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: kai zen : gentiluomini di fortuna dal 2003

Month: marzo, 2011

Ma che bel consiglio

by kaizeng

 

Caro Guglielmo, nonostante le decine di argomenti dei quali io e te si potrebbe discutere tra guerre, terremoti, catastrofi nucleari, migranti, rimpasti di governo e tutto il resto, mi piacerebbe parlare invece di consiglio comunale. Io ti invito ad assistere ad una delle sedute. Se ne fanno due dozzine al mese, di mattina e di pomeriggio, trovare mezz’ora libera non è difficile, e ti assicuro che è un’esperienza al limite del lisergico. Hai presente le classi di un liceo quando non c’è la professoressa e al suo posto arriva la supplente di primissimo pelo? Ecco. Praticamente uguale. Lo sciollero più clamoroso, tra gente che si alza e cazzeggia per l’aula, gente che chiacchiera al cellulare camminando con le mani in tasca e parlando a voce alta, gente che scambia battute e considerazioni “fuori microfono” da un lato all’altro dei banchi, gente che parla in dialetto e si fa un bel pacco di cazzi suoi e gente, poca e sfortunata, che cerca invano di dire qualcosa di intelligente che resti a verbale. Io, che al Comune ci passo ormai il triplo del tempo che potrei e dovrei dedicare ad attività più costruttive, ormai ci ho fatto il callo, e non mi stupisco più. Tu provaci, almeno una volta. Provaci, e fammi tornare la capacità di stupirmi. E magari anche di bestemmiare a denti stretti dalla rabbia e dallo schifo.

Alessio Caspanello

Caro Alessio, mi pare giusto per una volta non cavalcare la cronaca, tanto, di nucleare, rischio atomico, guerre per il petrolio, migrazioni e politica parlano già tutti e non vedo perché unirsi al gregge. Distinguersi va benissimo, certo. Ma santa pazienza, perché diavolo mi vorresti vedere a un consiglio comunale? Io faccio già tre lavori contemporaneamente, ho una famiglia di cui prendermi cura, una casa bisognosa di piccola manutenzione che non so fare… pure a Palazzo Zanca mi devo sbattere? E non mi fraintendere, non è snobismo o puzza sotto al naso. In vita mia ho fatto il militare, ho lavorato in un ufficio pubblico, ho scritto romanzi, impugnato cartelle esattoriali, studiato scienza delle finanze, ridotto opere liriche mai rappresentate, vissuto da adolescente negli anni ottanta. Ho atteso per ore professori, giudici e ragazze (per motivi differenti), ho assistito impassibile a migliaia di programmi televisivi spazzatura prima ancora che la spazzatura diventasse di moda, imparato a memoria il testo di canzoni come Sugli Sugli Bane Bane (tu miscugli le banane) e Sarà perché ti amo, sono andato a vedere Messina-Rossanese in CND, ho collezionato pacchetti di sigarette vuoti. Ho insomma una certa esperienza di attività del tutto inutili e non nego di aver trovato alcune di queste perfino, seppur moderatamente, dilettevoli. Ma con tutto quello che ho da fare oggi, assistere a un consiglio comunale senza nemmeno percepire il gettone di presenza, bello mio, non me lo chiedere.
Guglielmo Pispisa

di Alessio Caspanello – Guglielmo Pispisa

qui gli articoli precedenti

Delta Blues Tour – Dal Friuli al Piemonte

by kaizenb

More about Delta blues Continua il tour di presentazione dell’ultima fatica dei vostri Kai Zen di quartiere, Delta Blues. Mercoledì 30 alle 20:30 saremo alla Biblioteca di Pradamano (UD), nell’ambito dell’iniziativa “Incontro con l’autore” a cura della Commissione Cultura del Comune.

