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: kai zen : gentiluomini di fortuna dal 2003

Month: giugno, 2011

Kaiser

by kai zen a

Quei fulminati dei Neurodisney – atipica band di capelloni con i capelli corti e le t-shirt senza nessun fottuto brand sopra – erano evidentemente appassionati di cinema. E non solo di serie z, come tendereste involontariamente a pensare. Negli anni novanta, ispirati dalla mitologica figura di Kaiser Soze (o Keyser Soze, o come vi pare), il criminale inafferrabile de I soliti sospetti interpretato alla perfezione da Kevin Spacey, i cinque paladini sestesi del rock duro e delle grasse pernacchie al music business hanno inciso cotanto spumeggiante brano, tutto da ascoltare. In apertura, tanto per ribadire, un campione di un fantastico dialogo tra due personaggi di ‘Rapina a mano armata’, geniale film del 1956 diretto da un certo… come si chiamava… ah, Stanley Kubrick :)

Poteva il vostro idolo Truck Driver non darvi una buona dritta musicale? Certo che no. E allora su, ringraziate veloci e poi fuori dai coglioni. Sto chattando con una tipa del Texas, la cui thumbnail mostra pantaloncini di jeans mozzafiato e un sorriso largo almeno venti centimetri, e chiappe incollate a un Renegade rosa fiammante che mi sta facendo vibrare come un Minipimer…

…che sia la nuova Daisy di Hazzard, cristo santo??

Ecco il brano: Kaiser

Rock’n'roll!

Ode al bidet

by kai zen a

Non bramo celare una punta di commozione, nel vergare queste umili parole elettroniche dedicate all’oggetto più importante della mia vita. Sì, è vero, ho sempre detto di non provare affetto per le cose materiali, di volere meno oggetti possibili, vi ho rotto le palle all’infinito nel fare il figo che schifa il benestare, il lusso, i soldi, il PIL e tutto quanto non suoni irresistibilmente radical. Verissimo. Leggi il seguito di questo post »

Roma 23 giugno: Pensare collettivo, scrivere collettivo: per un’anagrafe 2.0

by kaizenj

Giovedì 23 giugno, saremo a ROMA  all’Urban Center del XI Municipio in Via Niccolò Odero 13, Garbatella (ore 17) per l’incontro “Pensare Collettivo, Scrivere Collettivo”. Assieme a noi, gli illustri cugini Wu Ming (ultimi cittadini liberi di questa famosa città civile perché avevamo un cannone nel cortile) e un’altra masnada di scalmanati collettivi.

“L’io, io!… il più lurido di tutti i pronomi!” Carlo Emilio Gadda Si pensa comunemente che l’epoca attuale sia segnata dal prevalere della macchina sull’uomo. Mai come ora, in realtà, il cervello umano ha un ruolo chiave. Neuroni e sinapsi danno vita, sempre più spesso, a cervelli collettivi; questi cervelli, a loro volta, partoriscono nuove persone: organismi geneticamente modificati che necessitano un nome. Per quello puntiamo alla creazione di un’anagrafe che dia senso e significato a queste nuovi organismi. Dalla prima, pioneristica esperienza di Nicolas Bourbaki (datata 1935) vogliamo partire per arrivare all’oggi: il nome collettivo e il pensare collettivo. Leggi il seguito di questo post »

Referendum e punteruoli

by kaizeng

Caro Guglielmo, dopo il successone dei referendum nazionali, mi piacerebbe che l’iniziativa si potesse estendere anche a Messina, città che sbattendosene le palle di andare a votare e non raggiungendo il quorum ha dimostrato di essere abitata da una impressionante mole di palle mosce, ma vabbè. So che i referendum consentiti in Italia sono solo quelli abrogativi, ma lasciami sognare per un momento e consentimi di immaginarmi al chiuso dell’urna, con la matita in pugno, fremente, davanti una scheda che mi recita “volete voi che la Polizia municipale sia dotata di un chiodo col quale vergare le multe direttamente sul cofano dell’auto il cui proprietario ha posteggiato sul marciapiede col muso fino al muro, impedendo il passaggio dei pedoni che invece ne avrebbero pieno diritto, di passare, visto che il marciapiedi ci sarà anche un motivo per cui si chiama così? Leggi il seguito di questo post »

Il cuore troppo vicino al buco del culo 2

by kaizeng

Brunetta ha detto che i precari sono la parte peggiore d’Italia.

Ma Brunetta chi? Quello che è diventato professore associato senza concorso tramite il giudizio di idoneità previsto dall’art. 49 del DPR 382/80 (una specie di sanatoria per gli universitari precari dell’epoca)?

Sì, quello.

Quello che ha al suo attivo ben 7, diconsi SETTE, pubblicazioni scientifiche con h-index pari a 0, e due sole pubblicazioni in peer review (secondo i parametri dell’Institute for Scientific Information che valuta la qualità scientifica di uno studio secondo le citazioni che altri studiosi ne fanno), e lo hanno fatto pure ordinario?

