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: kai zen : gentiluomini di fortuna dal 2003

Month: maggio, 2011

Sassolini

by kai zen a

Allora, siamo ancora caldi dei risultati delle urne elettorali comunali. A Milano è successo un miracolo. Quasi piangerei a dirotto lacrime di gioia camionista, per celebrare questo momento cruciale, ma voglio invece mantenere il mio solito aplomp britannico, e provare come sempre a insinuarmi sobrio negli interstizi delle vicende per sviscerare, analizzare, capire, trarre conclusioni oggettive da condividere con voi.
Ehi, di chi sono queste grasse risate? Vergogna! Io sono serissimo.
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Vuelvo al Sur 2. Reportage dal centro del mondo.

by kaizenj

Villa 21, Buenos Aires


Abbandoniamo la strada principale e cominciamo a inoltrarci nel dedalo di strade e vicoli che formano la griglia della villa. Passiamo da una via a due corsie lunga meno di cinquanta metri, voltiamo a destra poi a sinistra. Tutto si restringe, le baracche e le case di mattoni grezzi e lamiere delimitano il nostro percorso, il cielo è solcato da fili, le finestre sono protette da inferriate, il bagliore del televisore e il suo ronzio sono un motivo ricorrente. Tutti hanno la tv accesa, tutti hanno la tv. Via cavo. Il “tizio del cavo” mi viene spiegato si fa pagare per i collegamenti e per gli amplificatori di segnale che fanno da prolunga e da connessione tra i vari fili, è il “tizio del cavo” ufficiale ma qui lo fa illegalmente. Ho una strana sensazione, indosso un paio di jeans vecchi e una maglietta nera semplice, un po’ scolorita, non porto occhiali da sole, non ho il portafogli con me e ai piedi ho delle anonime scarpe da ginnastica, sono alto poco più di un metro e settantacinque ma sono il più alto di tutti quelli che incontro e puzzo di primo mondo lontano un chilometro. Sono un’eccezione, una distorsione spaziotemporale, non dovrei essere lì, lo so, lo sanno, sono leggermente turbato.
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Vuelvo al Sur 1. Reportage dal centro del mondo.

by kaizenj

Villa 21, Buenos Aires

Maria Ester es una piba / que nacio para cojer / ella es loca por los burros / no hay pija que le venga bien. (Los Pibes Chorros)

Aspetto il mio contatto tra Cordoba e Pringles. Il sole brucia e mi rintano in una stazione di servizio con l’aria condizionata al massimo. Mi concedo una bottiglia d’acqua gelata poi torno all’incrocio rovente e aspetto. Aspetto. Con tre quarti d’ora di ritardo lo vedo attraversare la strada e venirmi incontro sorridente. È alto meno di un metro e sessanta, la maglietta si tende sul ventre a mappamondo e sotto il capello con la visiera ha uno sguardo da eterno ragazzino. Prendiamo un autobus verso Retiro e la stazione dei treni. Assistiamo a una lite tra l’autista e un tizio particolarmente su di giri a cui partecipa mezzo autobus con commenti, suggerimenti e parolacce. La guida mi fa notare che più andiamo a sud più ci si imbarbarisce, a ogni fermata i volti, gli abiti e i comportamenti cambiano. Non prendermi per razzista dice, è una questione genetica, se per generazioni soffri la fame il tuo cervello come il tuo fisico non possono crescere. Buenos Aires è uno specchio del mondo. Il Sud è sempre il Sud, anche su scala ridotta, i quartieri bene sono a nord le villa miseria a sud. È così. Liquida la questione con estrema facilità, è molto pratico e sa di cosa parla. Io sono portato alla complessità o forse all’ingenuità della complessità, ma io vengo da nord.

