Truck driver al multisala

by kai zen a

In effetti erano un pò di anni che non bazzicavo cinemI diversi da quello oratoriale di paese, vicino a casa (che per la cronaca fa le scarpe alla maggior parte delle sale sparse per lo Stivale, tanto per fare un pò di pubblicità). Che trauma: tutto è cambiato così tanto in pochi anni, amici, senza che me ne accorgessi. E non ridete di me, mealedetti! Preso tra cambi di pannolini e trasferte in Lusitania per ritirare partite di Lancers, risse per futili motivi con guidatori di SUV e sbaciucchiamenti languidi con la mia signorina, cameriera in un highway restaurant costretta a cavarsela a mance, e complici forse anche l’abuso di erba medica :) arrotolata in sigarette che fanno ridere, il gran consumo della famosa bevanda ricavata dalla fermentazione del luppolo e la passione per il tempo libero speso a casa, a consumare film di serie Z , ebbene non sapevo. Non immaginavo. Mi sono trovato impreparato.

Il cinema multisala, dunque. All’interno di un ennesimo, inutile centro commerciale del cazzo. Sono arrivato alla cassa sereno, con la mano sinistra infilata nella tasca davanti dei miei pantaloni a sigaretta Confezioni Moderne Uomo, a giocherellare con quelle monete che – pensavo – sarebbero bastate per gli ingressi mio, della mia signorina, e magari anche la metà di quello del pischello che ci stava dietro, auricolari bianchi pressati dentro le orecchie e una musica infernale che ne fuoriusciva comunque. Grandioso, era un fottuto tunz tunz senza ritegno. Mi piaceva quel ragazzo. Ma, cristo santo, quando la cassiera mi ha detto ‘Sono 20 euro, grazie’ mi è venuto un coccolone.

‘No, dicevo due biglietti per Fast & Furious 47, non il balconcino per la prima della Scala il 7 dicembre…’

La racchia mi ha guardato tipo l’impiegata dello sportello dei Soliti Idioti (‘dicaaaa’), e ha ripetuto: ‘Due biglietti fast & furious 3D fanno 20 euro. Grazie.’

‘Sticazzi.’

‘Appunto.’

Poi mi sono avvicinato al bar, scosso finanziariamente ma con riguadagnato orgoglio tamarro. Passo da Vito Catozzo e la mia signorina per mano. Mi sono appoggiato al bancone e ho fatto lo splendido, come al solito. ‘Cosa ti prendo, bambola?’

‘Niente, Truck, grazie.’

‘Ragazzo, pop corn XXL, due, e due di quelle bibite rosso fluorescente e… quanti? – guardando la mia signorina – cinque Mars.’

‘Sono… 23 euro.’

‘Cosa? Allora niente champagne.’

‘Sono 23 euro, signore. Con lo champagne sarebbero 25.’

Spiritoso il ragazzo… Ma non ho voluto fare figuracce, ho sganciato quasi 100.000 lire prima ancora che iniziasse il film, ma andava bene così. Che me li devo portare in tomba, i soldi?

Debbo dire che il comfort delle poltrone nei cinema multisala è incontestabile. A un certo punto, mi sono tolto anche le Doc Martens da tanto che mi sentivo a mio agio, salvo rimetterle subito non appena ho sentito bisbigliare: ‘Ehi, senti anche tu l’odore?… Chi è che sta mangiando i Fonzies? Quel bastardo al bar mi ha detto che erano finiti…’ Non volevo creare tensioni.

L’impianto sonoro era incredibile, mi ricordava la Golf GT bianca con stereo elaborato e pianale ‘disco dance’ dell’amico più tamarro della mia adolescenza. Non che fosse potente come quello della Golf, il suono del cinema, ma devo dire che anche solo durante lo spot di apertura dell’ennesima fottutissima auto ho sentito vibrare le budella, e la cosa non può che farmi sempre piacere.

Poi, la visione. Il film faceva cacare, così come desideravamo, nell’intervallo se ne sono andati altri 16 euro per due gelati bomboniera big e due bibite fluorescenti verde schifido, e non mi sono nemmeno girato a zittire persone tra il pubblico, se non un paio di volte dovute (e me l’ha riconosciuto anche la mia signorina).

Ora mi chiederete: nostalgia del baretto sfigato gestito da due anziani lentissimi, a prezzi da oratorio? Un pò. Ma soprattutto, ho anch’io una domanda: perchè in un cazzo di multisala, per un titolo decente in programmazione ce ne sono una manciata di pura e fumante CACCA? Mi rispondo da solo: business, amico. Con la nascita dei multisala produttori, distributori e cinemI fanno tutto in casa, tra di loro. Vuoi un Greengrass? Beccati pure ‘ste tre cazzate. Vuoi un Moretti? Ti costerà almeno quattro sale con lo stesso cartone Disney.

E allora viva i cinemI di periferia, quelli improvvisati, quelli all’aperto, persino quelli oratioriali (spero quelli dell’UAAR non mi leggano… :D ). Viva le rassegne, i forum, le retrospettive. Viva i cinefili. E viva tutte quelle proiezioni che se ne infischiano del giro vizioso citato sopra. Pensateci la prossima volta, prima di rifiondarvi nel solito, merdosissimo centro commerciale.

Risparmierete anche una cinquantina di stramaledetti euro. Parola di Truck Driver.