Ode al bidet

by kai zen a

Non bramo celare una punta di commozione, nel vergare queste umili parole elettroniche dedicate all’oggetto più importante della mia vita. Sì, è vero, ho sempre detto di non provare affetto per le cose materiali, di volere meno oggetti possibili, vi ho rotto le palle all’infinito nel fare il figo che schifa il benestare, il lusso, i soldi, il PIL e tutto quanto non suoni irresistibilmente radical. Verissimo.

Ma provate voi a rientrare in Italia dopo un soggiorno all’estero (e con estero intendo l’estero a cui miriamo noi poveri italici, l’Europa del nord, i moderni, gli sviluppati, i bianchicci flaccidi, insomma ci siamo capiti) e andare a cagare nel vostro bagno di casa. Finalmente. Dopo una serie di anonimi, freddi cessi nordeuropei. Con tazza, carta igienica di qualità ‘Ferrovie delle Stato’ (italiano) annata 1983 e niente più. Senza nemmeno un fottuto bidet, ovviamente.

Provateci.

Vi sfido a non unirvi a queste mia ode, dopo l’esperienza. Perchè il senso civico è importante, amici, fuori da ogni dubbio. Lo sviluppo economico, il senso delle istituzioni, la competenza professionale, l’etica, la meritocrazia. Tutto, amici, tutto quello che volete.

Ma dopo una cagata ci vuole un bidet per sciacquare il culo, cristo santo! Non c’è maledetto anglosassone meritocratico che tenga. Come si può, dico io? Come può una popolazione raggiungere inarrivabili vette di emancipazione e senso civico, gestire l’urbanistica del territorio in modo perfetto, equilibrare la distribuzione delle risorse, applicare la giustizia fiscale e sociale, promuovere la tolleranza e il rispetto ecc. ecc. e non prevedere un maledetto bidet accanto al cesso?

Non c’è risposta.

Mai ci sarà.

Rimane solo un fatto. O meglio, un’ode. Un infinito ringraziamento di cuore. Alla Regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. Al Regno dei Borboni. All’Italia. Al pony di ceramica da calvacare. Al culo pulito, cazzo. Alle giornate spese in allegria, con le chiappe immacolate. Senza dover fare per forza una doccia dopo aver cagato, per non avere scazzi di sfregamento e irritazione tutto il santissimo giorno. Provate voi, dico, a fare un bel weekend nella vostra città europea dei sogni. Tutto low cost, ben organizzato, persino romantico. Pensate a una bella giornata a Parigi. Pregustatela. Poi immaginate una cagata improvvisa, appena prima di uscire con mappa della città e marsupio bello stretto sul pacco. Il bagno di cortesia degli amici, o un qualsiasi bagno comune a disposizione. Un grazie, anzi un merci. Una sessione impegnativa e soddisfacente. E poi… d’improvviso… No… non c’è il bidet! (in caso non ve ne foste accorti prima- io però lo noterei subito, è la prima cosa che noto, cazzo!)

Ecco. Pensate adesso a che giornata di merda potrebbe diventare, dopo. Con fastidi, irritazioni, pruriti, soprattutto se sono previste escursioni, camminate, visite culturali ecc. Certo, se dovete invece passare la giornata nella spa dell’albergo chi se ne fotte, problemi delle salviette immacolate con tanto di logo… ma altrimenti, problemi vostri. Problemi per me irrisolti, irrisolvibili. Questioni fondamentali. Spartiacque tra barbarie (nordica) e civiltà (mediterranea).

Dunque ode a te, o magnifico bidet. Ode allo scroscio delle tue rigogliose acque. Non potrei mai vivere senza di te.

Sappilo.