Sì, quello.

Quello che ha preso in affitto a Roma una casa dell’Inpdai a 350 euro e poi l’ha potuta comprare per 113.000 euro (4 vani con verandina in zona parco Appia antica) senza averne diritto per legge?

Sì, quello.

Quello che ha comprato due ruderi a Ravello per due lire trasformandoli in un supervillone da milioni grazie a opportune modifiche catastali?

Sì, quello.

Quello che sia come eurodeputato che come consigliere comunale ha sempre avuto le medie di presenza più basse fra i suoi colleghi, giusto appena sopra la soglia che permette di beccarsi per intero i rimborsi spese?

Sì, quello.

Quello che è andato in pensione dall’università nel 2009 alla veneranda età di 59 anni?

Sì, quello.

Quello che da piccolo era talmente povero che ha giurato a se stesso che avrebbe fatto di tutto pur di riscattarsi socialmente e così infatti ha fatto, tramite l’amicizia di uomini onorevoli come Craxi prima e Berlusconi poi?

Sì, sì, quello lì.

Ah, vabbe’ se lo ha detto lui sarà vero. Uno più esperto di scansafatiche, furbastri e approfittatori in genere non mi viene proprio in mente.

Il cuore troppo vicino al buco del culo

by kaizenj

Kai Zen alla Biennale di Venezia

by kai zen a

Volete ascoltare un reading musicato di Delta Blues, nella fantastica cornice dell’isola di San Servolo, di fronte a San Marco, all’ora del tramonto, con un drink in mano e in pace con il pianeta intero? :)

Allora fatevi un giro a Venezia sabato prossimo 18 giugno, e cercate il padiglione danese OSLOO. Uno spazio pubblico, un bar, una stazione radio pirata. Un punto di ritrovo. Per ascoltare.

Sabato 18 giugno 2011, dalle 19:00

KAI ZEN legge DELTA BLUES @ OSLOO, Biennale di Venezia

Torno subito

by kai zen a

Amici.

No, non mi sono dimenticato di voi. No, non scrivo adesso per Booksblog o Nazione Indiana, o per Carmilla. E non sono nemmeno emigrato in Olanda (ho cambiato idea da quando ho sentito che i coffeeshop sono soggetti a una forte stretta normativa). Semplicemente, mi sono fatto la bibi qualche giorno fa. Ora ho un ginocchio grosso come un meloncino. Sono caduto lanciandomi col paracadute su una vetta innevata, snowboard ai piedi ed elastico per bungee jumping pronto per susseguente salto nel vuoto dal precipizio. Cose che succedono.

Nel frattempo, ho visto che Truck Driver è la serie più amata dai navigatori sin dai tempi del collegamento Internet a 56k. Ne sono onorato, grazie. Dunque vi metto qui sotto un pò di riferimenti per ingannare l’attesa del ritorno del vostro eroe leggendo cose di qualche tempo fa, che, ahimè, l’inesorabile, rapidissimo tempo della rete relega presto nel dimenticatoio. Leggete, fate girare, contribuite al mio successo! E non temete, non vi sarò riconoscente per nulla.

Ci mancherebbe…

Alcuni post Truck Driver di qualche tempo fa:

Truck Driver page 4,  se poi scorrete le pagine, in basso, avrete più roba da leggere. E tutto gratis! Incredibile…

Qui roba ancora più vecchia, per gli amanti dell’old style:

Truck Driver page 6

E qui qualcosa della serie precedente a Truck Driver, dove è nato tutto:

Vista dal basso

Enjoy ;)

Il Mondo di Capitan Salgari

by kaizenj

Oggi alle 18 il vostro amichevole kai zen di quartiere J è alla cineteca di Bologna per il Biografilm Festival assieme a Paco Ignacio Taibo II,  Paola Pallottino, Silvino Gonzato, Marco Serecchia per parlare di Salgari…

“In occasione dei 100 anni dalla morte di Emilio Salgari, Marco Serrecchia ha dedicato allo scrittore italiano un documentario con cui omaggiarne la vita e l’opera. La passione per il mare, il lavoro forzato alla scrivania, le vicissitudini familiari e infine il suicidio: un Salgari da riscoprire, una figura emblematica che qui ci viene raccontata da alcuni dei suoi principali conoscitori.”

Vuelvo al Sur 5. Reportage dal centro del mondo

by kaizenj

Villa 21, Buenos Aires

Il cielo è ormai viola scuro e la croce al neon azzurro è un bagliore alieno tra la luce aranciata dei lampioni. Per un momento restiamo in silenzio ad ascoltare il respiro della villa. Come in ogni romanzo che si rispetti c’è un cane che abbaia in lontananza, serve a dare il senso di realtà alla storia, eppure sono così frastornato da quel luogo che il cane non basta, non lo percepisco ancora come reale, non del tutto. Non è la mia realtà quotidiana, non lo sarà mai, quei fori di proiettile sul muro sono al contempo terribili e metafisici. Leggi il seguito di questo post »

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