merde auree o di immagini di muscolosi omoni in tutù da evocare per solitarie masturbazioni. Non mi fa paura sapere chi sei, sei solo uno qualunque come me, non mi turba il chiedermi cosa cazzo avrò da dirti, perché un argomento di conversazione si trova. Quello che mi scompensa un poco è la progressiva perdita di slancio che mi affligge ultimamente e che piccoli segnali dell’insensatezza dell’universo, segnali come questi, non fanno che acuire.

Perché insomma dovrei continuare a scrivere, a fare il mio lavoro, a cercare di comunicare la mia visione del mondo – quella che presumo essere la mia visione, ma che è sempre più confusa – quando dall’altra parte, utente occasionale delle mie paturnie e svogliato più di me, ci sei tu che cerchi Actarus e infallibili metodi per sciogliere i nodi del pelo dei cani?

Insomma. Con tutto il rispetto. Io mica pettino i cani. O forse sì?

Ecco cosa mi spaventa: “o forse sì”.

Poi tu giustamente, dopo avere letto tutta ‘sta pappardella nella speranza che io ti dica come si chiama il verso della mucca, a questo punto potresti dirmi: “E sticazzi”. Potresti avere ragione, il che legittima e rafforza il mio dubbio. Vuoi vedere che l’anonimo cinofilo del web aveva ragione? Vuoi vedere che quel che faccio, in fondo, pur dandomi arie da uno che la sa lunga, è pettinare i cani? Comincio a volerti bene, mio diletto, lontano eppur così vicino, anonimo navigatore. C’è un feeling, una risonanza fra noi due, al di là di quello che io possa consapevolmente volere o capire.

E la risposta allora qual è?

Muggito. Il verso della mucca, dico.