In vacanza dalla crisi

by kaizeng

Caro Guglielmo,
mi guardo in giro, e l’impressione che ho è quella di vivere in un universo parallelo. Perché i quattro quinti delle persone che affermano affrante di non avere una lira in tasca e quindi ‘stanno niente vacanze, al massimo ‘na simana a Vulcano (e ‘sticazzi), sono pressoché uguali ai quattro quinti che ogni giorno consumano quaranta euro di gasolio per cazzeggiare in giro col Bmw X6 comprato tre mesi e mezzo fa dopo aver mollato in leasing l’X5 di un anno d’anzianità. Quindi le cose sono due, o qualcuno si diverte a prendermi per il culo, o chi davvero non ce la fa più a campare preferisce affrontare il dramma in silenzio, maledicendo il destino cinico e baro nella discrezione delle mura domestiche. Tremoti, Milanese, Papa, la P4, la P3, la P cazzi, il lodo Mondadori, Marina Berlusconi che dà fiato all’ugola per dire “Noi non pagheremo”, che se l’avessi pronunciato io sottovoce dopo l’arrivo di una cartella esattoriale avrei l’ufficiale giudiziario alla porta dopo sei secondi netti, la Grecia che fallisce, la borsa che cala, il governo che non governa, l’opposizione che non si oppone, un’infinita teoria di magnacci che non si sa che facciano da mane a sera ma di lira in tasca sembra non manchino mai di averne. Eccola, l’estate di chi non ce la fa più a campare. E onestamente mi dispiace dover essere io a dire loro che il peggio deve ancora arrivare, anzi, è già arrivato, e forse in quell’attimo di silenzio tra una bestemmia ed una maledizione al governo ladro, si potrebbe iniziare a sentirlo bussare insistentemente alla porta, il peggio. Roba da uccidersi. Se non fosse che ste facce di merda non ti permettono più nemmeno di disporre come cazzo chiudere gli occhi per sempre.
Alessio Caspanello

Caro Alessio,
vedo che il consueto buonumore prefestivo anche quest’anno non ti viene a mancare e me ne compiaccio: gente allegra il ciel l’aiuta. Non so francamente come rispondere a tono alla tua invettiva, stavolta. Sono ormai più di dieci e forse quasi quindici anni che l’economia occidentale in generale e quella italiana in particolare registra una situazione di default (come dicono quelli che se ne intendono) che pare irreversibile. Il che detto in termini più caspanelliani, che anch’io prediligo, sta a significare che ce la stiamo prendendo in quel posto da più di dieci anni e continueremo per chissà quanto tempo. Non mi curo granché di chi si lamenta della crisi a bordo del suo SUV ultimo modello: fatti loro e della loro mancanza di buon gusto. Mi preoccupo invece per chi la crisi la sente fino in fondo e perché queste persone aumentano di anno in anno. Mi preoccupo perché i rimedi che vengono proposti da governi nazionali e dalle organizzazioni sovranazionali rispondono alla medesima logica che ci ha condotto fino a qui, col risultato di spremere solo sacrifici a chi non può farne di maggiori pur di salvare un sistema che non funziona affatto. Le pensioni future saranno ridicole, ma questo non è un problema visto che chi ha la mia età potrà andarci non prima degli 80. Se ne può uscire? L’Islanda lo ha fatto mandando letteralmente all’aria il sistema, e proprio per questo la notizia non l’ha data nessuno: a destra come a sinistra si teme l’emulazione di un modello sovversivo su vasta scala. Islandaa? Non sapete di cosa sto parlando? Ecco, appunto. Che altro dire? Resistiamo, caro mio, la vita è una roba molto dura. Per fortuna, come dice un mio amico, non è definitiva.
Guglielmo Pispisa
Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

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