Moralisti

by kaizenj

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Ieri sera, ancora una volta, qualcuno mi ha detto: ma chissené (proprio così chissené) se il nano si tromba le ballerine, saranno ben cazzacci suoi (proprio cazzacci) e se poi minorenni… dimmi che non ti sei mai chiavato (proprio così chiavato) una quindicenne… Proprio tu fai il moralista (prorpio così moralista). Ora, dopo una laurea in filosofia e uno studio matto e disperatissimo dei moralisti – come Nietzsche per intenderci - qualcosa ho imparato, poco, ma qualcosa e cioè che ieri sera avevo un’unica scelta… Ammetto di aver alzato un po’ il gomito, e forse anche il mio interlocutore lo aveva alzato. Avrei potuto dire che il problema non è etico, ma politico, avrei potuto dire che avere un capo di stato ricattabile da quattro puttane – o da chiunque altro – non è cosa saggia, avrei potuto dire che usare la cosa pubblica come privata dispensado stipendi a incapaci è un danno collettivo, che i soldi con cui le troie che occupano incarichi istituzionali sono anche miei, suoi, di tutti, avrei potuto dire che le quindicenni me le chiavavo quando avevo diciasette anni e che comunque un reato rimane un reato al di là della questione “morale” e se a commetterlo sono i legislatori, be’ è una sorta di istigazione a delinquere (e io sono papà di una bimba e sono sensibile al tema sesso con minorenni, anzi sono feroce), avrei anche potuto dire che non sono interessato a nulla poiché è tutto illusione e che tutto è già morto, ecco avrei potuto dire tutto questo, mi sono limitato a spaccargli la faccia. Sì, un destro come non ne tiravo da anni, come  tenessi in mano un punteruolo per il ghiaccio, dritto sul naso. È caduto come un sacco vuoto, sangue sul marciapiede e bestemmie tra i denti. L’ho lasciato lì a urlarmi contro che mi denunciava, che mi questo e quell’altro… Sono tornato a casa, sereno e tranquillo, ho pensato che, sì, sarà una risata che vi seppellirà, ma prima di arrivare alla fossa vi prenderete un sacco di calci in culo. Non so perché ma poi mi è venuto in mente Jack London

“Il cielo mi salvi dai tipi che non sono in gamba, i freddi di cuore e i freddi di testa, quelli che non fumano, non bevono, non bestemmiano, quelli che non fanno nulla che sia coraggioso, rischioso, scottante, perchè nella loro debole fibra mai è stato un fremito di vita che spinga a traboccare oltre i propri limiti e a osare. Questi non li incontri al saloon, non li trovi a battersi per le cause perdute, non a far fuoco e fiamme sui sentieri dell’avventura, non ad amare alla follia. Son troppo occupati a tenere i piedi all’asciutto, a serbare il battito del proprio cuore, a fare della prorpria esistenza squallida un successo della loro povertà di spirito.”