Il rifiuto di una società multiculturale e multirazziale, oggi, è talmente ridicolo da non riuscire a trovare il modo giusto per contrastarlo. Queste persone probabilmente non sono mai state a Londra o a New York, a Parigi o Amsterdam. Ma lascio ad altri l’analisi sociale e politica del fenomeno, e mi occupo invece di un aspetto di certo meno nobile ma forse più divertente e che in ogni caso mi trastulla in testa da un pò: come vorrei essere teenager o ventenne oggi, con tutte le giovani bellezze femminili di varie origini nel mondo che vedo in giro! Altro che lumbard… Basta prendere la metropolitana, o fare due passi in centro, oppure osservare gli studenti con ciuffi improbabili e cellulari modernissimi ciondolare per strada all’uscita della scuola. Orientali, sudamericani, africani, nordafricani, dell’Europa dell’est. Giovani dai tratti somatici più disparati ma italiani al 100%. A me piace un sacco. E fanciulle dai lunghi capelli scuri, dagli occhi a mandorla, dalla carnagione diversa dallo ‘smorto locale’, e dai modi di fare e di essere che – seppur mascherati dall’omologazione giovanile – riflettono il diverso mondo alle loro spalle. Molto interessante. Puoi scommetterci che in una ragazza così c’è così tanto da scoprire, e intendo in senso metaforico (anche se non mi crederete mai). Potessi tornare indietro nel tempo io… Tra gli anni ’80 e ’90 l’offerta non era obiettivamente un granchè e si poteva raggruppare a grandi linee nelle categorie seguenti:
- locale lombarda, spesso paninara. Magrina, voce stridula, accessori Naj Oleari e ai piedi Timberland a mocassino con suola bianca (odiose), seriosa e viziatella in quanto figlia unica. Percentuale di divertimento probabile con lei: 2%. Attrattività non pervenuta.
- figlia di immigrati pugliesi o calabresi, fuori dalle mode (il che poteva anche essere una cosa buona). Simpatica e socievole, ma non può uscire, non può stare al telefono tanto, ha il fratello che scassa i maroni e comunque, francamente, è un pò bruttina. Non vale le botte incassabili dal fratello.
- ribelle di origine indefinita, o darkettona truce o maschiaccio di strada cresciuta tra fratelli maschi, panette di hashish da smazzare e motorini truccati. La mia naturale predisposizione per il reietto (la reietta in questo caso) mi ha sempre portato a guardare con simpatia ragazze simili, soprattutto le introverse e nerovestite. Però, sorelle, un pò di ritmo nella vita, che dite? Su, su… parlare, sorridere, fare cazzate! Siete proprio smorte.
C’erano poi le wild card, ma lì dipendevi dal mero fato che - per la famigerata legge di Murphy - si comporta puntuale nei tuoi confronti con l’affabilità di un rottweiler. Alcuni esempi:
- figlia di fricchettoni figli dei fiori, bella, simpatica e libertina, ma che si rivela entro pochi giorni – esattamente come i genitori, dev’essere dunque genetica freak - l’opposto di quello che credevi. Gelosa e insopportabile. Persino piena zeppa di tabù. Tipico. Lo sapevi, ma ci sei cascato lo stesso.
- straniera trapiantata in suolo italico. Carina, angelica. Sola, timida, spaventata da tutto ‘sto parlare ad alta voce che sente in giro. I primi tempi funziona a meraviglia con lei poi, alle prime bizze italiche del tuo temperamento, fugge in Lapponia con l’intenzione di cancellare per sempre l’Italia e suoi macho dai ricordi e strafarsi di vodka.
- ex bambina prodigio del pianoforte o della ginnastica artistica. Bellissima e sempre sorridente. Atletica. Ma ti tratta come un appuntamento dal dietologo e in certi momenti, a certe età, vorresti dalla vita cose pazze e non una griglia di attività prestabilite a inizio settembre.
- timidona con alle spalle una stretta educazione cattolica. La mia tipologia preferita. Come ovvio – lo sanno tutti tranne i moralisti cattolici, quindi in pochi in questo paese, e comunque si fa finta di non saperlo – vietare e tenere al guinzaglio produce il risultato ESATTAMENTE opposto nell’interlocutore, dunque vi lascio immaginare l’intraprendenza sessuale dell’esile ma ben fatta fanciulla. Puro magma. Pure troppo, se vogliamo. Cosa ti aspetti da un ragazzino, scusa? Sesso sì, ma a parole soprattutto e rapido rapido nei fatti, che poi passano gli amici e si va in giro insieme.
Se permettete cari amici, soprattutto voi sostenitori delle frontiere chiuse e del pugno di ferro (if any), avrei preferito essere teenager oggi, e ALLA GRANDE, avere amichette cinesi o ecuadoregne o moldave. Mi suona parecchio più divertente e avrei avuto anche la scusa, nel tacchinare, di voler scoprire il mondo e le sue deliziose e differenti sfumature di bellezza. Peccato non aver azzeccato la tempistica giusta. Ora non vorrei che per colmare la frustrazione mi tocchi – fra qualche anno - di fare la fine di Kevin Spacey in American Beauty, con le future amichette delle mie figlie.
Vi prego, aiutatemi.