Bike Smut

Bicicletta e sesso spinto.

Può esistere un binomio più incredibilmente attraente alle orecchie di questo poco di buono, che sarei io - Truck Driver - in questo preciso frangente della mia sprecata, ma succosissima esistenza?

Risposta: no.

Dunque Bike Smut tutta la vita! Bike Smut: porno in bici. Oscenità a due ruote (ecologiche). Anime bollenti, carne e telaio in mille combinazioni possibili. E io che per anni non ho fatto altro che rinchiudermi in una cabina autocarro, circondato da lucine di cattivo gusto, ninnoli pendenti di ogni tipo e  mega poster di maggiorate… Io che inconsapevole per anni ho viaggiato e viaggiato, e inquinato e inquinato e ancora inquinato, e fatto poco sesso, e male, fermo al buio su tristi piazzole in angoli dimenticati di autostrade di mezza Europa, veloce, furtivo, quasi imbarazzato. Sicuramente imbranatissimo.

Che gioia scoprire oggi il Bike Smut, che felicità aver letto e sentito del Bike Smut Festival di Cascina Torchiera dei giorni scorsi, a Milano. L’idea è sensazionale, lo svolgimento esaltante. Perchè è tempo per i ciclisti di riprendersi le strade, cazzo. E perchè è tempo di fare sesso, palate di sesso, altro che informatica, politica, economia, letteratura, e Steve Jobs e Angela Merkel e Bond e Spread e cazzi vari. Non è così? 

E tu, internauta, a casa nel frattempo cosa stai facendo? Mentre in giro si parla e si parla e si commenta, e tutti hanno qualcosa da dire, e ogni fatto è uno spunto per approfondimenti e parole e parole e più parole… tu che fai? Fai ancora lo stupidino con la tua signorina, dopo cena, come una volta (o perlomeno in proporzione rispetto a una volta)? Ci provi ancora a darci dentro un pò? Ci butti la testa la testa su ‘sta cosa, qualche volta? No? E allora che cazzo di senso ha tutto questo? Essere sempre presente, informato, consapevole, moderno, organizzato, propositivo su tutto, in ogni momento? Avere sempre opinioni, fonti, punti di vista, idee brillanti, soluzioni, innovazioni, cambiamenti epocali? Che senso ha essere un genio, un visionario, un maestro se poi non si gode mai? 

Quanta inutile, fottuta perdita di tempo. La vita è uguale per tutti, sapete? Ricchi o poveri, di successo o inutili. Tutti alla fine della giornata si va a letto, ognuno con la testa piena delle sue cazzate. C’è chi dorme come un angioletto, sereno per la semplicità e genuinità delle sue cose, chi se la ronfa alla grande dopo un brindisi di prosecco e/o un bel cannone di maria, e poi un bell’orgasmo (o solo quest’ultimo, per i bravi bambini). Chi non chiude occhio per le responsabilità del suo lavoro, delle sue proprietà. Chi se ne strafotte. Chi si prende troppo sul serio o prende troppo sul serio la vita.

L’idea che sta dietro a Bike Smut è vincente. Primo perchè oggi, per chi vive in città, l’unico mezzo che ha senso utilizzare è la bicicletta (oltre al tram, ovvio): tutto il resto è robaccia da falliti, parliamoci chiaro. Chi ha orecchie per intendere, intenda, gli altri rimangano pure nel gregge metallico e inquinante delle loro cazzo di macchine. Secondo perchè siamo ormai tutti troppo informatici e tecnologici e poco, troppo poco maiali. E – se permettete – nella categoria sono un maestro riconosciuto :D Dunque diamoci da fare, fratelli, ripensiamo la nostra esistenza, prima che la libido e la voglia di pedalare vadano a farsi fottere. Riconquistiamo i nostri luoghi preferiti, fisici e mentali, e ripensiamo il nostro tempo libero: scarichiamo meno film (che poi non guarderemo mai) e diamoci più bacini. Scriviamo meno cazzate sui blog e facciamo andare di più le mani su desiderabili corpi altrui.

Anzi, stiamo già perdendo tutti tempo, qui… Ora mi faccio una pedalata verso il boschetto con la mia signorina, e poi giochiamo a ‘ce l’hai’ tra gli alberi. Chi perde fa una penitenza.

Poi vi racconto.

12 thoughts on “Bike Smut

  1. “Electronic communities build nothing. You wind up with nothing. We are dancing animals. How beautiful it is to get up and go out and do something. We are here on Earth to fart around. Don’t let anybody tell you any different” … dall’amico K.Vonnegut

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  2. Non odiassi le biciclette e la maggior parte dei ciclisti amerei sto festival alla follia.

    “Scriviamo meno cazzate sui blog e facciamo andare di più le mani su desiderabili corpi altrui” … data la mia presenza qui alle 2.11 di notte la dice lunga sulla mia attuale situazione, credo :D :D

    W la motocicletta, a morte la bicicletta [ok ok a morte è troppo... 30 anni con la condizionale e produzione a vita di targhe. Per le moto ovviamente!]

    Brooom brooom a tutti!

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