Domenica 3 aprile saremo ospiti alla Festa del libro al Liceo Valdese di Torre Pellice (TO), organizzata dall’Associazione Amici del Collegio con la Libreria Claudiana di Torre Pellice. Eccovi la locandina dell’evento e mi raccomando, se siete da quelle parti…



La realtà

by kai zen a

Proseguiamo la rassegna sonora sulla band di mio cugino rock star, i Neurodisney. Ricordo ancora: quando sfrecciavo contromano sul Viale Monza con il mio Ape Car truccato, un giorno sì e uno no, lanciando scamorze e soppressate ai salumieri e ai formaggiai in lista consegne per arrotondare lo stipendio da pusher davanti al cimitero nuovo, mio cugino rock star invece si rinchiudeva con i suoi soci in cantine ovattate a suonare per ore e ore, e a degustare la mia mercanzia (no, non le scamorze :D ).

A ognuno la sua passione.

Adesso ascoltatevi ’sto pezzo, intitolato ‘La realtà’. Al tempo, ricordo era uno dei preferiti della dozzina di avventori medi dei loro concerti (una decina tra parenti sconfortati e amici costretti a forza + un paio di jolly a data). Forse perchè prende in giro i finti ‘alternativi’. O forse perchè ha una melodia accattivante. Ditemi voi.

Dai che se vi piacciono i loro pezzi, prima o poi faremo una petizione per acclamare a furor di popolo la reunion dei Neurodisney! Che cazzo, la fanno cani e porci, perchè dei quarantenni panciuti dell’hinterland milanese no? Scommetto che dal vivo, adesso come adesso, sarebbero divertenti (nel senso che ci faremmo tutti delle gran risate).

Rock’n'roll

http://kiado.tumblr.com/post/2963108232/neurodisney-la-realta-1997-trasformiamo-i

This is the way – step inside

by kaizenj

 

 

Ci sono giorni in cui non restano che suoni e parole. Dischi che girano e rigirano sul piatto. Giorni in cui ideologie e religioni non sono solo, come diceva Cioran, crociate contro lo humour, ma insopportabili rumori di fondo, brusii, ronzii, manifestazioni sottotono che  gracchiano e incitano sotto le mie finestre. Ho i vetri a prova di baccano eppure sono lì sotto. Invocano  e condannano la guerra, innalzano cartelli, sventolano bandiere, hanno sete di sangue ma vogliono bere solo in bicchieri di cristallo di Boemia o di carta, quelli piccoli da distributore automatico di caffè. E il disco gira e gira e sposto la puntina sempre da capo, sullo stesso solco, di nuovo e di nuovo ancora. Il vinile nero implacabile ripete con i suoi bassi analogici il mantra di cui ho bisogno. E allora apro le finestre, trascino le casse sul davanzale e alzo il volume. Lo alzo e lo alzo ancora. Ne ho abbastanza di voi, ma non ancora di quel ritmo fradicio e sbilenco. E la mostra dell’atrocità ve la vomito addosso, in un conato di note, in uno sforzo sonico, un flusso liquido di basso, un rigurgito grumoso di batteria, un bava biliosa di chitarra e uno sputo appiccicoso di saliva. This is the way – step inside.

Asylums with doors open wide
Where people could pay to see inside
For entertainment they watch his body twist
Behind his eyes he says: I still exist
This is the way – step inside –

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C’era una volta

by kai zen a

“C’era una volta un signore brutto, sporco e senza casa.”

Ah, scusate: oggi parliamo delle favole raccontate da quel brutto ceffo di Truck Driver alle sue bambine :)

“Perchè brutto, sporco e senza casa?” La figlia grande. “Pecchèè?” La piccolina.

“Perchè il signore, poverino, aveva perso tutti i suoi soldi alle macchinette e aveva dovuto lasciare la casa in cui abitava. Quindi non poteva più fare la doccia, e diventò sporco. E quando qualcuno è sporco, si pensa che sia brutto. Ma non è sempre vero, sapete? Guardate papà.” Leggi il seguito di questo post »

Piccoli ignoranti crescono…

by kaizenb

Il governo ha introdotto una prova scritta e orale di italiano per gli stranieri che desiderino ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato e poi magari col tempo (dieci anni) e un po’ di fortuna anche la cittadinanza. Ho dato una sbirciatina ai test proposti nell’esame, niente di complicato a dire il vero, però subito una domanda mi è sorta spontanea: ma se per assurdo introducessimo questo esame anche per gli italiani? Del tipo chi lo passa resta cittadino italiano, chi non lo passa diventa un apolide? Sono sicuro che in poco tempo la cittadinanza dello stivale si dimezzerebbe, non ho dubbi. E volete sapere perché? Leggi il seguito di questo post »

