Ode a chi guida il SUV

by kai zen a

Nota preventiva del Truck Driver: certo che quello sotto è un attacco personale. Innanzitutto per una questione di dimensioni: grossi come me in giro non ne voglio vedere. E poi perchè non posso farci niente, mi date fastidio. Ma sono qui, vi aspetto a braccia aperte e canotta bianca sporca di ketchup. Parliamone. Non fate i timidi. Magari cambio idea.

 

Ode a chi guida il SUV

 

O arricchito ostentatore, elegante e soave come una porzione di onion rings ammuffiti, ignorante e becero come la gazzetta che leggi ogni giorno, specialmente da quando qualche babbione del marketing di qualche multinazionale l’ha trasformata in stucchevole gossip su foglio rosa. Da quando si compra tutto a rate non hai capito più un cazzo: dalla Opel Tigra con minigonne, vetri neri e fari ultravioletti (cazzo… fichissima!) a questa triste deriva maggiorata, scialba, tanta ma poca, posivita solo per aver ispirato questa intensa ode.

O giovane madre tempestata di colpi di sole e sfoggiante occhiali scuri giganti, ammaritata a professionista o artigiano o commerciante - evasore fiscale e criminale - che fai da tassista full time ai tuoi figli di istruzione superiore (o Cepu, in caso vada male) e li porti zitta zitta da nuoto a judo, da danza a calcio, da jazz a hip hop, e giri come una trottola sempre con il culo attaccato a quel cesso di macchina che tieni. Perchè dopo tutto non hai altro da fare, vero? E allora intralci la vita agli altri. Spassionatamente: comprati una fottuta bici, anzi un risciò. E pedala.

O figlio di papà, stupido e sgradevole, bamboccione, ciuffone ridicolo, pinzato di griffe su tutto il corpo e incapace di un pensiero compiuto superiore per articolazione a un sms, di quelli che mandi a migliaia al giorno imitando Christian de Sica e compagnia pagliaccesca. Non vedi che rompi il cazzo a tutti per strada? Vergognati. Ti condanno a zero credito sul cell a vita.

E anche tu – con grande sorpresa – o anzianotto italico probabilmente frustrato, troppo a lungo sottomesso dalla moglie, o troppo bacato in capa a furia di Serie A, tettone su isole dei famosi, gratta e vinci, ruberie in posta e all’Inps per lasciare qualche briciola in più agli smidollati delle generazioni a venire. Eppure decenni fa hai guidato docile la tua Fiat 128 a 100 all’ora sull’Autosole, eri normale, felice, riconoscente. Hai avuto un lavoro, una casa, un quartiere, un ambiente tutto sommato a posto. Perchè adesso calpesti e intossichi i tuoi simili con ‘sto Suv del cazzo, credendo di essere alla moda e finendo invece per rovinare tutto ed essere ricordato solo come un benemerito COGLIONE? 

No, dico, ci siamo già noi camionisti ad appestare l’aria e intasare l’asfalto. Portiamo merci in giro da sempre perchè quelli della viabilità non hanno mai studiato una via di trasporto alternativa alla gomma su strada – come fanno altrove – non gliene può fregare di meno e fanno ovviamente il gioco dei mille stronzi del club del petrolio. Ma il nostro è un lavoro. Sbarchiamo il lunario. Sudiamo in abitacoli minimi con poster di pin up appesi ovunque. Ci rilassiamo a motori spenti su sedie da campeggio appostate tra i bestioni, nelle aree di sosta più orribili e asfaltate del mondo. Mica come voi…

Grazie per la vostra impagabile strafottenza, per fregarvene del prossimo, per calpestare strisce, piedi, diritti e persone. Grazie per la vostra ignoranza senza limiti, il senso civico al decimale, l’umanità non pervenuta. Al confronto, io e la mia cricca siamo il corpo di ballo della Scala. Laddove in mezza Europa si comincia a vietare traffico, smog, auto, a sfavorire business idioti come quello di un’auto sproporzionata, qui da noi comprano Suv anche gli ultimi stronzi. Lo parcheggiano dove gli pare. Contrastati solo da altre merdose Bmw o Audi o altre auto da pappone marchettaro, che fanno a gara a chi fa più schifo per strada. A chi se ne fotte meglio. Tanto chi li ferma più? Chi li becca? Chi li contrasta? Nessuno, in apparenza.

Ma il mio punteruolo magico…

Ve ne parlerò. A tempo debito.