Coccodrillo
by kaizenj
“Diceva che il luogo ideale per dormire era la tomba di una persona amata.”
Ágota Kristóf (Csikvánd, 30 ottobre 1935 – Neuchâtel, 27 luglio 2011)
“Diceva che il luogo ideale per dormire era la tomba di una persona amata.”
Ágota Kristóf (Csikvánd, 30 ottobre 1935 – Neuchâtel, 27 luglio 2011)

Il profilo era aperto da tempo ma non avevamo mai trovato il modo e il tempo di aggiornarlo… Be’ da oggi ci trovate anche su issuu… la libreria virtuale da cui potrete leggere, sfogliare e scaricare i nostri romanzi… Se poi volete dare un sostegno alle nostre truppe che da anni avanzano al passo del leopardo con il coltello del copyleft tra i denti…
Caro Guglielmo,
mi guardo in giro, e l’impressione che ho è quella di vivere in un universo parallelo. Perché i quattro quinti delle persone che affermano affrante di non avere una lira in tasca e quindi ‘stanno niente vacanze, al massimo ‘na simana a Vulcano (e ‘sticazzi), sono pressoché uguali ai quattro quinti che ogni giorno consumano quaranta euro di gasolio per cazzeggiare in giro col Bmw X6 comprato tre mesi e mezzo fa dopo aver mollato in leasing l’X5 di un anno d’anzianità. Quindi le cose sono due, o qualcuno si diverte a prendermi per il culo, o chi davvero non ce la fa più a campare preferisce affrontare il dramma in silenzio, maledicendo il destino cinico e baro nella discrezione delle mura domestiche. Leggi il seguito di questo post »
Qualcuno ogni tanto mi chiede: ma perchè sei talvolta così rude, Truck Driver?
E io rispondo sempre: cazzo dici, stronzo!
No, scherzi a parte, questo post lo voglio dedicare alla sacrosanta – e vivamente consigliata – elasticità del proprio grado di cortesia nelle interazioni con soggetti differenti, a seconda della cordialità che essi stessi, volta per volta, propongono. E non solo a parole, ma anche a postura, attitudine, sguardi, gesti. Mi spiego. Leggi il seguito di questo post »
Ben dice il buon Pisapia sulla necessità di tornare al ghisa di quartiere, di partire dalle piccole cose della vita quotidiana a vantaggio del normale ‘cittadino’, cazzo, e per togliere quei piccoli privilegi di pochi che fanno incazzare molti. Tipo me. Ben opera quando inizia licenziando in tronco 31 maledetti dirigenti/consulenti esterni del generosissimo (per le loro tasche) comune di Milano. Leggi il seguito di questo post »
Caro Guglielmo, non so se è l’estate che è arrivata all’improvviso, che è ‘nziccata in bella mentre eravamo intenti a fare altro, ma ho come l’impressione che i massimi sistemi dai quali io e te si prende spunto per riempire queste venti righe quindicinali, stiano latitando un po’. E quindi sfruttiamo biecamente questo spazio per fini personalistici, e facciamoci un bel pacco di cazzi nostri. Io, per esempio, giusto la settimana scorsa ho trovato il tempo per convolare a nozze. E ‘sti cazzi, dirai tu. E faresti bene. Ma se ci pensi un attimo, tutta la faccenda non è poi così peregrina come potrebbe sembrare ad un occhio distratto. Diciamo che ho seguito i diktat di Carlo Giovanardi, sottosegretario a qualcosa di talmente importante che il mio cervello rifiuta di farmi ricordare, che si sente offeso dai manifesti dell’Ikea, quelli con due gay mano nella mano e la didascalia “Siamo aperti a tutte le famiglie”, e che ritiene sia contro la costituzione, libriccino che conosco abbastanza bene e che mi pare proprio che sull’argomento non dica granchè. Leggi il seguito di questo post »