Maiko (Japanese Whispers)

by kaizenj

Il giorno più importante della vita di Naoko è un giorno rovente d’agosto. Si è svegliata nel cuore della notte per cominciare i preparativi. Il chimono, il trucco, l’acconciatura, tutto deve essere perfetto. È agitata ma si concentra e ripete a mente ogni singolo gesto della cerimonia del tè che dovrà eseguire per la sua onee-san, la sorella maggiore.
Sono cinque anni che aspetta questo momento. Cinque anni passati seguendo la onee-san in ogni suo impegno con i clienti. Sempre discreta in disparte, ha imparato l’arte della conversazione, a suonare il flauto di bambù, cantare canzoni tradizionali, servire il sake, creare composizioni floreali, si è esercitata nella calligrafia, ha acquisito nozioni di poesia e letteratura e ha studiato a fondo l’arte di intrattenere i clienti. Oggi da maiko diventerà geisha, uscirà dal bozzolo come una farfalla, sceglierà su consiglio della sua mentore, un nuovo nome e comincerà a ripagare il debito contratto con la casa di geisha. Leggi il seguito di questo post »

TANTI AUGURI A NOI…

by kaizenb

“Tanti auguri a tutti noi bravi italiani che invece della testa siamo avvezzi a usar le mani, per rubar al prossimo o per allungar mazzette e far sì che le util conoscenze rimangan buone, strette strette…”

Tanti auguri a tutti gli italiani, da nord a sud, isole comprese. Tanti auguri e una domanda: che cazzo abbiamo da festeggiare? Siamo sicuri di voler esporre in questi giorni, fieri, le bandiere tricolori alle finestre? E poi questo profondo senso di appartenenza alla Nazione in quanti lo sentono veramente? Uno su cento? Uno su mille? Nessuno? Leggi il seguito di questo post »

Le frane non fermano le gru

by kaizeng


Caro Guglielmo, proprio mentre sto scrivendo, un terremoto tenta di farmi perdere la concentrazione con una scossetta di quelle un po’ così, quasi impercettibile e che però si fa sentire, di quelle che avverti un brontolio sordo nella pancia (e sai perfettamente non essere una scorreggia) e subito dopo lo sbuffo d’aria della casa che si comprime e poi si espande e torna alla forma originale. Una scossa di quelle che ti fanno guardare un attimo in alto, con la testa a quarantacinque gradi, giusto due, tre secondi prima di riprendere a fare quello che stavi facendo. Mi piace pensare che sia la terra che in modo notturno e abbastanza sinistro ti dice “tu non te ne accorgi, ma io sono sempre qui, quindi occhio”. Leggi il seguito di questo post »

L’e-book è mio e me lo gestisco io (una questione open source)

by kaizenj

Ci stiamo ragionando da tempo. Diversi lettori, anche da questi parti, ce lo hanno chiesto… A quando gli e-book dei romanzi di Kai Zen? Abbiamo sospeso la decisione, ma forse siamo stati lungimiranti (o lo è stato il nostro agente, che però probabilmente ci dà dei matti). I costi, ci assicurano gli editori, sono alti, la conversione in formato e-pub, le tasse, le varie piattaforme da cui vendere l’e-book… Il prezzo finale ci ha gelato il sangue. Tra 8 e 9 euro. A noi ne verrebbe il 25%. Ora se è giusto e sacrosanto che l’editore si prenda una cospicua fetta della torta (sempre meno di quella del distributore che invece ci lascia perplessi) sul libro cartaceo che ha dei costi materiali, ci sembra bizzarro anzichenò che il 75% del costo del prezzo dell’e-book vada a perdersi in meandri oscuri che, non sono solo (anzi) le tasche dell’editore. Leggi il seguito di questo post »

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