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Specchio delle mie brame

by kaizeng

Caro Guglielmo, io che politologo non sono, ho la netta sensazione che il bunga bunga che i milanesi hanno fatto a Berlusconi in occasione delle amministrative sia diretta conseguenza della lunga, infelice e francamente ormai imbarazzante sequela di battute che il presidente del consiglio si diverte a sparare l’una dopo l’altra, ormai pateticamente incapace di dire altro. Tipo quella degli avversari (chiunque, di qualunque colore politico) che si rovinano la giornata già la mattina, guardandosi allo specchio. Battuta che non fa nemmeno ridere, tra l’altro, e che presupporrebbe che chi la pronuncia sia esteticamente più gradevole di chi la subisce. E non mi sembra proprio sia il caso di Berlusconi. Che poi io Berlusconi l’ho visto da vicino, e oggettivamente non è proprio un Apollo, ecco. Leggi il seguito di questo post »

Truck driver al multisala

by kai zen a

In effetti erano un pò di anni che non bazzicavo cinemI diversi da quello oratoriale di paese, vicino a casa (che per la cronaca fa le scarpe alla maggior parte delle sale sparse per lo Stivale, tanto per fare un pò di pubblicità). Che trauma: tutto è cambiato così tanto in pochi anni, amici, senza che me ne accorgessi. E non ridete di me, mealedetti! Preso tra cambi di pannolini e trasferte in Lusitania per ritirare partite di Lancers, risse per futili motivi con guidatori di SUV e sbaciucchiamenti languidi con la mia signorina, Leggi il seguito di questo post »

Kai Zen a Padova…

by kaizenb

Continua il tuor dei vostri affezionatissimi Square Kai zen, questa sera saremo in quel di Padova. Per l’orario e l’inidirizzo non dovete far altro che cliccare sulle due bellissime locandine dell’evento incollate qui di seguito e poi, se siete da quelle parti…

Ma ‘sti moderati…?

by kaizeng

Dopo il venticello primaverile che sta scompigliando i programmi politici ed elettorali dei nostri padroncini, siamo in zona ballottaggio. E dunque è tutta una caccia al voto moderato. Il “moderato” è un curioso animale molto diffuso dalle nostre parti che è dotato di un sistema nervoso delicatissimo, e infatti guai a spaventarlo che scappa e non lo prendi più. Parliamo di immigrazione? Schcht! Pazzo, che mi spaventi i moderati! Di giustizia, di diritti dei lavoratori, di legge elettorale, di biotestamento? Ma che sei scemo? Il moderato si adombra, ci rimane male. E se ne va. Ma allora, di che parliamo? Di… parliamo di arredamento, di sport, al limite. Di corsie preferenziali, ecco, dei veri problemi della gente. Localizziamo, non facciamo i soliti massimalisti presuntuosi che poi i moderati zac, è un attimo che si sfilano. I moderati… Ma chi cazzo sono ‘sti moderati? Ci ho pensato su. Mi è venuta fuori questa specie di cosa che dedico loro con tutto il mio affetto.

Dedicato a te, moderato. Moderato nel parlare, nell’agire e nel gesticolare Leggi il seguito di questo post »

Il love shopping con Dostoevskij

by kaizeng

C’è uno scrittore in Italia (forse anche più d’uno ma per il momento ci occupiamo solo di questo uno) che ha la leggerezza di tocco e l’arguzia adatte a raccontare la volgarità e la decadenza da tardo impero dei nostri tempi, senza risultare stucchevole. È già qualcosa. Se questo scrittore, oltre a non risultare stucchevole, ti fa anche ridere di gusto è ben più che qualcosa. Quando poi ti accorgi che il suddetto scrittore, oltre a non risultare stucchevole e a far ridere di gusto, non si limita a creare dei bozzetti divertenti o grotteschi, come pure sembrerebbe in un primo momento, ma fa pian piano emergere dalle sue storie dei personaggi di carne e sangue… be’ quello scrittore, oltre a leggerlo, a me viene voglia di conoscerlo, offrirgli una birra e chiacchierare un po’. Ora, io questa fortuna più o meno ce l’ho, perché Federico Baccomo in arte “Duchesne” lo conosco. Lo conosco come ci si conosce al giorno d’oggi, certo, via mail, facebook e altre magagne, dunque non l’ho mai visto di persona e non gli ho mai offerto quella birra, ma se capita prometto che lo farò perché se lo merita. Questo per mettere le mani avanti: ecco un recensore che conosce il recensito, ecco uno scrittore che parla bene di un altro scrittore, ecco dunque la cricca, la camarilla, i soliti sospetti. Ecco sì, embe’?

