Mutande (era la crisi non esiste)

panorama«Mondadori non chiude il sito di Panorama, ma lavora a un nuovo progetto (sottolineo: nuovo-progetto); i “portali” (portali? nel 2009?) maschili non sono necessariamente dedicati agli addominali e a farla impazzire a letto.» Così mi si replicava sul barbiere della sera a parte del mio intervento sull’affair panorama.it
Mi spiace ho sbagliato, devo chiedere scusa, non è vero che i “portali” al maschile siano dedicati solo a quel tipo di argomenti, un esempio ci viene proprio dall’autore della risposta, che su panorama.it si occupava di tematiche fondamentali, che immagino, possano fare parte di un nuovo progetto. Altro che addominali e follie tra le lenzuola. Copio e incollo il primo articolo di una serie:

«Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: i boxer non sono biancheria intima. Quelli aderenti elasticizzati stanno bene solo quando hai compiuto 18 anni e sei ancora molto lontano dai 19. Quelli più normali, larghi, sono pantaloncini da camera, vanno bene al massimo per dormire, stop. Qualche matto li indossa al posto delle mutande, e sono fatti suoi: dopo qualche minuto sono tutti stropicciati, si arrotolano, sono del tutto incontrollabili. Lo spettacolo al calar dei pantaloni è qualcosa di tremendo. Quindi: poco eleganti e scomodi.

Passiamo allora alla vera biancheria intima, le mutande (si possono anche chiamare slip), che sono accettabili in tutte le varianti. Il primo tema è: quale marca e dove comprarle.

Partiamo dalla parte più bassa della catena della spesa: il mercato. Escludendo lo snobissimo mercato di Forte dei Marmi (che adesso è pure itinerante) tutti gli altri vendono fuffa, e quindi potete sceglierli come vostro negozio di fiducia per la biancheria intima solo se state frequentando un rivoluzionario da centro sociale o un transfugo dell’Udc in crisi mistica (o le loro versioni femminili, naturalmente). In tutti gli altri casi con le mutande del mercato farete brutta figura. Se proprio siete alla canna del gas (per esempio: siete poveri) scegliete almeno degli slip ultra classici in misto-misto-misto-cotone grigio scuro: le fibre usate in quel colore tengono più di 5 lavaggi e gli elastici resistono più di un mese.
Il secondo livello della catena è il supermercato. E qui sbuca una marca interessante: la Pompea. Proprio quella del non-strappa-non-stringe-non-stressa: a prezzi modici propone alcune linee in microfibra che hanno un loro perché. Sono slip non bellissimi da vedere, ma davvero molto comodi. Non stressano. Davvero. Attenzione comunque alla microfibra: non stringe, ma fascia. Quindi se pancia e maniglie sono già in versione maxi, allora serve qualcosa di diverso (e comunque io non saprei che cosa consigliarvi se non un Extreme Makeover). Un altro pregio: sono leggeri e compatti, perfetti per un viaggio. Consiglio il colore nero: la microfibra non si può lavare a 200 gradi e il bianco dopo un po’ ingiallisce.»

10 Risposte a “Mutande (era la crisi non esiste)”


  1. 1 marco mazzei 26 Giugno 2009 alle 10:58

    Troppo gentile a citarmi ancora, spero almeno di esserti stato utile. Per la scelta, intendo.

  2. 2 kaizenj 26 Giugno 2009 alle 11:10

    Io sono per i boxer, neri o colorati, non troppo larghi

  3. 3 Anna Luisa 26 Giugno 2009 alle 13:40

    “Se siete proprio alla canna del gas”.
    Ecco, appunto…

  4. 4 Anna Luisa 26 Giugno 2009 alle 13:57

    Nota disambigua: non mi riferivo ai gestori di questo blog, ovviamente…

  5. 5 Roberto Verrastro 26 Giugno 2009 alle 14:08

    Cazzo! Questo sì che è giornalismo…e con la G maiuscola! Il primo di una serie? Che è? Una minaccia?

  6. 6 marco mazzei 26 Giugno 2009 alle 19:54

    Comunque: trattasi di un post-gioco su un blog personale del 2007, quando secondo la vostra buffa teoria il sito era ancora illuminato dalla sacra luce del giornalismo. Non che me ne vergogni, sia chiaro: meglio scherzare parlando di mutande piuttosto che prendersi troppo sul serio scrivendo di libri.

  7. 7 Davide 26 Giugno 2009 alle 22:22

    Meglio prendersi troppo sul serio scrivendo di libri che scherzare parlando di mutande. Non che me ne vergogni.

  8. 8 kaizenj 27 Giugno 2009 alle 11:47

    @ marco: non hai bisogno di giustificarti e tanto meno di giustificarti di giustificarti. Se per te è meglio scherzare (non so se qualcuno te lo ha detto ma l’ironia non si notava un granché, anche se per forza di cose il tema stesso la dava per scontata, marchetta a parte [è quella che ti ha rovinato ritmo, intreccio e colpo di scena umorisitco]) scherza pure quanto vuoi, ti pagano pure per farlo. La mia seriosità evidentemente non interessa a nessuno e non vale un soldo bucato. Scrivere di libri è inutile, come è inutile leggerli. Hai vinto tu. Ha vinto il fantomatico italiano medio con le mutande ingiallite (ah, se solo ti avesse dato retta sulla microfibra) e il vuoto pneumatico nell’anima.
    Hai ragione, sono serioso, almeno nella scrittura, e a tratti malinconico, aggiungerei, ma come annotava Cioran: “In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare“.

  9. 9 Enza, Moreno e Steven 27 Giugno 2009 alle 13:45

    Anfatti…quanno pe’ sbajo su Panorama scriveno quarche cosa de serio, ce stanno a fà ‘na tana, pe’ vedè se tante vorte se semo distratti…

  10. 10 Tony Brando 27 Giugno 2009 alle 18:19

    Collaaaaaaaaaaaant…e con una mano sfioravo il pube…che ora lo fanno cani e porci, se levano le mutande e te le tirano in diretta…ma andate a cagare…è che io ho avuto il torto di anticipare il discorso di Madonna, di Prince, dei blog di Panorama.it…


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