QUESTO E QUÈLO…

by kaizenb

OVVERO: MENO MALE CHE CORRADO C’È.

Qualche anno fa mentre ero a una cena di lavoro, ebbi modo di sentire Gene Gnocchi, il comico, pronunciare questa frase: “Bè, se parliamo di bravura, Corrado Guzzanti è una spanna sopra tutti noi.” Quanto aveva ragione. L’ennesima riconferma della sua immensa bravura l’ho avuta il 10 febbraio scorso seguendo il suo spettacolo dal vivo al Pala Dozza di Bologna.  Il sempre verde Guzzanti ha proposto una carrellata di classici, da Vulvia con il suo Rieducational Channel a Scafroglia, da Quèlo a Gabriele La Porta, passando per Tremonti e Gianni Livore, sempre accompagnato dalla  bravissima sorella minore (se non avete ancora visto la serie-tv Boris fatelo al più presto) e dal sempre più apprezzato Marco Marzocca (ormai una vera e propria spalla di Corrado). Due ore piene in cui praticamente non ho mai smesso di ridere. E non solo. perché con Guzzanti sul palco, si sa, non ci si limita alla comicità. Il suo punto forte, da sempre, è l’abilità di proporre personaggi della vita reale o immaginari e attraverso di loro analizzare la realtà che ci circonda giungendo a delle verità sconcertanti, che sono sotto gli occhi di tutti, ma che solo i suoi personaggi strampalati e forzatamente grotteschi ci sanno restituire nella loro cruda essenza. Ne ridiamo ma allo stesso ne siamo angustiati e si finisce sempre col dire “è vero, è proprio così.” È forse per questo che lo tengono lontano dalla televisione, la vox e la mens populi degli italiani; il suo ultimo programma “Il Caso Scafroglia”, un capolavoro per chi vi scrive, andato in onda in seconda serata su Rai Due è passato quasi inosservato al grande pubblico. Questa è l’Italia, anche se per fortuna non è certo l’indice di gradimento nel tubo catodico che fa di un attore un grande attore. E allora non resta che il teatro, la mimica dal vivo, il lavorare sotto. E resta il suo genio. Indiscusso, palpabile e travolgente.