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Visitor

by kai zen a

Quando ero ancora solo un giovane autotrasportatore, ho avuto un periodo di totale ossessione per l’ufologia. E certo, cosa vi aspettavate dal vostro campione di tamarraggine in abbondanza di tempo libero? Pensate che prima degli UFO - parola degli esperti di cattivo gusto - nella top 3 tamarra dello Stivale c’è solo la cosiddetta penna (leggi impennata) con lo scooterino, seguita dal cappellino da baseball allacciato stretto e solo appoggiato alla metà superiore del cranio, che piace tanto ai giovani d’oggi dal cellu strafigo e dalla vita dei pantaloni ad altezza inguinale. Mica male, no? Sono sempre stato avanti, come truck driver…

Dunque UFO, dischi volanti, circle crop, cospirazioni, agenti segreti CIA, Area 51, Roswell e via dicendo fanno parte – eccome – del mio sobrio, lineare immaginario di uomo contemporaneo. Ora non vi sto a girare riferimenti bibliografici o pagine web di rilevanza, tanto non ve ne fotterebbe niente a riguardo (e io manco me li ricordo), ma vi metto qui sotto una canzone ‘ufologica’ dei tenebrosissimi Neurodisney, probably the best band on the planet. Solo il pianeta non lo sapeva. E, ancora oggi, non me ne sembra pienamente cosciente. Ed ecco perchè avremmo dovuto rivolgerci a intelligente sconosciute, noi amanti del rock duro e puro, allora come ai giorni nostri.

Ma ormai è tardi, e quel che è stato è stato. Intanto sentite come pompa ‘sto pezzo. C’è gente in giro che lo canticchia ancora oggi. Tipo… io! :D

C’è un alieno tra di noi

C’è un alieno tra di noi

Lui si veste come noi

Si comporta come noi

http://kiado.tumblr.com/post/372769104/neurodisney-visitor-1997-13-anni-fa-alla

Domande per Milano

by kai zen a

Allora, tra un paio di giorni si vota per l’elezione del Sindaco di Milano. Posto che sono un camionista dell’hinterland (e felice di esserlo), non posso trattenermi dal dire la mia, visto che comunque consegno da sempre robiole e caciocavallo nella metropoli – e con un carretto a pedali, tanto per chiarire con gli amici ambientalisti.

Non me ne frega niente se siete di destra o di sinistra. Anzi, a dirla tutta, spesso questa suddivisione tra le solite, noiosissime italiche due fazioni IN TUTTO mi ha frantumato gli zebedei, e mi provoca l’orticaria qualsiasi sia la risposta dell’interpellato. Non è importante, amici milanesi. Altro è importante, adesso. E per capirlo, fatevi questa serie di domande.

La città è gestita in modo competente e onesto?

La città è migliorata?

La città è vivibile, piacevole, ospitale?

Guardatevi attorno. La risposta è evidente, no? La città fa CACARE. Eppure di cose qui ne succedono. Eppure nazionalità, etnie, influenze, incontri, progetti, iniziative ce ne sono a bizzeffe. Eppure la gente qui è consapevole, attenta, precisa. Persino affidabile. Persino divertente, se sai prenderla. Il problema è  in alto, amici, non tra di noi, modesti camerieri del grande catering cittadino. Il problema è che mafia, inciucio, privilegio, snobismo, aristocrazia, menefreghismo, crimine e arroganza banchettano alla grande a Milano da troppo tempo, ormai. E tutto intorno, la città fa schifo.

Un’ultima domanda: come si fa, tra un paio di giorni, a entrare nella cabina elettorale e votare ancora per chi ha dimostrato in questi anni di aver addirittura peggiorato la situazione, già deficitaria? Se vogliamo, la cosa è da Guinness dei Primati… Com’è umanamente concepibile, se come me vivete la città ogni giorno, ogni anno, da decenni ormai?

No.

Non può essere.

Milanesi, non lo fate. O vi meriterete arroganza, cemento e SUV del cazzo a vita. Che siate di destra o sinistra, chiari o scuri, ricchi o poveri, stronzi o simpatici. Non lo fate. La città può veramente cambiare, se vorrete prendere a calci in culo chi l’ha gestita per anni. Altrimenti, non avrete che da incolpare voi stessi.

Maledetti.

;)

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