Ma che bel consiglio
by kaizeng
Alessio Caspanello
Caro Alessio, mi pare giusto per una volta non cavalcare la cronaca, tanto, di nucleare, rischio atomico, guerre per il petrolio, migrazioni e politica parlano già tutti e non vedo perché unirsi al gregge. Distinguersi va benissimo, certo. Ma santa pazienza, perché diavolo mi vorresti vedere a un consiglio comunale? Io faccio già tre lavori contemporaneamente, ho una famiglia di cui prendermi cura, una casa bisognosa di piccola manutenzione che non so fare… pure a Palazzo Zanca mi devo sbattere? E non mi fraintendere, non è snobismo o puzza sotto al naso. In vita mia ho fatto il militare, ho lavorato in un ufficio pubblico, ho scritto romanzi, impugnato cartelle esattoriali, studiato scienza delle finanze, ridotto opere liriche mai rappresentate, vissuto da adolescente negli anni ottanta. Ho atteso per ore professori, giudici e ragazze (per motivi differenti), ho assistito impassibile a migliaia di programmi televisivi spazzatura prima ancora che la spazzatura diventasse di moda, imparato a memoria il testo di canzoni come Sugli Sugli Bane Bane (tu miscugli le banane) e Sarà perché ti amo, sono andato a vedere Messina-Rossanese in CND, ho collezionato pacchetti di sigarette vuoti. Ho insomma una certa esperienza di attività del tutto inutili e non nego di aver trovato alcune di queste perfino, seppur moderatamente, dilettevoli. Ma con tutto quello che ho da fare oggi, assistere a un consiglio comunale senza nemmeno percepire il gettone di presenza, bello mio, non me lo chiedere.
Guglielmo Pispisa
di Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa
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